Pensieri ed emozioni

Il gioco della molla

Si dice che chi dalla vita abbia ricevuto poco sappia sorridere ed essere felice più di chi ha avuto tanto. Non so se sia vero ma i volti sorridenti dei bambini africani mi fanno credere che ci sia speranza e voglia di vivere anche dietro la sofferenza e la povertà.
Una settimana fa, passeggiando per le strade di Tangeri, Marocco, ho visto molti di quelli che definiremmo “poveri” e sui loro volti c’era la gioia delle cose semplici. I ragazzini giocavano a pallone, urlando gol o arrabbiandosi per qualche fallo. Le bambine invece giocavano al gioco della molla, lo stesso che facevo anche io alla loro età esercitandomi per pomeriggi e giornate intere in compagnia di mia cugina o delle amichette. Un tuffo nel passato e nei ricordi, resi ancora più nostalgici dal pensiero che le bambine di oggi neppure conoscono questo gioco, perse dietro ad aggeggi elettronici o all’ambizione di sentirsi già grandi.
Il gioco è molto semplice, basta soltanto un elastico lungo circa 4 metri legato alle estremità con un nodo. In genere si gioca in tre ed è un passatempo prevalentemente femminile. Due bambine entrano nel cerchio e si allontanano tra di loro per tirare l’elastico, a gambe divaricate e con la molla alle caviglie. Chi rimane fuori deve eseguire una serie di salti intorno e sopra l’elastico. Se sbaglia subentra una delle bambine che regge la molla, altrimenti prosegue. L’elastico si alza al polpaccio e alle ginocchia. Poi, finita le prima serie di salti, si passa ad affrontarne di sempre più complicati. Vince chi riesce a terminare per prima tutto il percorso.
Non credevo che il gioco della molla esistesse ancora. Non l’ho più visto fare da quando avevo 10 anni e pensavo fosse scomparso divorato da televisione, playstation e computer. Ritrovarlo per le strade di Tangeri, dove i bambini non hanno nessuna di queste cose, è stata una vera emozione e per un momento sono tornata anch’io la bambina che, in casa o in strada, con il sole o all’ombra, saltava con abilità sulla molla con l’unico obiettivo di arrivare infondo al percorso.

3 pensieri su “Il gioco della molla”

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