Natale 2014: dodici idee tecnologiche per i tuoi regali

tech-giftsNatale tempo di regali. Per chi non riesce a trovare l’idea giusta, o non si accontenta di un libro, ecco alcuni suggerimenti tecnologici per rendere gli acquisti meno complicati.

Apple iPad Air – Che sia di dimensioni normali o Mini, il nuovo iPad è sempre un regalo molto gradito. Questa versione, in modo particolare, unisce alla nota qualità Apple la leggerezza di un dispositivo che può essere portato comodamente in borsa o utilizzato a letto per le letture serali.

Amazon Fire HD 6 – È il gadget perfetto da regalare ai ragazzini, un tablet da sei pollici, potente, colorato ed economico, dotato di doppia fotocamera, che permette di accedere a un vasto catalogo di app e di giochi.

Amazon Kinde – Nonostante sia sul mercato già da qualche anno, continua a rinnovarsi e offrire nuove funzionalità. La versione 2014 del Kindle, infatti, aggiunge tanti piccoli dettagli capaci di renderlo uno dei migliori e-reader sul mercato. Il nuovo Kindle ha una memoria raddoppiata rispetto allo scorso anno, nuovi servizi e uno schermo touchscreen che permetterà di rendere ancora più piacevole l’esperienza della lettura digitale.

Smartwatch – È l’accessorio alla moda che non solo mostra l’ora ma permette anche di gestire le applicazioni e le notifiche che arrivano sul cellulare.

Gigaset SL930A – È il telefono di casa con l’aspetto e le funzionalità di uno smartphone. Funziona con il sistema operativo Android e permette di istallare e gestire tutte le app e i social network anche tra le mura domestiche.

Bacchetta per selfie – Accessorio ideale per gli autoscatti delle feste, si tratta di bacchetta in fibra di carbonio, leggera e resistente, che permette di scattare selfie da 80 cm di distanza.

Caricabatterie portatile – Piccoli, leggeri e dal design compatto, sono pratici da tenere in mano e possono essere portati facilmente in borsa o in tasca. Forniscono nuova energia agli smartphone quando la batteria è scarica e non c’è la possibilità di ricaricarli collegandoli alla rete o al computer.

Apple TV – Il piccolo media player di Apple garantisce ore e ore di divertimento e intrattenimento per tutta la famiglia. Si collega al televisore HD di casa grazie al cavo HDMI, mentre la connettività web è assicurata dal Wi-Fi e dall’Ethernet. I contenuti multimediali, invece, arrivano direttamente dall’iTunes store e da iCloud. Una delle idee regalo più apprezzate per Natale 2014.

WD TV – Facilmente trasportabile, resistente e dal design curato e raffinato, il Western Digital TV è un piccolo set-top box in grado di leggere qualunque tipologia di file multimediale. Si collega al televisore in alta definizione grazie al cavo HDMI, mentre i contenuti possono essere introdotti sia da una chiavetta USB sia da un disco rigido esterno. In alternativa, la connettività web del WD TV permette di accedere a milioni di contenuti multimediali da YouTube, Deezer e altri canali interattivi. Grazie alla funzione Miracast, si potrà trasmettere in streaming sul televisore tutto ciò che abbiamo salvato sullo smartphone o tablet Android compatibili, mentre grazie all’applicazione dedicata il nostro dispositivo mobile può trasformarsi in un telecomando dalle funzioni avanzatissime.

Cuffie wireless – Sono il regalo ideale per chi vuole godersi al meglio musica e tv, senza disturbare i vicini. Ce ne sono di davvero belle, che oltre alla qualità del suono curano anche i dettagli, come il rivestimento in pelle dei padiglioni.

Sony NWZ WS610 – l’accessorio perfetto per gli amati del nuoto e della musica: un lettore che permette di ascoltare le proprie canzoni preferite anche in acqua.

Withings Aura – Questa speciale lampada dispone di un sensore di movimento e di un sistema cambia colore che aumenta la qualità del sonno, perfetta per dolci risvegli.

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Natale 2014: i libri da regalare

natale regali libriNatale si avvicina e la corsa ai regali impazza. Ai primi posti ci sono i doni tecnologici ma, per i più tradizionalisti, il regalo giusto è sempre un libro. Ecco perché vi diamo degli spunti interessanti, tra le ultime uscite e le novità, tra cui scegliere le letture giuste per amici e parenti.

