Gli animali ci insegnano a lottare per la vita e per l’amore. Anche quando si perde

Qualcuno dice che “sono solo gatti” o “sono solo cani”. Ma non sono mai “solo animali”. C’è nei nostri amici a quattro zampe – non soltanto quelli domestici – una forza dirompente e straordinaria, una tenerezza innata, un istinto di sopravvivenza e una dolcezza che ci conquistano e ci lasciano senza fiato.

Basta veramente poco per lasciarsi intenerire da due occhioni che ti guardano adoranti, dalle fusa di un gatto che si struscia tra le tue gambe dicendoti silenziosamente “ti ho scelto”; per affezionarsi a chi ti dona un sorriso anche nei momenti peggiori, per voler proteggere e salvare un pelosetto quando soffre.

Purtroppo non sempre ci si riesce e questo fa male al cuore. Nel bene e nel male, la natura vince sempre e oggi ho dovuto arrendermi al dolore di vedere un gattino morire tra le mie braccia. L’ho incontrato quasi per caso, era debole e soffriva. Il mio naturale istinto di protezione mi ha detto che dovevo prendermi cura di lui, che dovevo fare il possibile per salvarlo. Ho tentato e ho fallito. Il suo corpicino, già provato dalla malattia, ha ceduto lasciandomi soltanto un enorme senso di impotenza.

La sorellina, quella con me nella foto, sta ancora combattendo la sua battaglia. Per un attimo ho temuto il peggio anche per lei ma è una vera guerriera. Si è aggrappata alla vita con tutta la forza che ha. Nel breve tempo trascorso insieme – visto che ora è qualcun altro a prendersene cura – le ho dato e ho ricevuto amore, tenerezza, coccole. Neppure un minuto passato con loro è stato sprecato. E sono certa che la mia piccola roccia ce la farà. È forte e vuole vivere.

Sono solo animali? A me oggi questi due gattini hanno insegnato tanto. Che la vita è forte, anche se non sempre trionfa, che bisogna lottare e combattere anche se fa male, anche se si sta soffrendo. Che non siamo mai soli, che quando meno ce lo aspettiamo arriva qualcuno a tenderci una mano, a salvarci. Che il bisogno di amore e tenerezza è insito in ognuno di noi ma, a differenza degli umani che sono calcolatori e il più delle volte agiscono solo per interesse, calpestando gli altri, gli animali sono puro istinto e sanno dare amore senza secondi fini. Che a volte basta una creatura fragile, indifesa, per tirare fuori il meglio di noi e farci scoprire teneri, amorevoli, capaci di grandi cose.

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Vivisezione, Brambilla: «Solo un business, il governo dica no alle lobby del farmaco»

Michela-Vittoria-BrambillaOltre dodici milioni di animali ogni anno vengono sacrificati nei laboratori europei, novecentomila solo in Italia. Eppure il 92% dei farmaci che ha avuto risultati sugli animali non è efficace sull’uomo. Che la sperimentazione in vivo sia una necessità sono in molti a non crederlo e, tra questi, anche grandi scienziati e ricercatori, intervenuti oggi al convegno “La ricerca scientifica senza animali e il nostro diritto alla salute” organizzato presso la Camera dei deputati dalla Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente. «Si tratta di una violenza legalizzata, ritualizzata nelle procedure, nascosta dalla cosmetica del linguaggio», ha detto introducendo i lavori il deputato Michela Vittoria Brambilla.

«La sperimentazione sugli animali è solo un enorme business, mentre è dannosa e fuorviante per la nostra salute. Ma non possiamo più permettere che i grandi interessi economici di queste multinazionali e delle lobby che le tutelano prevalgano sul nostro diritto di avere una ricerca scientifica affidabile e davvero predittiva per l’uomo, relegando l’Italia, e l’Europa stessa, nelle retrovie del progresso scientifico per quanto riguarda la ricerca biomedica e tossicologica», ha detto la Brambilla, aprendo i lavori del convegno. Tra gli interventi, spiccano quelli di Claude Reiss, fisico e biologo cellulare dell’Università di Lille, e di Marcel Leist, professore alla School of medical biology in Germania, promotori dello sviluppo di metodi alternativi.

