The Vogue Factor – Modelle mangiano stoffa per non ingrassare: le verità-shock nel libro di Kristie Clements

Modella-anoressicaImmaginate un’azienda i cui impiegati vengano regolarmente lasciati a digiuno. Alcuni sono così disperatamente affamati da raccogliere fazzoletti dal pavimento e ficcarsi in bocca, mentre altri sono talmente deboli che devono essere ricoverati in ospedale ed essere reidratati con le flebo.
Un’azienda che trattasse i propri dipendenti così male sarebbe presa di mira da reporter che indagano sotto copertura in cerca dello scoop. Le foto di questi lavoratori causerebbero grida di protesta, domande scomode, e l’azienda verrebbe sicuramente chiusa.  Ciò accadrebbe ovunque nel mondo civilizzato con un’unica, lampante, eccezione: l’industria della moda.
«Hai presente quelle interviste in le modelle insistono nel dire che mangiano tanto? Non è vero», rivela Kirstie Clements, direttore di Vogue Australia per 13 anni. «L’unico modo per rimanere così magre è smettere di mangiare. Le modelle arrivano a mangiare pezzi di stoffa per placare i morsi della fame – letteralmente li arrotolano e li ingoiano».
Questa è solo una delle molte dichiarazioni allarmanti contenute in The Vogue Factory, libro in cui la Clements racconta un sistema che conosce dall’interno, e non è neppure la più scioccante. La Clements rivela anche l’esistenza di fit models, donne usate provare la vestibilità degli abiti che sono addirittura più magre di quelle che sfilano in passerella.
È proprio tutto vero o si tratta solo della vendetta dell’ex direttore di Vogue Australia, sostituita alla guida della celebre rivista di moda dal suo più acerrimo rivale di Harper’s Bazaar? Ciò che è certo è che The Vogue Factory, disponibile in edizione digitale, sta ottenendo un enorme successo editoriale, suscitando un’enorme curiosità verso ciò che accade dietro il sipario che nasconde agli occhi del pubblico la verità del fashion system internazionale.
vogue-factorNel suo e-book, Kristie Clements denuncia la vita-non vita delle modelle, costrette a mentire nelle interviste, dichiarando di seguire un regine dietetico equilibrato, quando oltre a far incetta di diuretici, lassativi, cocaina e anfetamine per tirarsi su, sono capaci persino di nutrirsi di piccoli pezzi di stoffa pur di mettere a tacere i morsi lancinanti della fame. Ma c’è anche chi, come conferma l’americana Amy Lemons, imbeve del succo d’arancia in batuffoli di cotone che poi ingoia per riempire il vuoto nello stomaco e sopravvivere al casting e alla sfilata in cui deve assolutamente entrare in vestiti concepiti per adolescenti senza forme. La Clements racconta anche di un viaggio in Marocco dove la modella protagonista dell’adv fu costretta a rimanere tre giorni senza mangiare nulla: alla fine era così debole che non riusciva nemmeno a stare in piedi e tenere gli occhi aperti.
Stando all’ex direttore di Vogue Australia, molte modelle non possono neppure far ricorso ai pezzi di stoffa. L’unico modo per ovviare alla denutrizione e ai suoi pericolosi effetti sull’organismo è ma utilizzare flebo per via endovenosa grazie alla complicità ben retribuita di medici compiacenti. Il tutto per entrare in una taglia 34. La 38 è già troppo e chi indossa una 44 viene addirittura considerata curvy.
Il libro di Kristie Clements ha scatenato un tale putiferio che l’ex editor si è vista costretta a rilasciare un comunicato stampa ufficiale alla Cnn in cui dichiarava che aveva scritto il libro non per vendetta contro il suo ex magazine, ma per mettere in guardia le modelle e, soprattutto, chi sogna di diventarlo, dai rischi del mestiere. A chi l’ha acccusata di aver denunciato queste oscenità solo adesso che è stata licenziata, la Clements risponde con orgoglio di essere stata una dei 19 direttori delle edizioni internazionali di Vogue che hanno fatto solenne promessa di promuovere un’immagine sana del corpo femminile.
Ciò che più fa riflettere è perché si discuta delle condizioni in cui le modelle sono costrette a vivere e a lavorare solo quando viene pubblicato un libro-shock come quello della Clements. Le ragazze anoressiche, che sfilano con indosso bei vestiti senza forma che cozzano contro un corpo spigoloso e ossuto, sono sotto gli occhi di tutti ogni giorno. Non c’è bisogno delle rivelazioni di chissà chi per capire che le modelle vengano costrette alla fame, né c’è bisogno di indignarsi di fronte a certe “verità” quando continuiamo a idolatrare la magrezza eccessiva e un certo tipo di “moda” che vorrebbe le ragazze tutte come manici di scopa.
Le modelle con il loro corpo emaciato sono tanto prive di stile quanto irreali. Basta camminare per strada per accorgersi che le vere donne sono altre, sono quelle che l’industria della moda definisce curvy ma che danno vita e personalità agli abiti che indossano. E non il contrario.

