Oggi ho deciso di perdonarmi

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Molte volte ci capita di fermarci a guardare indietro. Ripensiamo a quel passato che ci fa paura ricordare e ci accorgiamo che chissà, in un altro momento, avremmo agito in modo diverso. “Se avessi detto questo”, “Se avessi fatto così”: azioni, errori, ferite di battaglia che ancora non si sono rimarginate formano parte del nostro presente, anche se sono cose accadute molto tempo fa. “Forse avrei potuto farlo meglio”, ci ripetiamo in continuazione. Ma la verità è che non possiamo cambiare il passato, per quanto lo vogliamo.

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Abbiamo dato il nostro amore a persone che spesso ci hanno ferito, confuso, lasciato smarriti, facendoci perdere tutto quello che avevamo conquistato e per cui avevamo tanto lottato. Abbiamo agito secondo idee anche non erano le nostre, creduto in falsi amici che si sono approfittati di noi e poi ci hanno abbandonato. Spesso ci lamentiamo di aver vissuto situazioni ingiuste o altre che, in un certo senso, meritavamo. Oggi diciamo BASTA: basta lamentarsi per avvenimenti del passato, mettiamo da parte tutto ciò che ci ferisce perché abbiamo il diritto, e il dovere, di perdonare noi stessi.

Non è insolito cadere e lamentarsi, perciò rifiutiamoci di abituarci a cadere e rimanere a terra, perché non siamo vittime, siamo padroni della nostra vita e delle nostre azioni, anche quando sbagliamo e commettiamo errori. Dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre scelte, dato che nessuno può decidere per noi e, anche se lo sappiamo, spesso ce ne dimentichiamo. So che sembra terribile, e lo è, ma fa parte delle lezioni che la vita ci impartisce, degli ostacoli che si presentano nel corso della nostra esistenza: dobbiamo essere coraggiosi e levare lo sguardo verso il futuro.

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Ti è permesso sognare, lottare per ciò che vuoi e vincere. Non lasciare che gli errori del passato decidano ciò che sei oggi, è ora di PERDONARTI. Vivi senza catene, le mente è preziosa ma anche pericolosa, puoi usarla a tuo favore o contro di te, il perdono è qualcosa che meriti sempre e che non può mancare nella tua vita. Migliora l’autostima e la fiducia in te stesso, dimentica i pensieri negativi, concentrati sulle cose positive, su ciò che ti appassiona, sorridi e ridi di nuovo. Fai un viaggio e ricorda che ogni giorno è una nuova opportunità per ricominciare.

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Ostinazione d’amore: l’antidoto è vivere la realtà

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La perseveranza, si sa, è l’ingrediente fondamentale per il conseguimento dei nostri obiettivi. Avere ben chiara la meta e procedere con passi sicuri verso di essa è l’unico modo per raggiungerla. Ma che succede quando la perseveranza si trasforma in ostinazione?

Che sia in abito professionale o familiare, che riguardi i nostri obiettivi personali o, ahimé, molto più spesso quelli sentimentali, l’ostinazione è sempre fonte di sofferenza. Già Isabel Allende scriveva che essa “è un male molto forte; si aggrappa al cervello e spezza il cuore” e che, tra tutti i tipi di ostinazione, “quella dell’amore è la peggiore”.

Nel nostro orizzonte non c’è che una persona, non abbiamo occhi che per lei e tutto ciò che ci circonda inizia ad avere contorni sfumati. La nostra mente è altrove, facciamo fatica a concentrarci sulle cose della quotidianità mentre alimentiamo sentimenti contrastanti verso la persona che desideriamo. Pensiamo di amarla e, benché spesso ci rendiamo conto di non essere ricambiati con la stessa intensità, alimentiamo e facciamo crescere i nostri sentimenti.

L’altra persona diventa come una droga: ne vogliamo sempre di più e, anche se siamo consapevoli del male che ci stiamo facendo, non riusciamo a smettere. Che masochisti siamo, soprattutto noi donne! Ci costruiamo una realtà parallela in cui tutto è perfetto, in cui viviamo una storia d’amore idilliaca, e nel frattempo il nostro cervello si arrovella in pensieri contorti del tipo “chissà cosa starà facendo”, “ma perché non mi pensa e non mi chiama?”.

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Il più delle volte è proprio ciò che immaginiamo a farci soffrire e non ciò che accade realmente. L’ostinazione dell’amore ci corrode lo stomaco e ci pizzica gli occhi, ci imprigiona in una bolla di sapone che solo noi possiamo rompere. Come?

