Alex Schwarzer: «Ho buttato via tutto ma sono felice che sia finita. Desidero solo una vita normale» (con video)

Occhi bassi, voce rotta dall’emozione, lacrime che faticano a trattenersi. Alex Schwarzer, in una conferenza stampa durata oltre un’ora, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a doparsi, una decisione sofferta che lo ha consumato lentamente fino al tragico giorno in cui è arrivata la notifica della sua positività all’EPO, giorno a partire dal quale, ha detto Alex, «forse posso iniziare una nuova vita normale». Proprio questo sogno di normalità, di una vita semplice e pulita, è stato ribadito più volte dall’atleta azzurro, logorato dai sensi di colpa ma pronto a difendere le persone che hanno sempre creduto in lui, a cominciare dalla fidanzata Carolina Kostner, dalla famiglia e dall’allenatore.
«Ho fatto tutto da solo – ha ribadito più volte – senza coinvolgere nessuno». Con lo sguardo fisso sul tavolo, colmo di vergogna e di delusione, Alex ha ammesso la sua colpa, ha raccontato del viaggio in Turchia per procurarsi l’Eritropoietina dopo essersi informato su internet, delle iniezioni e delle bugie raccontate a Carolina e ai genitori. Poi, con le mani tra i capelli, come a voler nascondere la faccia, ha raccontato quel giorno del 30 luglio in cui sono arrivati a sorpresa i controlli antidoping.
«Ho iniziato a fare le iniezioni dopo il controllo del 13 luglio, l’ultima l’ho fatta il 29 luglio, poi sono tornato a casa a prendere dei documenti. La mattina del 30 ho sentito bussare alla porta e sapevo che erano loro. Potevo dire a mia madre di non aprire, non avevo mai saltato un prelievo e quello sarebbe stato soltanto un controllo saltato, ma non ne ho avuto la forza. Non vedevo l’ora che finisse tutto. Sapevo che mi avrebbero trovato positivo. Sono molto dispiaciuto, ho buttato via tanti anni di allenamento e sacrifici, ma sono anche contento che sia finito tutto perché forse adesso riesco a fare una nuova vita normale».
Una vita normale. È il desiderio espresso più volte da Alex, un ragazzo dalla faccia pulita che non è riuscito a reggere la pressione mediatica; che, nel tentativo di essere il più forte, ha perso tutto. «Volevo fare sia la distanza lunga che la 20 km – spiega – ma non avevo alle spalle una preparazione adeguata e ho pensato che con il doping potessi farcela, invece ho buttato via tutto. Se avessi fatto solo la 50 km, nessun dubbio che avrei vinto. Queste per me sono state le settimane più difficili, non dormivo con la paura di un controllo antidoping ma avevo già deciso che, anche se non fossi stato scoperto, non sarei venuto a Londra, non ne avrei avuto la forza».
Il CIO ha annunciato che saranno effettuate nuove analisi sui campioni di sangue e urina (che vengono conservati e rimangono a disposizione per ulteriori controlli per 8 anni) prelevati a Schwarzer dopo la vittoria olimpica di Pechino ma l’atleta aveva già fugato ogni dubbio sulla sua onestà: «Voglio che i risultati di tutte le mie analisi siano resi pubblici. Sono sempre stato pulito; i valori del dopo Pechino sono quasi da anemico, impossibile pensare che una persona dopata abbia valori così bassi. Sono contento se faranno altri controlli, voglio dimostrare che quell’oro l’ho meritato».
Oltre alla carriera sportiva è terminata anche quella nell’Arma dei Carabinieri: «Li ringrazio per avermi dato la possibilità di dedicarmi allo sport. In Italia non c’è una cultura del professionismo sportivo, a parte nel calcio. Se non fosse per le Forze dell’Ordine nessuno di noi potrebbe mai praticare il proprio sport». Un’accusa al sistema italiano, che investe nel calcio e poco o nulla fa per gli sport cosiddetti minori.
Alex sta vivendo il momento più buio della sua vita ma tendergli la mano c’è uno dei suoi sponsor che, a differenza di quanto ci si poteva aspettare, ha deciso di stare al suo fianco: «Alex ha sbagliato, ma merita la possibilità di riscattarsi. Non abbandoniamolo», hanno dichiarato i responsabili di Despar Nordest. Alex gli ha risposto così: «Per dimostrargli la mia gratitudine potrei andare a lavorare in una delle loro filiali».
L’augurio è che Alex possa affrontare questo momento con forza, superarlo e realizzare il suo sogno di una vita normale, un sogno da costruire giorno per giorno con Carolina e con le persone che lo amano veramente. Una vita che potrebbe assomigliare a quella dello spot della Kinder, in cui Alex passeggia felice e sereno tra le montagne di casa sua.

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