Radici, solo se sono profonde puoi volare in alto

albero

Fin da bambina ho provato un forte desiderio di viaggiare, vedere il mondo, conoscere nuovi posti e nuove culture. Volevo andar via, lasciarmi tutto alle spalle e non voltarmi indietro.

Oggi, con la maturità dell’età adulta e un piccolo pezzo di mondo nel mio bagaglio, ho scoperto l’importanza delle radici, del ritornare alla culla che mi ha visto nascere, al paese che mi ha visto correre spensierata, crescere e trasformarmi in una donna. Ho capito che tutto questo non ha a che fare soltanto con un luogo fisico ma con tutte quelle persone che lo popolano, con la famiglia.

Ho imparato che non esiste legame più forte della famiglia, la vera radice che ci tiene ancorati alla vita, ma anche il tronco che ci dà sostentamento, i rami e le foglie che ci permettono di svettare in alto e realizzarci per ciò che siamo realmente.

I segni sulla pelle ci dicono che il tempo è come un passeggero che sale sul nostro vagone e annuncia che la vita è un momento e che, non importa quante fermate faremo lungo il percorso, quante esperienze vivremo, alla fine torneremo sempre alle nostre radici, a quel rifugio che calma il dolore, al ricordo del primo amore, a ciò che siamo stati per ritrovare noi stessi e ripartire verso nuove mete.

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Libertà e solitudine, due facce della stessa medaglia

altalena su citta grigia

A volte ti senti come se non avessi un posto nel mondo. Totalmente libero ma senza radici, senza un luogo che possa veramente chiamare casa. È ovunque la tua casa. E in nessun posto.

Impari presto che non puoi legarti e niente e a nessuno, che ogni persona, cosa o luogo è passeggero e che non sai per quanto tempo rimarrà nella tua vita. Impari a contare su te stesso e a non aspettarti niente dagli altri, a vivere ogni istante come se fosse un dono e a non avere ansia per il domani.

Ti senti libero, fluido, sviluppi una grande capacità di adattamento ai vari contesti e sai che oggi sei qua, domani potresti essere da un’altra parte, con altra gente.

Eppure, in fondo al tuo cuore senti un richiamo profondo a quelle radici che sai di avere e che ti portano a desiderare stabilità, rapporti autentici e duraturi, persone che accompagnino il tuo cammino, un posto che puoi chiamare casa e a cui tornare quando non hai più voglia di inseguire chimere.

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È bella la libertà, è alito di vita nei giorni tristi e sempre uguali. Ma è un’arma a doppio taglio. Il rovescio della medaglia è la solitudine a cui spesso ci condanniamo, l’incapacità di stabilire relazioni autentiche, la paura di perdere ciò che amiamo, di essere delusi e non amati.

La libertà, la fluidità, allora diventano solo una maschera per nascondere l’insicurezza: è molto più semplice fingere che non ci importi di niente e di nessuno che rischiare di legarsi e perdere. E mentre chiudiamo gli altri fuori, rimaniamo intrappolati dentro noi stessi.

Tocchiamo la vita di tutti ma non entriamo a far parte di nessuna. Lasciamo che tutti sfiorino la nostra vita ma non permettiamo a nessuno di restare.