Viviamo nella realtà delle cose. Non serve a nulla crearsi una realtà fittizia, immaginaria, fantastica, per evadere da una realtà che non ci piace, che non coincide con i nostri sogni, solo perché abbiamo paura di aprire gli occhi e scontrarci con la vita vera. Rendiamoci conto della realtà in cui viviamo, affrontiamola, combattiamo per cambiarla se è ingiusta o non ci favorisce. L’immaginazione è un’arma molto più efficace se usata per migliorare le situazioni della vita che per fuggire da esse.

Il valore della tenerezza

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Amore, passione, desiderio: sentimenti che ci fanno battere il cuore, che ci tolgono il sonno e l’appetito, che sono spesso al centro dei nostri discorsi. Ma solo raramente ci soffermiamo sul valore della tenerezza, un sentimento molto diverso dai primi ma altrettanto importante.

Una carezza, un abbraccio o semplicemente una parola dolce detta al momento giusto. La tenerezza è tutto questo e molto di più, ha a che fare con il bisogno profondo di affetto che ognuno di noi si porta dentro. A volte viene scambiato per debolezza, ma la vera debolezza è chiudersi in se stessi e non lasciarsi toccare dagli altri, erigere un muro che, mentre ci protegge dalle ferite e dalle delusioni, ci isola e ci lascia soli.

Tenerezza è apertura e, sia per darla che per riceverla, c’è bisogno di un cuore grande e generoso. La tenerezza ti sazia: a volte più dell’amore, che è irto di ostacoli, e della passione, che dura l’euforia di momento e poi svanisce.

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La tenerezza è un balsamo lieve sulle ferite del corpo e dell’anima, è un vuoto che si riempie di dolcezza, una mano che ti accarezza e rende più leggeri i pesi dell’esistenza.

Se puoi dire una parola gentile, dilla. Se puoi donare un sorriso, donalo. Se puoi dimostrare empatia e solidarietà, dimostralo. I gesti di tenerezza fanno bene a chi li fa e a chi li riceve. Nessun cuore è tanto insensibile o forte da non aver bisogno di tenerezza.

L’abbraccio fa bene alla salute e all’umore

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Abbracciarsi fa bene alla salute e all’umore. Viviamo in una società che tende sempre più a evitare il contatto fisico, invece recenti ricerche dimostrano come gli abbracci siano importanti non solo per lo sviluppo dell’autostima dei bambini, ma anche come terapia anti-ansia, capace di influire positivamente sull’umore e aumentare il senso di sicurezza di cui ha bisogno ognuno di noi.

Quando ci sentiamo giù di morale, quando l’inquietudine e la tristezza ci assalgono, un abbraccio ha un potere salvifico. Imparare ad abbracciare e ricevere abbracci può davvero rappresentare la cura a tanti nostri malesseri. I vantaggi dell’abbraccio sono sia fisici che psicologici, tanto che in tutto il mondo sono state istituire vere e proprie campagne per gli abbracci gratuiti, che coinvolgono persone di ogni età e sesso. Questo perché l’abbraccio ha il potere si sollecitare direttamente l’amigdala, con il conseguente aumento nella produzione di ossitocina.

Proprio gli ormoni giocano un ruolo fondamentale nel ristabilire l’equilibrio psicofisico donando benessere alla mente e al corpo. Fondamentale nella sessualità e comunicazione umana, l’ossitocina è un ormone secreto dalla neuroipofisi, il cui ruolo si rivela centrale durante il parto e nell’allattamento. Secondo gli studi una donna possiede in media livelli di ossitocina superiori del 30% rispetto all’uomo. In generale, in entrambi i sessi la presenza di ossitocina è stata messa in relazione con la presenza e la capacità di sviluppare legami in senso emotivo e sociale, oltre che dal punto di vista sessuale.

energy2Con l’abbraccio, oltre all’ossitocina, si innalzano anche i livelli di serotonina. Anche il sistema immunitario si rafforza grazie agli abbracci, che secondo recenti studi stimolano la produzione di emoglobina, la quale contribuisce a una maggior ossigenazione dei tessuti. Gli abbracci hanno il potere di abbassare l’ansia: al tempo stesso aumenta la percezione di benessere e sicurezza.

Non solo chimica, ma anche energia che si dispiega e passa all’altro in tutto il suo potere, contribuendo a rafforzare l’autostima e aumentare la fiducia in se stessi e negli altri, sia durante l’infanzia che nell’età adulta. Far sentire la forza del contatto fisico ed emotivo, lasciarsi avvolgere e cullare dal corpo dell’altro, è un mezzo potente per uscire dall’isolamento, combattere la solitudine e riattivare la connessione tra noi e gli altri.