«A queste lobby che oggi più che mai fanno pressioni in Parlamento, perché sono da sempre abituate a scriversi le leggi da sole, a Bruxelles come a Roma – prosegue l’ex ministro – dico che non possono più imporre all’Europa un metodo di ricerca biomedica, la sperimentazione sugli animali, che non è mai stato realmente validato ed è ritenuto anti-scientifico e dunque fuorviante, da un numero di scienziati sempre più esteso e nei centri della scienza più accreditati, in quanto le risposte ottenute su un animale non sono trasferibili alla specie umana. Sempre a questi signori che lucrano sulla sofferenza di milioni di animali dico che non possono più mettere a repentaglio la salute dei cittadini, ostacolando l’accesso a metodi di ricerca ben più esaurienti, affidabili, veloci ed economici, realizzati con nuove e straordinarie tecnologie, già di uso comune in molti paesi, come ad esempio gli Stati Uniti. Questo chiede la stragrande maggioranza degli italiani, questa è la vera sfida per la ricerca nel terzo millennio».

Il convegno si tiene proprio mentre il Parlamento sta esaminando il decreto applicativo dell’art.13 della legge di delegazione europea, con la quale, lo scorso 3 agosto, il parlamento ha introdotto principi e criteri innovativi e restrittivi (norme scritte proprio dall’ex ministro Brambilla) tra cui, per esempio, la promozione dei metodi alternativi, il divieto di eseguire esperimenti senza anestesia o analgesia, il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati ai laboratori, o ancora il divieto di fare sperimentazione sugli animali per test di tipo bellico, xenotrapianti e ricerche su sostanze d’abuso.

«Ora – denuncia la parlamentare di Fi – il governo sta cercando di stravolgere i contenuto di questa legge votata dal Parlamento italiano, con un decreto legislativo di attuazione che annulla gli effetti positivi di ben dieci dei nuovi principi introdotti, violando, quindi, l’art.76 della Costituzione. Confidiamo che il governo ritorni sui propri passi e rispetti il lavoro già svolto dalle camere e ancora di più rispetto il sentire della maggioranza degli italiani che sono fortemente contrari alla sperimentazione sugli animali».

Come proteggere gli animali dal freddo: il vademecum Enpa

2012-02-04 14.59.24L’inverno e le temperature rigide non fanno soffrire soltanto le persone, che rischiano di ammalarsi più che in altri periodi dell’anno, ma anche gli animali. Particolarmente a rischio sono i randagi e gli animali selvatici, i quali devono fare i conti non solo con il gelo ma anche con l’incremento del fabbisogno calorico giornaliero, tipico dei mesi invernali. I più colpiti sono gli uccelli che non riescono a soddisfare appieno il proprio fabbisogno di cibo. Con l’arrivo della stagione fredda l’Ente Nazionale Protezione Animali fornisce alcuni suggerimenti su come proteggere gli animali, d’affezione e selvatici, dai rigori del clima.

Animali d’affezione – Tenerli dentro casa o, comunque, in un luogo caldo e riparato dopo le passeggiate quotidiane e considerare che soprattutto i cani a pelo raso possono necessitare di un cappottino.
Prestare particolare attenzione alla salute di cani e gatti. Se sono più abbattuti del solito, se la loro temperatura corporea è più alta o più bassa del normale o se starnutiscono frequentemente o se si nota qualunque variazione del comportamento si consiglia di recarsi al più presto dal proprio veterinario di fiducia.
Se il cane dovesse bagnarsi per un acquazzone o per il passaggio in una pozzanghera è essenziale asciugarne con cura tutto il corpo, specie orecchie e zampe.
Attenzione alla permanenza su neve e ghiaccio, quando li portiamo a fare la loro passeggiata, perché la neve e le basse temperature possono causare principi di assideramento.
Attenzione anche agli sbalzi di temperatura che possono causare malanni; anche in questi casi, alla comparsa dei primi sintomi, è opportuno rivolgersi al proprio veterinario di fiducia.

