Adolescenti e cancro, un’associazione per affrontare insieme le sfide della malattia

logoMai più soli. È questo il motto dell’associazione Adolescenti e cancro, che offre supporto sociale ai ragazzi fra i 13 e i 24 anni che hanno o hanno avuto il cancro. Un’iniziativa nel settembre del 2014 nata dal desiderio di Rebecca Domino di offrire occasioni di confronto e di svago ai giovani afflitti da un male devastante, ma animati comunque da un grande coraggio e dal loro amore per la vita.

Partendo dal fatto che l’adolescenza è di per sé un momento difficile nella vita di una persona, Adolescenti e cancro s’impegna per offrire occasioni di aggregazione sia online sia di persona fra giovani italiani che hanno o hanno avuto il cancro. L’associazione non è a scopo medico e mette al primo posto l’aspetto sociale, d’interazione e di scambio fra i ragazzi.

«Il nostro obiettivo è essere qui per i ragazzi che ne hanno bisogno – racconta Rebecca Domino – Adolescenti e cancro è gestito in maniera informale: siamo una piccola realtà e per questo i rapporti che si vengono a formare sono sinceri, come quelli di un gruppo di amici. Vogliamo che i ragazzi sappiano di poter contare su di noi e sugli altri giovani coinvolti, e siamo qui per accompagnarli nel loro percorso e per imparare da loro, in uno scambio volto ad arricchire entrambe le parti».

collageL’associazione vuole offrire occasioni di supporto sociale, confronto e amicizia fra coetanei a tutti i ragazzi che in Italia sono o sono stati ammalati di cancro: non importa la regione in cui abitano, se sono attualmente in cura o in remissione o il tipo di reparto in cui sono o sono stati curati. «Pensiamo che ogni singolo ragazzo abbia il diritto di condividere questo viaggio con altri giovani in situazioni simili per supportarsi, confrontarsi, aiutarsi ma anche per ridere insieme, fare nuove esperienze e stringere nuove amicizie».

A questo scopo, Adolescenti e cancro offre supporto on-line tramite un gruppo chiuso su Facebook e uno su whatsapp, che permettono ai giovani di tutta Italia di connettersi con gli altri ragazzi in tempo reale e di farsi nuovi amici. Propone inoltre giornate di svago che permettono ai ragazzi di incontrarsi di persona e di vivere nuove esperienze tutti insieme. Inoltre, attraverso l’invio di pacchi sorpresa gratuiti contenenti regalini a misura di adolescente, si impegnano a donare un sorriso e un po’ di distrazione ai ragazzi.

«Stiamo anche lavorando al primo break in Toscana (gratuito) per i ragazzi maggiorenni della nostra associazione – spiega la fondatrice – un break di 3 giorni/2 notti per permettere ai ragazzi di “staccare la spina”, visitare le bellezza della Toscana, provare nuove attività e fare amicizia con altri giovani che vivono situazioni simili».

Un’altra iniziativa portata avanti da Adolescenti e cancro è la mostra fotografica internazionale “Sei bellissima”. L’associazione, inoltre, sì impegna anche nella sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo, in collaborazione con la sezione dell’ADMO di Livorno.

Unirsi all’associazione è semplicissimo. Basta inviare una mail o un messaggio privato al gruppo facebook per ritrovarsi immersi in un mondo più colorato, dove il cancro non è più una sfida da affrontare da soli ma un’avventura da condividere con altri ragazzi. Inoltre, è possibile supportare il lavoro di Adolescenti e cancro attraverso gli acquisti solidali o le donazioni da effettuare direttamente sul sito.

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Un ponte per Anne Frank: la Shoah e il dovere di non dimenticare

associazione

«Il Diario di Anne Frank ha sempre avuto uno spazio speciale nel mio cuore. Chissà, forse perché è il primo scritto sulla Shoah che ho letto, o forse perché sono sempre riuscita a identificarmi in Anne, così tanto da sentirla parte della mia famiglia. Sin da piccola sono sempre stata interessata alla Shoah e a volerne scoprire di più. Crescendo la stessa domanda si ripeteva nella mia mente; “Perché? Perché tutte quelle persone innocenti, ebrei ecc. sono morte?” Oggi non ho ancora trovato una risposta».