Gli scienziati del Canadian Community Health Survey hanno scoperto che coloro che ricevono frequenti dimostrazioni di affetto, che si manifestano con abbracci e carezze, presentano un rischio inferiore di andare incontro a depressione e disturbi mentali rispetto a coloro a cui non vengono mai dedicati gesti gentili.

Pensieri negativi? Basta una passeggiata in mezzo alla natura

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La cura migliore per scacciare lo stress e i cattivi pensieri? Una passeggiata in mezzo alla natura. Non c’è niente di meglio, secondo gli esperti, che camminare immersi nel verde per ritrovare il buon umore.

A confermarlo, studio di Gregory Bratman, dottorando in biologia all’Università di Stanford che ha dimostrato la riduzione dei pensieri negativi nel cervello di chi ha passeggiato in un parco, circondato dal verde, rispetto a chi invece lo ha fatto in mezzo ai palazzi cittadini. Le 38 persone coinvolte nell’esperimento sono state suddivise in due gruppi e invitate a camminare per 90 minuti; 19 di loro hanno passeggiato in un’area naturale vicino al campus di Stanford, l’altra metà ha camminato lungo una strada molto trafficata nel centro di Palo Alto.

Tutti sono stati sottoposti a un questionario, sia prima che dopo la passeggiata. Il primo gruppo di persone ha dato risposte nettamente diverse rispetto al secondo: tutti coloro che hanno passeggiato nella natura hanno riferito di aver avuto una sostanziale diminuzione dei pensieri negativi.

Inoltre, sia prima sia dopo la camminata, tutti sono stati sottoposti a una scansione del cervello: è stata esaminata una regione cerebrale chiamata corteccia pre-frontale subgenuale, un’area che è stato dimostrato essere molto attiva mentre si fanno pensieri negativi su se stessi e si mettono in atto comportamenti rinunciatari. Questa è anche l’area interessata quando si verificano fenomeni depressivi e di ciclotimia (sbalzi di umore).

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Questa ricerca apre nuove frontiere alla natura come terapia e fonte di benessere psico-fisico. Un’altra ricerca ha dimostrato che basta guardare una fotografia per pochi secondi per percepirne già i benefici. Non sappiamo se una foto sia davvero sufficiente ma è certo la natura da un lato ci aiuta a liberare la mente da pensieri negativi, dall’altro ci aiuta a recuperare l’attenzione e la concentrazione.

Mi piace chiudere con una citazione tratta dal film “La principessa Sissi”:

Quando nella vita avrai dolori e preoccupazioni, va’ come ora ad occhi ben aperti per il bosco e da ogni albero, da ogni cespuglio, da ogni fiore, da ogni animali, la potenza di Dio ti verrà incontro dandoti forza e consolazione.

Sonno, la tabella che ci dice quanto dormire in base all’età

sonnoQuante ore dovremmo dormire ogni notte? La risposta non è uguale per tutti e, soprattutto, cambia in base all’età. A stilare la nuova tabella del sonno è stata la National Sleep Foundation (NSF) in collaborazione con diversi centri come l’American Academy of Pediatrics e l’American Geriatrics Society. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Sleep Health e non si discostano molto da quanto già suggerito in passato, ovvero 14-17 ore dei primi mesi di vita e 7-8 ore per gli over-65.

In sintesi, questi i dati riportati dallo studio americano:

Neonati (0-3 mesi)                             14-17 ore al giorno
Neonati (4-11 mesi)                            12-15 ore
Bambini (1-2 anni)                              11-14 ore
Bambini in età prescolare (3-5)        10-13 ore
Bambini in età scolare (6-13)            9-11 ore
Adolescenti (14-17)                            8-10 ore
Giovani adulti (18-25)                       7-9 ore
Adulti (26-64)                                    7-9 ore
Anziani (65+)                                      7-8 ore

Per stilare la nuova tabella sulle ore del sonno sono stati analizzati circa 300 studi pubblicati sull’argomento. Ovviamente i dati sono soltanto indicativi perché, in ogni fascia di età, si può incorrere in disturbi del sonno che riducono le ore di riposo.

«Questa è la prima volta che una organizzazione professionale ha sviluppato una tabella con la durata del sonno consigliata specifica per età sulla base di una rigorosa revisione sistematica della letteratura scientifica mondiale in materia durata di sonno per la salute, le prestazioni e la sicurezza – ha dichiarato Charles A. Czeisler, presidente del consiglio di amministrazione della National Sleep Foundation, Professore di Medicina del Sonno presso la Harvard Medical School – La National Sleep Foundation fornisce tali linee guida scientificamente fondate sulla quantità di sonno di cui abbiamo bisogno ogni notte per migliorare la qualità del sonno di milioni di individui e genitori che si affidano a noi per queste informazioni».