Animali selvatici – Lasciare nel giardino, sul balcone o in un luogo riparato dai predatori (gatti, ad esempio), oltre a qualche “leccornia”, due ciotoline d’acqua tiepida e pulita: una per bere, l’altra (meglio se di terracotta) per consentire agli uccellini di fare il bagno. Questo permette loro di mantenere il piumaggio in ordine e, quindi, di avere una ulteriore protezione contro il freddo.
Se possibile, installare sul terrazzo o nel giardino piccole mangiatoie per uccelli per garantire loro un luogo sicuro dove trovare cibo in abbondanza. Naturalmente, le mangiatoie devono essere posizionate in luoghi al riparo dai predatori.
Se si decide di installare la mangiatoia, questa dovrà essere rifornita costantemente fino alla primavera. Se si interrompe bruscamente la somministrazione di cibo, gli uccelli possono perdere un punto di riferimento molto importante durante l’inverno.
Una casetta per uccelli può essere utile come riparo dal vento, dalla neve e dal gelo. Ma anche per passare la notte in tutta tranquillità. Va sistemata in un luogo sicuro, riparato dai predatori, dagli agenti atmosferici e dal traffico.
Tra gli alimenti più indicati ci sono: le arachidi non salate, i semi di girasole e di zucca, le piccole granaglie, il miglio, i fiocchi di cereali (cornflakes), le croste di formaggio tagliate a cubetti. E’ possibile usare, specie per gli insettivori, anche il cibo per cani e gatti, la frutta fresca e la frutta secca. Da evitare invece, evitare i prodotti da forno (pane, dolci, ecc). Il cibo deve essere il più simile possibile a quello che gli uccelli troverebbero in natura; in commercio esistono anche dei cibi per mangiatoia sotto forma di palle da appendere.
Per il ritrovamento di un animale selvatico in difficoltà, contattare sempre polizia provinciale o Corpo Forestale dello Stato, e consegnarlo presso un centro recupero fauna autorizzato (la detenzione di tali animali, oltre che vietata, necessita di cure specifiche). Ovviamente per gli animali di grande taglia, specie se ungulati o mammiferi come volpi, attendere il soccorso del personale specializzato in quanto necessitano di mani esperte per poter essere maneggiati.

Giornata degli Animali: il 5 e 6 ottobre loro non ci saranno

animaliQuest’anno loro non ci saranno. Si tratta di lucertole, coccodrilli, pachidermi, animali da pelliccia uccisi per essere trasformati in capi d’abbigliamento, scarpe, cinture, accessori. Un destino crudele che accomuna milioni di animali in tutto il mondo e sul quale si vuole porre l’attenzione attraverso il tradizionale appuntamento con la Giornata degli Animali che, giunta quest’anno all’undicesima edizione, si svolge il 5  6 ottobre in tutta Italia. Dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Campania, saranno più di 200 le piazze presidiate dai volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali che scendono in campo, con i loro banchetti, per dare voce a chi voce non ha.

In tale occasione sarà possibile non soltanto sostenere gli animali con azioni concrete, acquistando i coloratissimi braccialetti realizzati per Enpa dalla “Too Late” quale simbolo della Giornata o diventando volontari presso una delle oltre 150 Sezioni presenti in Italia, ma anche conoscere meglio il meraviglioso mondo degli animali, le loro caratteristiche etologiche, il loro linguaggio e imparare come instaurare un corretto rapporto con i nostri pet e non solo.

L’iniziativa promossa dall’Enpa è anche l’occasione per trascorrere una giornata in armonia e serenità con il proprio “quattro zampe” e per ampliare la “community” di “amici pelosi”; una comunità molto radicata nel nostro Paese poiché, come “certifica” l’Eurispes, l’amore e il rispetto per gli animali sono ogni giorno più profondi e condivisi.

«È tramite lo slogan Quest’anno loro non ci saranno che la Giornata degli Animali Enpa 2013 vuole porre l’accento sulle centinaia di specie che si stanno estinguendo, ogni anno, per lasciare il posto all’ormai considerata ineluttabile ed inevitabile sovrappopolazione umana – ha dichiarato Marco Bravi, responsabile Comunicazione e Sviluppo ENPA – Ad essere in pericolo non sono solo gli animali esotici e di paesi lontani, ma anche quelli di casa nostra, ancora maltrattati, abbandonati, seviziati spesso nell’indifferenza della Società. Con il suo grave monito la Giornata degli Animali Enpa del 5 e 6 ottobre 2013 vuole essere l’occasione per mostrare e celebrare, in tante piazze italiane, la parte migliore dell’umanità per gli animali e l’ambiente: tutte le donne e gli uomini delle Sezioni Enpa che, in ogni giorno dell’anno, sfidando le difficoltà, la mancanza di risorse e spesso la sordità e la scarsa lungimiranza delle Istituzioni, permettono a tanti animali di esserci. Una grande squadra ispirata da sani principi, spinta da passione e convinzione, ma soprattutto a cui il comune senso di appartenenza alla più grande e storica associazione italiana di tutela animali dà la forza per superare tutte le difficoltà, anche quelle più amare e spiacevoli. Saremo tanti in piazza e sarà più bello ed importante se ci sarete anche tutti voi».