Con queste parole, Sofia Domino racconta i primi passi che l’hanno portata alla pubblicazione di un libro sulla Shoah e, in seguito, alla fondazione di un’associazione che si impegna a coltivare la memoria delle stragi operate dai nazisti e a promuovere la pace e il rispetto verso il prossimo, incoraggiando a cancellare ogni forma di discriminazione, violenza, intolleranza, ingiustizia e indifferenza.

logoL’associazione UN PONTE per ANNE FRANK, con sede in provincia di Livorno, è nata il 2 settembre 2014 ispirandosi agli ideali e alla vita di Anne Frank, diventata famosa per la sua triste storia di segregazione e sofferenza, affidata alle pagine di un diario divenuto il simbolo mondiale della Shoah e della speranza.

Il primo obiettivo dell’associazione è diffondere la memoria della Shoah, affinché tali atrocità non si ripetano e affinché non siano commessi gli stessi errori, insegnando a lottare per un mondo migliore, privo di discriminazioni, violenze, ingiustizie, intolleranza e indifferenza, e a migliorare atteggiamento verso noi stessi e verso il prossimo.

Tanti sono i modi in cui UN PONTE per ANNE FRANK promuove i propri valori: realizzando incontri nelle scuole, organizzando o partecipando a eventi mirati, ideando iniziative esclusive, campagne di sensibilizzazione e viaggi, come il Treno della Memoria 2015. Con partenze a febbraio e a marzo, grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale Terra del Fuoco, l’Associazione UN PONTE per ANNE FRANK invita i cittadini a compiere un importante viaggio nel passato, e a visitare alcuni dei più toccanti e profondi luoghi della memoria, quali il campo di concentramento e sterminio nazista Auschwitz-Birkenau. Fondamentale l’incontro con i superstiti dei lager.

campo«Siamo l’ultima generazione a poter essere in contatto con dei sopravvissuti alla Shoah, o con dei liberatori – spiega Sofia Domino – poi spetterà a noi tramandare le loro testimonianze di generazione in generazione, affinché tali atrocità non siano ripetute».

Con lo sguardo rivolto al passato e la mente protesa verso il futuro, l’associazione si batte per i diritti umani e per la difesa dei bambini. Lotta contro la discriminazione di genere e permette a sempre un maggior numero di bambini che abitano in Paesi in via di sviluppo di ricevere un pasto al giorno e di poter frequentare la scuola, aiutandoli attraverso l’istruzione a fuggire a una vita di miseria. Ha inoltre all’attivo una raccolta di materiale destinata ai bambini della Siria, e alle loro famiglie, vittime della guerra.

« I bambini, che sono i più vulnerabili, hanno uno spazio particolare nella nostra associazione. Ci battiamo per loro, lottiamo per loro, cercando di regalar loro un futuro migliore, una vita. Ci occupiamo dei bambini orfani e affamati che vivono in Paesi in via di sviluppo, e anche dei bambini della Siria, vittime della guerra».

Sofia Domino è soddisfatta del lavoro svolto da UN PONTE per ANNE FRANK ma ha ancora tanti progetti per il futuro: «Siamo aperti da poco tempo e abbiamo già ricevuto numerose soddisfazioni. Non solo è un onore essere supportati da Buddy Elias, cugino di Anne Frank, ma abbiamo già instaurato importanti collaborazioni con fondazioni nazionali e internazionali, e anche con sopravvissuti alla Shoah, che supportano pienamente i nostri ideali e quello che facciamo». Ma per continuare a crescere, sottolinea la fondatrice dell’associazione, «è fondamentale il sostegno della cittadinanza italiana», che può supportare UN PONTE per ANNE FRANK attraverso donazioni da effettuare direttamente sul sito.