  • Avrò cura di te di Chiara Gamberale e Massimo Gramellini – Una storia raccontata a quattro mani, quella di Gioconda (Chiara) e il suo angelo custode Filèmone (Massimo), che si prenderà cura di lei, aiutandola ad ascoltare davvero il cuore.
  • Il Dio del deserto di Wilbur Smith – Dopo vent’anni da “Il Dio del fiume”, torna l’autore più venduto in Italia, con una storia che vedrà protagonista Taita, il mago, il medico, il poeta, il consigliere intimo del faraone Mamose e poi del figlio, Tamose.
  • Ciò che inferno non è di Alessandro D’Avenia – Il romanzo in cui l’autore racconta Padre Pino Puglisi, conosciuto realmente, ai tempi del liceo, prima che la mafia lo assassinasse agli inizi degli anni Novanta.
  • Il guardiano del faro di Camilla Läckberg – Una nuova indagine, la settima, vedrà impegnati Patrik Hedstrom e Erica Falck. Dovranno mettersi sulle tracce dell’assassino del direttore finanziario del Consiglio di Fjällbacka, ucciso con un colpo dietro la nuca nel proprio appartamento.
  • Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano di Andrea Camilleri – Otto racconti in cui l’autore riporta in scena il giovane e coraggioso poliziotto conosciuto e amato nel romanzo “La prima indagine di Montalbano”.
  • Io sono Malala di Malala Yousafzai e Christina Lamb – Malala, Premio Nobel per la Pace 2014, racconta la sua storia, quella di un miracolo. Scampata alla morte per mano dei talebani, che volevano spegnere la sua voglia di leggere e studiare, Malala arriva all’assemblea generale delle Nazioni Unite e diventa il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere.
  • La regola dell’equilibrio di Gianrico Carofiglio – Guido Guerrieri, con l’aiuto di un amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un’affascinante donna, che gira con una mazza da baseball, dovranno aiutare un magistrato a difendersi da un’accusa di corruzione. L’indagine porterà a galla ricordi e non solo.
  • Il confessore di Jo Nesbø – Dopo il suicidio del padre, il mondo di Sonny Lofthus rolla e il ragazzo, neanche trent’anni, si ritrova in carcere per un duplice omicidio. Eppure in quel luogo malsano i suoi compagni hanno stima di lui, tanto che in breve tempo diventa “il confessore”. Sonny sembra aver trovato il suo equilibrio, finché un detenuto non gli rivela che il padre in realtà è stato ucciso.
  • Terre rare di Sandro Veronesi – A distanza di nove anni da “Caos calmo” torna Pietro Paladini, un uomo in balia di sé stesso e della sua ansia, alla ricerca di una serenità mai conquistata.
  • Funny girl di Nick Hornby – Siamo nell’Inghilterra degli anni Sessanta dove si coltiva il mito di Sophie Straw, ex reginetta di bellezza ed attrice televisiva, che sogna di far divertire gli altri come la sua eroina, la star americana Lucilie Ball. Sophie vuole puntare sull’ironia, non sulla bellezza, vuole fare l’attrice, non la soubrette. Una funny girl accompagnata da una bizzarra squadra di amici.

