Oggi vi è nato un Salvatore, che è il Cristo Signore

Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Oggi Dio entra nella storia, l’Eterno abita il tempo. Il Vangelo di Luca, situato in un preciso contesto storico e geografico, intende mostrarci la vera identità di Gesù e dimostrare come in lui si avverino le Sacre Scritture. Quello che conta non è il racconto ma il significato teologico del Bambino, che è il Salvatore e il Cristo Signore. Salvatore è colui che porta una liberazione ma non politica, come si aspettava il popolo di Israele, bensì si ordine spirituale. La parola “Cristo”, in ebraico “Messiah”, significa “l’Unto di Dio”, titolo conferito a coloro i quali sono designati a svolgere una missione importante. L’appellativo Signore, invece, anticamente era riservato solo a Dio ed è applicato a Gesù dopo la sua risurrezione.
Ciò che è importante sottolineare è come questo Cristo Signore, questo Salvatore, che è Dio, si sia abbassato fino a diventare uomo per condividere con noi gioie e dolori, limiti e difetti. Natale, quindi, è capire che Dio è per me, che mi è sempre vicino sia che io sia fedele, sia che sia infedele, che lo accetti o lo rifiuti nella mia vita.

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