Gli animali ci insegnano a lottare per la vita e per l’amore. Anche quando si perde

Qualcuno dice che “sono solo gatti” o “sono solo cani”. Ma non sono mai “solo animali”. C’è nei nostri amici a quattro zampe – non soltanto quelli domestici – una forza dirompente e straordinaria, una tenerezza innata, un istinto di sopravvivenza e una dolcezza che ci conquistano e ci lasciano senza fiato.

Basta veramente poco per lasciarsi intenerire da due occhioni che ti guardano adoranti, dalle fusa di un gatto che si struscia tra le tue gambe dicendoti silenziosamente “ti ho scelto”; per affezionarsi a chi ti dona un sorriso anche nei momenti peggiori, per voler proteggere e salvare un pelosetto quando soffre.

Purtroppo non sempre ci si riesce e questo fa male al cuore. Nel bene e nel male, la natura vince sempre e oggi ho dovuto arrendermi al dolore di vedere un gattino morire tra le mie braccia. L’ho incontrato quasi per caso, era debole e soffriva. Il mio naturale istinto di protezione mi ha detto che dovevo prendermi cura di lui, che dovevo fare il possibile per salvarlo. Ho tentato e ho fallito. Il suo corpicino, già provato dalla malattia, ha ceduto lasciandomi soltanto un enorme senso di impotenza.

La sorellina, quella con me nella foto, sta ancora combattendo la sua battaglia. Per un attimo ho temuto il peggio anche per lei ma è una vera guerriera. Si è aggrappata alla vita con tutta la forza che ha. Nel breve tempo trascorso insieme – visto che ora è qualcun altro a prendersene cura – le ho dato e ho ricevuto amore, tenerezza, coccole. Neppure un minuto passato con loro è stato sprecato. E sono certa che la mia piccola roccia ce la farà. È forte e vuole vivere.

Sono solo animali? A me oggi questi due gattini hanno insegnato tanto. Che la vita è forte, anche se non sempre trionfa, che bisogna lottare e combattere anche se fa male, anche se si sta soffrendo. Che non siamo mai soli, che quando meno ce lo aspettiamo arriva qualcuno a tenderci una mano, a salvarci. Che il bisogno di amore e tenerezza è insito in ognuno di noi ma, a differenza degli umani che sono calcolatori e il più delle volte agiscono solo per interesse, calpestando gli altri, gli animali sono puro istinto e sanno dare amore senza secondi fini. Che a volte basta una creatura fragile, indifesa, per tirare fuori il meglio di noi e farci scoprire teneri, amorevoli, capaci di grandi cose.

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La buona lettura apre il cuore ai migliori sentimenti

Nella vita si ritorna sempre nei luoghi in cui si è stati felici. Per me questo luogo è la scrittura, non quella professionale ma quella del cuore. Le parole che sgorgano come un fiume, si impossessano della tua mente e delle tue mani e si riversano sulla carta.

Non so immaginare la mia vita senza la scrittura, né senza i miei amati libri, quelle storie che mi hanno appassionato permettendomi di vivere centinaia di altre vite, di esplorare luoghi lontani e tempi ormai andati, o di fare un salto in un futuro immaginato.

“Piera, ricorda che la buona lettura apre il cuore ai migliori sentimenti”. E’ la dedica che la maestre mi hanno scritto a conclusione delle elementari sul libro Piccole Donne. Il loro regalo per me, una frase che ha ispirato tutta la mia vita guidandomi nella scelta delle buone letture e, quindi, nella scrittura.

Perché vi racconto queste cose? Semplicemente perché sono stata assente per troppo tempo, lontana da casa, e a riportarmi qui sono state le parole di una lettrice che mi ha fatto sentire la nostalgia per questo luogo magico, il luogo del cuore e dei sentimenti, il rifugio, la forza.

Non so immaginare la mia vita senza scrittuta. Nell’ultimo anno ho lasciato che il quotidiano, con la sua frenetica routine, mi rubasse il tempo ma ora è arrivato il momento di tornare a casa. Di fermarmi e ascoltare quello che ho dentro, lasciare che pensieri ed emozioni fruiscano liberamente e si trasformino in parole.

Solo così la vita ha senso, solo così so di poter essere felice anche nei momenti più difficili, salda anche in mezzo alla tempesta, trovando dentro di me quella forza che solo il coraggio di guardarsi dentro sa darti.