La ricerca si concentra soprattutto sui bambini, che anche in pochi mesi modificano radicalmente le loro ore di sonno a beneficio della scoperta del mondo circostante e dell’acquisizione della consapevolezza di indipendenza dai genitori.

Dormire le ore necessarie è indispensabile per una buona qualità della vita ma, oltre alla quantità, è altrettanto importante la qualità del sonno, che deve essere costante e ininterrotto per permettere all’individuo di alzarsi fresco e riposato.

«Le raccomandazioni della National Sleep Foundation possono aiutare gli individui a mantenere durate del sonno salutari. Possono inoltre essere un utile punto di partenza per le persone per valutare il proprio sonno con il personale medico», ha detto David Cloud, CEO della National Sleep Foundation.

Adolescenti e cancro, un’associazione per affrontare insieme le sfide della malattia

logoMai più soli. È questo il motto dell’associazione Adolescenti e cancro, che offre supporto sociale ai ragazzi fra i 13 e i 24 anni che hanno o hanno avuto il cancro. Un’iniziativa nel settembre del 2014 nata dal desiderio di Rebecca Domino di offrire occasioni di confronto e di svago ai giovani afflitti da un male devastante, ma animati comunque da un grande coraggio e dal loro amore per la vita.

Partendo dal fatto che l’adolescenza è di per sé un momento difficile nella vita di una persona, Adolescenti e cancro s’impegna per offrire occasioni di aggregazione sia online sia di persona fra giovani italiani che hanno o hanno avuto il cancro. L’associazione non è a scopo medico e mette al primo posto l’aspetto sociale, d’interazione e di scambio fra i ragazzi.

«Il nostro obiettivo è essere qui per i ragazzi che ne hanno bisogno – racconta Rebecca Domino – Adolescenti e cancro è gestito in maniera informale: siamo una piccola realtà e per questo i rapporti che si vengono a formare sono sinceri, come quelli di un gruppo di amici. Vogliamo che i ragazzi sappiano di poter contare su di noi e sugli altri giovani coinvolti, e siamo qui per accompagnarli nel loro percorso e per imparare da loro, in uno scambio volto ad arricchire entrambe le parti».

collageL’associazione vuole offrire occasioni di supporto sociale, confronto e amicizia fra coetanei a tutti i ragazzi che in Italia sono o sono stati ammalati di cancro: non importa la regione in cui abitano, se sono attualmente in cura o in remissione o il tipo di reparto in cui sono o sono stati curati. «Pensiamo che ogni singolo ragazzo abbia il diritto di condividere questo viaggio con altri giovani in situazioni simili per supportarsi, confrontarsi, aiutarsi ma anche per ridere insieme, fare nuove esperienze e stringere nuove amicizie».

A questo scopo, Adolescenti e cancro offre supporto on-line tramite un gruppo chiuso su Facebook e uno su whatsapp, che permettono ai giovani di tutta Italia di connettersi con gli altri ragazzi in tempo reale e di farsi nuovi amici. Propone inoltre giornate di svago che permettono ai ragazzi di incontrarsi di persona e di vivere nuove esperienze tutti insieme. Inoltre, attraverso l’invio di pacchi sorpresa gratuiti contenenti regalini a misura di adolescente, si impegnano a donare un sorriso e un po’ di distrazione ai ragazzi.

«Stiamo anche lavorando al primo break in Toscana (gratuito) per i ragazzi maggiorenni della nostra associazione – spiega la fondatrice – un break di 3 giorni/2 notti per permettere ai ragazzi di “staccare la spina”, visitare le bellezza della Toscana, provare nuove attività e fare amicizia con altri giovani che vivono situazioni simili».

Un’altra iniziativa portata avanti da Adolescenti e cancro è la mostra fotografica internazionale “Sei bellissima”. L’associazione, inoltre, sì impegna anche nella sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo, in collaborazione con la sezione dell’ADMO di Livorno.

Unirsi all’associazione è semplicissimo. Basta inviare una mail o un messaggio privato al gruppo facebook per ritrovarsi immersi in un mondo più colorato, dove il cancro non è più una sfida da affrontare da soli ma un’avventura da condividere con altri ragazzi. Inoltre, è possibile supportare il lavoro di Adolescenti e cancro attraverso gli acquisti solidali o le donazioni da effettuare direttamente sul sito.