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Speciale Natale Auteurs du Monde

ctm_01257Regali di Natale equi e solidali? Ci pensa Auteurs du Monde con la sua collezione autunno-inverno disegnata da Marina Spadafora per Altromercato.
Proviene dal vietnam ed è in seta lavorata a mano da artigiani locali, la piccola borsa da sera con fiori di organza applicati, Auteurs du Monde euro 45. L’organizzazione degli artigiani è mediata da Craft Link che è una cooperativa formata nel 1996 e si occupa di sostenere i gruppi di artigiani svantaggiati in Vietnam; si impegna a rivitalizzare la cultura e le tradizioni dei differenti gruppi etnici presenti nel paese. Per fare questo supporta la produzione artigianale, nello sviluppo prodotti e nel marketing, al fine di aumentare le entrate e di migliorare lo standard di vita dei produttori. Una parte importante dell’azione di Craft Link è rivolta al rafforzamento del ruolo della donna nelle aree del progetto.

02_AMPoncho in lana di Auteurs du Monde (euro 110) realizzato dagli artigiani della Kumbeshwar Technical School in Nepal. Questa organizzazione è stata fondata nel 1983 con lo scopo di assistere i “pode”, la casta più bassa, privata dell’educazione e della possibilità di partecipare alle attività religiose. Situata nella valle di Katmandu, gestisce una scuola elementare e il  Vocational Training Center che fornisce corsi di falegnameria, tessitura, lavoro a maglia per donne, uomini e giovani in condizioni svantaggiate. Le mamme mentre lavorano possono affidare i loro piccoli al Day Care Center dell’organizzazione.

ctm_01268-1Sciarpina in cotone tinto a mano prodotta in india da Sasha, un’organizzazione che coinvolge e coordina gruppi di piccoli artigiani al fine di promuovere lo sviluppo di realtà produttive floride (euro 35)

Cuffia in lana di alpaca Auteurs di Monde (euro 34) realizzata artigianalmente dalle donne di Allpa, in perù, una società che si occupa della distribuzione di numerosi prodotti ctm_01274-1tradizionali peruviani. Dal 1982 sostiene i piccoli artigiani attraverso la commercializzazione dei loro prodotti a prezzi equi e assicurando loro stabilità e continuità nelle vendite. Allpa gestisce anche progetti di sviluppo artigianale sul territorio coordinando circa 80 piccole realtà produttive.

ctm_01272Nella collezione Auteurs du Monde autunno/inverno 2012 sono presenti molti capi realizzati con lo stesso tipo di lana da questo produttore: poncho e cardigan oltre a sciarpe e guanti. Manicotti con motivo a treccia in lana di alpaca, filati e confezionati in Perù (euro 26).

Moda equa e solidale con Altromercato

Gucci, Prada, Fendi. Sono tra i marchi più ambiti dalle donne ma c’è anche un altro modo di fare moda e lo propone Altromercato, consorzio per la promozione e la realizzazione di pratiche di economia solidale.
Se state pensando a capi d’abbigliamento in stile etnico e al grezzo-monocolore, fate un passo indietro. Auteurs du Monde infatti si apre alla moda consapevole, che apprezza il valore equo-solidale senza trascurare le ultime tendenze.
Per la collezione primavera-estate 2012, Marina Spadafora ha creato modelli preziosi, unici, nei quali le scelte estetiche privilegiano tagli semplici e allo stesso tempo femminili ed eleganti. La collezione privilegia un’estetica semplice e lineare. E’ pensata per la donna che ama vestirsi di segni e dettagli, adora viaggiare e scoprire. I colori prevalenti sono quelli della terra: dalle diverse tonalità di verde, all’ocra, ai bruciati. I tessuti, di alta qualità, sono realizzati esclusivamente con fibre naturali e green-oriented. Ciò che distingue Auteurs du Monde è la confezione rigorosamente artigianale, fatta nel rispetto delle persone e dell’ambiente.
I veri autori della collezione sono centinaia di abilissimi artigiani, molto spesso donne che abitano nei villaggi asiatici, in America Latina ed Africa. Raccontano storie di capi e accessori realizzati nel segno dell’etica e della sostenibilità.
Nella collezione Auteurs du Monde aprono i Kurta- tuniche tradizionalmente provenienti da India, Bangladesh e Sri Lanka- qui reinterpretati in leggero cotone mul-mul, stampato da Bodhi in India con la tecnica dello screenprinting, e in South cotton, realizzato con fili di colori diversi per un effetto cangiante di grande eleganza.
Modelli contemporanei e second life per la collezione di capi nati dal recupero di sari di cotone indiano: ogni pezzo, confezionato a mano dalle artigiane di Sasha in India, è unico perché diverso per stampa e colori. Completa la collezione il tocco prezioso della maglieria realizzata in fibra di banano, un materiale lucente e prezioso dalle qualità termoregolatrici lavorato dagli artigiani di Kumbeshwar in Nepal.
Auteurs du Monde è una collezione contemporanea, creativa, pensata per chi ama uno stile semplice e ricco di charme, in chiave sostenibile. La collezione Auteurs du Monde è composta da capi 100% equi: è l’impegno di Altromercato nel corrispondere prezzi giusti a chi produce, salari dignitosi a chi lavora, e valori corretti e trasparenti al consumatore.