La scrittura è la mia casa. Sono tornata, sono qui, e non ho intenzione di andare via di nuovo.

Scrivere per guarire le ferite del cuore

Mi hanno consegnato un quaderno, le pagine a quadretti immacolate. Mi sono rivista adolescente, seduta alla scrivania della mia stanza, in un soleggiato pomeriggio estivo a scrivere di amori disattesi e speranze disilluse. La musica di sottofondo ispirava le mie parole che, con naturalezza, riempivano righe e righe di vita.

Tutto è scritto, tutto è narrato, in un vano tentativo di preservare la memoria dal passare implacabile del tempo, che porta via con sé ricordi ed emozioni.

Cosa sentivo? Cosa sognavo? Più o meno le stesse cose di adesso: un anelito a viaggiare e conoscere il mondo, un’ardente insoddisfazione che solleticava le mie ambizioni. Il grande amore. L’ho trovato? Difficile dirlo. Forse l’ho tenuto stretto tra le mani ma non ho saputo riconoscerlo e l’ho lasciato andare via. O forse l’ho soltanto sfiorato senza mai riceverlo a pieno.

Ciò che vedo con assoluta chiarezza sono le cicatrici, che mi dicono che l’amore non sempre appaga il cuore, a volte lo ferisce; che l’essere umano è fragile e, anche quando parte con le migliori intenzioni, finisce col fare e farsi del male.

È qualcosa che tutti noi sperimentiamo: l’illusione e la delusione, la gioia incontenibile e la tristezza più nera. Il rifiuto, l’abbandono. Ma la vita è più forte e cadere non significa fallire. L’importante è rialzarsi, curare le ferite e riprendere il cammino con più fiducia in se stessi.

Radici, solo se sono profonde puoi volare in alto

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Fin da bambina ho provato un forte desiderio di viaggiare, vedere il mondo, conoscere nuovi posti e nuove culture. Volevo andar via, lasciarmi tutto alle spalle e non voltarmi indietro.

Oggi, con la maturità dell’età adulta e un piccolo pezzo di mondo nel mio bagaglio, ho scoperto l’importanza delle radici, del ritornare alla culla che mi ha visto nascere, al paese che mi ha visto correre spensierata, crescere e trasformarmi in una donna. Ho capito che tutto questo non ha a che fare soltanto con un luogo fisico ma con tutte quelle persone che lo popolano, con la famiglia.

Ho imparato che non esiste legame più forte della famiglia, la vera radice che ci tiene ancorati alla vita, ma anche il tronco che ci dà sostentamento, i rami e le foglie che ci permettono di svettare in alto e realizzarci per ciò che siamo realmente.

I segni sulla pelle ci dicono che il tempo è come un passeggero che sale sul nostro vagone e annuncia che la vita è un momento e che, non importa quante fermate faremo lungo il percorso, quante esperienze vivremo, alla fine torneremo sempre alle nostre radici, a quel rifugio che calma il dolore, al ricordo del primo amore, a ciò che siamo stati per ritrovare noi stessi e ripartire verso nuove mete.

La sfida di essere donna nel mondo moderno

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Essere donna nel mondo moderno è una sfida avvincente; a volte difficile, piena di ostacoli, ma sempre affascinante. I tempi in cui le donne dovevano seguire un copione che altri avevano scritto per loro – sposarsi, accudire il marito e i figli, prendersi cura degli anziani –  è terminato e le donne si stanno riappropriando della loro vita e dei loro sogni.

La donna moderna è intelligente, indipendente e consapevole del proprio valore. Ha delle responsabilità sul lavoro, fa carriera, non permette che la sua felicità dipenda da terze persone ma ha imparato a costruire la propria felicità coltivando interessi e passioni, vivendo appieno la vita che desidera.

Ciò non significa che la donna moderna non abbia bisogno di un partner, ma che insieme alla sua indipendenza sviluppa anche la capacità di vivere il rapporto di coppia con maturità, evitando la dipendenza affettiva, concedendo e concedendosi libertà, camminando accanto al proprio uomo sostenendolo e incoraggiandolo ma senza rinunciare a se stessa e alla propria vita.

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Una donna intelligente ha caratteristiche che la differenziano da tutte le altre. Sa apprezzare le cose belle della vita, vive il presente ma ha ben chiari quali sono i suoi obiettivi. Apprezza la solitudine, anzi ha bisogno dei propri spazi per riflettere, conoscersi, superare i propri limiti e trovare nuovi stimoli.

