Padre spara alla figlia pugile: «Non deve più combattere»

A pochi minuti dall’incontro che le avrebbe permesso di conquistare il terzo titolo mondiale di pugilato, suo padre le ha cancellato per sempre il suo sogno. Rola El-Halabi, 26enne libanese di passaporto tedesco, non potrà più combattere. L’uomo è entrato nello spogliatoio di Berlino e le ha sparato alla mano, al ginocchio e a un piede, accecato dall’ossessione di controllare la figlia adottiva che stava fuggendo alle regole ferree del mondo musulmano in cui è cresciuta.
Ma a Rola non piaceva stare rinchiusa in gabbia, aveva sete di libertà, voleva prendere in mano la sua vita e condividerla con il fidanzato, che a Roy El-Halabi, 44 anni, non andava giù.
Mancavano dieci minuti per salire sul ring, in palio c’era titolo di campionessa mondiale dei pesi piuma, un traguardo che Rola voleva raggiungere battendo la bosniaca Irma Adler. Il combattimento, però, è avvenuto negli spogliatoi della Trabrennbahn di Berlino contro suo padre e la sentenza è stata spietata: quattro ferite da arma da fuoco e carriera finita.
L’uomo, ex-manager di Rola licenziato lo scorso gennaio, ha fatto irruzione nei locali con una pistola in mano dopo aver sorpreso due addetti alla sicurezza. Dopo aver minacciato i presenti ed essere rimasto solo con la ragazza, le ha sparato un colpo a bruciapelo alla mano sinistra. Rola gridava, dilaniata dal dolore, ma il patrigno, rinfacciandole di avergli “rovinato la vita”, non ha avuto pietà e ha sparato per altre tre volte: al ginocchio sinistro e ai piedi.
«Papà è entrato con la pistola – ha poi raccontato Rola al quotidiano Bild – Ha obbligato gli altri a uscire dalla stanza e si è chiuso dentro con me. Immediatamente mi ha sparato nella mano destra da tre metri di distanza. Bruciava come l’inferno. Ho iniziato a urlare ma lui ha continuato a sparare, prima al mio piede sinistro, sono caduta e mi sono fatta male a un ginocchio». Il padre gridava: «Hai rovinato la mia vita», la figlia cercava di calmarlo. Niente da fare. «Mentre ero rovesciata a terra – continua il racconto della ragazza – ha mirato al ginocchio e poi all’altro piede. Ogni colpo era come un pugno. Dalle scarpe usciva sempre più sangue. Ero stordita». Colpi mirati per mandare in rovina una carriera, una vendetta per la ragazza che non aveva seguito i suoi ordini, l’aveva abbandonato, frequentava un uomo. Finito di sparare, Roy ha preso il telefono per chiamare la polizia. «Ecco, l’ho fatto, per favore perdono», ha detto. Mentre gli agenti lo portavano via ha chiesto scusa anche alla figlia adottiva.
Rola racconta che con il patrigno per molto tempo aveva avuto un buon rapporto. «Con lui in passato potevo parlare di tutto, di tutti i miei problemi, tranne che di ragazzi. Questo, per lui, era un argomento tabù». Secondo la tradizione e secondo il senso di controllo musulmano sulle donne di famiglia, i maschi dovevano starle alla larga, e lei da loro. Quando la ragazza si è innamorata, quindi, il rapporto con il padre-manager si è incrinato. «Per me è sempre stato un drogato del controllo, narcisista – dice l’allenatore di Rola, Jürgen Grabosch – Ha controllato la sua vita passo a passo: che amici aveva, in quale bar potesse essere. Rola non voleva farsi mettere in gabbia da lui».
La ragazza, che nel weekend ha subito cinque operazioni chirurgiche, si sta riprendendo in ospedale, ma le ferite ricevute rischiano seriamente di porre una fine anticipata alla sua carriera: proprio quello che voleva il suo patrigno, che dopo essere stato bloccato dalla polizia, ora rischia fino a 10 anni di carcere. «Le operazioni sono riuscite bene – dice il suo attuale manager – ma i colpi di pistola sono stati inferti per troncare la sua carriera, e molto probabilmente sarà così».
Rola El-Halabi ha vinto i titoli mondiali WIBF e WIBA nel 2009 e ha una record di 11-0 in carriera, con sei ko. La tragedia è avvenuta pochi minuti prima dell’incontro con la bosniaca Irma Balijagic Adler, per il titolo IBF peso piuma.

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