Natale: e il verbo si fece carne

nativitàIl fatto dell’Incarnazione sta proprio al centro, o meglio al colmo della nostra vicenda umana: qui il tempo attinge all’eterno, l’umano è toccato dal divino, inizia un mondo nuovo che ormai va definito solo come umanodivino, quale appare in quel Bambino Gesù che nasce a Betlemme. E’ il fatto che invera aspettative umane e promesse divine, ma non così incombente e vistoso da non richiedere da parte dell’uomo una sua apertura e una sua scelta, come occhi che si devono aprire alla Luce.
1) La pienezza del tempo
“Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna” (Epist.). Siamo cioè al vertice di un progetto di Dio sognato da lontano, come lo esprime Isaia: “Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore, sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli”, cioè a Gerusalemme come punto ormai fisico di tangenza del Dio che vuol radunarsi attorno la famiglia degli uomini in una rinnovata fraternità. Gesù di Nazaret è ora il definitivo tempio in mezzo agli uomini e il ponte unico che congiunge a Dio. Ancora oggi il Natale segna lo spartiacque della storia, prima e dopo Cristo, come da tenebre a luce: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. La vicenda umana trova qui il tornante che inverte la rotta da un destino di morte a quello di una salvezza e di una vita piena. “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Carne qui significa non solo che ha assunto la nostra vera e concreta umanità, ma che ha condiviso in pieno con noi la stessa vicenda di fatica, di sofferenza e di morte. Dice il Concilio: “Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in un certo modo ad ogni uomo. Ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo: s’è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché il peccato” (GS 22). Dalla sua preesistenza divina venne a noi senza risparmiarsi: “Pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo la condizione di servo, diventando simile agli uomini” (Fil 2,6-7). “E noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”. San Giovanni ha ben constatato quanto di divino ci fosse in quel Gesù che lui ha frequentato per tre anni, e ne ha reso ampia testimonianza: “Quel che era da principio, quello che abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita.., noi lo annunciamo a voi” (1Gv 1,1-3). Veramente qui, in questo Bambino Gesù, “abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9), “e voi partecipate della pienezza di lui” (Col 2,10). Ecco il punto che ci interessa: ha assunto la nostra natura umana per renderci partecipi della sua natura divina.
2) Diventare figli di Dio
“A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”. Dio viene a noi nella storia, si rivela per comunicarsi, “perché gli uomini abbiano accesso al Padre e siano resi partecipi della natura divina” (DV 2). Era sempre stato questo il sogno di Dio: “in Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, ..predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo” (Ef 1,4-5). Appunto, dice Paolo, “Dio mandò il suo Figlio.. perché ricevessimo l’adozione a figli” (Epist.). E questo in un modo tutto gratuito, non per nostro merito o conquista: “a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo – cioè per sola capacità umana – ma da Dio sono stati generati”. A noi spetta solo riconoscerlo, stimarlo e accoglierlo. “Riconosci allora, o cristiano, la tua dignità” (san Leone Magno). Troppo grande è il dono di Dio e a noi sembra così lontano.., per cui spesso lo snobbiamo: “Era nel mondo.. eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne tra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”. Questo avvenne non solo storicamente tra quell’Israele che pure era stato preparato ad accoglierlo, ma è mistero di rifiuto di tutta intera l’umanità di sempre. E’ il mistero incomprensibile del peccato. Per fortuna ci ha pensato ancora Dio stesso il quale “mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre!” (Epist.). E’ quanto si attua nel mistero eucaristico che ora celebriamo: qui il Figlio di Dio risorto e vivo ci raggiunge col dono dello Spirito Santo proprio perché dal di dentro sia lui a farci capire e gustare la nostra gratuita adozione filiale. Ecco allora la grazia da chiedere e l’augurio da farci in questo Natale: conoscere di più il mistero di Cristo per conoscere di più l’identità profonda dell’uomo. Ce lo suggerisce san Paolo: “Il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi della vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi” (Ef 1,18-20). Corrispondere e vivere un tale progetto di vita significa realizzare la nostra più autentica umanità: “Chi segue infatti Cristo, l’uomo perfetto, si fa lui pure più uomo” (GS 41). “Venite – suggerisce Isaia – camminiamo nella luce del Signore!”. Quanto più si cresce in divinità, tanto più si cresce in umanità!
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Il Figlio di Dio che si fa uomo è chiamato Verbo, la parola che rivela la ricchezza interiore di uno. Proprio perché già all’interno della Trinità l’Unigenito del Padre è lo specchio fedele della ricchezza di Dio, il suo rendersi visibile diviene la più genuina manifestazione di Dio. “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato”. Se cerchi sinceramente Dio, non hai da speculare o inventare niente: è lì, in quel volto di uomo ebreo che è Gesù di Nazaret. Guardando quel volto di uomo scoprirai anche i tratti divini che sono in ognuno di noi. Se cerchi il vero volto dell’uomo non si trova che in Lui, uomo-Dio pienamente riuscito, e quindi verità piena dell’uomo. “In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo” (GS 22). Natale, come si vede, è davvero la festa dell’uomo quando è vissuta come festa di Dio!

(don Romeo Maggioni)