Una donna intelligente non ha paura di uscire dalla propria zona di comfort, perché il cambiamento porta sempre con sé nuove opportunità e occasioni di crescita. Una donna intelligente sa ascoltarsi e si fida del suo istinto quando è il momento di prendere una decisione. Inoltre, sa dire di no quando gli altri tentano di invadere il suo spazio vitale.

In definitiva, è una donna moderna, che combatte come tutte con i problemi di cuore, con le difficoltà ad affermarsi sul posto di lavoro, che fa salti mortali per conciliare famiglia e carriera, ma che non dimentica mai quanto sia bello avere la possibilità di esprimersi per ciò che si è, senza schemi imposti dall’alto.

Complicità e rispetto, gli ingredienti per un’amicizia autentica

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Qualche giorno fa vi ho detto che non vale la pena inseguire persone che sanno dove trovarci. Oggi voglio parlarvi del valore dell’amicizia, del rispetto e della complicità.

Capita a volte che una persona senta il bisogno di allontanarsi, di starsene nella propria caverna – citando John Gray – e allora il compito dell’amico è quello di comprenderlo e rispettarlo, di lasciargli i suoi spazi senza far mancare supporto e affetto.

Un amico che sta affrontando un momento difficile non è qualcuno che fa il prezioso, che ci snobba. E’ qualcuno che ha bisogno di noi in un’altra forma, che non è quella delle uscite e delle bevute, ma della comprensione e del sostegno morale. Della presenza non invadente ma costante.

Quando un amico ci chiede spazio, bisogna imparare ed essere complici. Un complice è colui che accetta, protegge e rispetta i nostri tempi, i nostri ritmi, le nostre scelte. Che non ci mette pressione ma è pronto a riaccoglierci nel momento in cui decideremo di uscire dalla caverna e tornare alla civiltà. Qualcuno di cui fidarsi, con cui è possibile essere se stessi sempre, senza maschere e senza finzioni.

Avere un complice significa avere un compagno di squadra, qualcuno che corre al tuo fianco per raggiungere il medesimo obiettivo, che non ti rimprovera per un tiro sbagliato ma al momento giusto ti fornisce l’assist per il gol decisivo.

Sono esattamente dove non volevo essere. E sono felice. Come una decisione ti cambia la vita

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Ti svegli una mattina e sei a Roma. Dalla finestra scorgi in lontananza la Cupola di San Pietro, che si erge maestosa sulla capitale e la protegge con la sua ombra. Ogni passeggiata è un incontro con la storia e l’arte che hanno reso grande l’Italia nei secoli: la fontana di Trevi, i Fori Imperiali e il Colosseo, Villa Borghese con il suo parco e piccoli gioielli della cristianità, più o meno noti. Non è la città in cui volevi essere, ma è comunque un capolavoro.

È impressionante come il caso, il destino o la provvidenza – scegliete voi ciò in cui credere – cambino le carte in tavola e, in una sola mano, i tuoi progetti, i tuoi desideri, la tua vita si capovolgano presentandoti nuove avventure, nuove sfide a cui non avevi mai pensato.

Un biglietto aereo solo andata per Madrid si trasforma in un viaggio in auto verso Roma, complice una proposta di lavoro che non puoi rifiutare. E la tua vita prende una direzione completamente diversa da quella che avevi immaginato.

sogni

Dopo un mese ancora non ti spieghi perché, ma sei sicuro che nulla accada per caso. Non sei uno di quelli che crede al destino, no. Tu pensi che ognuno costruisca il proprio destino con le scelte che compie ogni giorno, piccole o grandi che siano, e che ogni decisione porterà alla realizzazione di qualcosa di meraviglioso, parte di un disegno d’amore più grande.

E così, dopo una giornata di lavoro stressante, ti siedi soddisfatto alla scrivania, ansioso di scoprire cosa ha in serbo il futuro per te, quali sorprese la vita ancora ti regalerà. Perché sei certo che, anche se hai poggiato solo un paio di mattoni, la casa verrà su bene. Ci vorrà tempo, impegno e fatica ma tutto questo non ti spaventa. La ricompensa varrà la pena. E quello che hai lasciato non sarà un rimpianto ma semplicemente una strada che non ti avrebbe condotto alla meta a cui aspiri.