L’elenco delle piazze è in costante aggiornamento ed è visibile al link: http://urlin.it/3b908eea

E’ il gatto il più intelligente

Amanti dei gatti, avete sempre pensato che i vostri a-mici siano molto intelligenti e affettuosi? Avete ragione e a confermarlo è la rivista scientifica inglese New Scientist, che ha provato a tirare le somme di ricerche ed esperimenti condotti negli anni su cani e gatti, arrivando a conclusioni che sorprenderanno non poco i sostenitori dei cani.
Sfatato il vecchio mito che verrebbe il cane come miglior amico dell’uomo. Il gatto, infatti, ha un cervello molto simile a quello umano in quanto a struttura e funzionalità e, rispetto al suo antico rivale, risulta avere una migliore capacità di dialogo con il proprio padrone e anche di addestrabilità. Ma, d’altronde, gli a-mici dei gatti l’anno sempre sospettato.
Il cervello del gatto, pur se più piccolo di quello del cane, ha il doppio dei neuroni, cosa che aumenterebbe di molto la loro capacità di processare le informazioni. Inoltre, i mici sono in grado di far comprendere i propri bisogni ricorrendo a diversi tipi di miagolio. E per rendere le loro richieste più efficaci, modulano la voce su una frequenza sonora molto simile a quella di un neonato, che sarebbe in grado di agire sui proprietari a livello subliminale.
Le fusa, inoltre, avrebbero proprietà curative: le vibrazioni viaggiano tra gli 1,5 e i 6 gigahertz, lo stesso range di frequenze utilizzato nella terapia dell’artrite. Accarezzare un micio non produce benefici solo a livello articolare ma ha anche effetti rilassanti e benefici sull’umore.
Sfatato anche il mito dell’olfatto super sviluppato del cane. Nuove ricerche, infatti, hanno dimostrato che i 200 milioni di recettori olfattivi presenti in media nei gatti (in realtà il numero varia in base alle diverse razze) battono il numero dei recettori nella media dei cani.
Infine, i gatti sono ecofriendly. La porzione di terra necessaria per nutrire un cane di medie dimensioni è 0.84 ettari. Ma neanche il più piccolo dei cani, il chihuahua, non può competere con i gatti. La fetta di pianeta che consuma il piccolo cagnolino è di 0,28 ettari, quasi il doppio di quello di cui necessita il gatto, 0,15 ettari.
L’antica battaglia tra cane e gatto sembra avere finalmente il suo vincitore.

La biodiversità

Uno dei problemi che preoccupa maggiormente gli ambientalisti di tutto il mondo è la graduale scomparsa della biodiversità. Con questo termine si intende, secondo la definizione data dal WWF, “la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi”. La Convenzione sulla Biodiversità, elaborata a Rio de Janeiro nel 1992, afferma il valore intrinseco della diversità biologica e dei suoi vari componenti: ecologici, genetici, sociali ed economici, scientifici, educativi culturali, ricreativi ed estetici. Tale convenzione riconosce inoltre che l’esigenza fondamentale per la conservazione della diversità biologica consiste nella salvaguardia in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali, col mantenimento e ricostruzione delle popolazioni di specie vitali nei loro ambienti naturali. L’Italia è il Paese europeo più ricco di biodiversità per la sua particolare collocazione geografica: essa, infatti, è il Paese più a sud dell’Europa e quello più a nord dell’area mediterranea. La biodiversità in Italia è molto ricca e varia: laghi, fiumi stagni, zone umide con migliaia di uccelli, pesci e invertebrati, e poi le formazioni boschive, dalle foreste mediterranee fino ai boschi di conifere di alta quota. Persino gli ambienti costieri superstiti ospitano ancora migliaia di specie di pesci, intere colonie di uccelli marini e comunità di invertebrati acquatici. Negli ultimi anni, tuttavia, si sta registrando la pericolosa scomparsa di numerose specie animali e vegetali, un fenomeno che gli ambientalisti stanno cercando di contrastare per continuare a garantire non soltanto la sopravvivenza delle specie ma anche gli innumerevoli benefici che esse offrono all’uomo. La biodiversità, infatti, consente la sopravvivenza dell’essere umano sulla Terra. Tutti i giorni usufruiamo in maniera inconsapevole dei benefici offertici dagli ecosistemi naturali, preziosi per l’attività dell’uomo e per la creazione di ricchezza. Tuttavia, sottolinea il WWF, “l’economia attuale non considera affatto il corretto funzionamento della natura e dei sistemi naturali come bene da tutelare e come fondamentale valore economico” . L’associazione ambientalista propone anche una soluzione che parte dalla  “necessità di rivedere i sistemi di contabilità nazionale”, “al fine di incentivare un maggior rispetto e uso sostenibile delle risorse ambientali”, “passo fondamentale per garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana sulla Terra”.