Mosè

Per Israele, Mosè è il profeta per mezzo del quale Dio ha liberato il suo popolo, ha suggellato con esso l’alleanza, gli ha rivelato la sua legge. Con Gesù egli è il solo a cui il NT dia il titolo di mediatore. Ma, mentre per la mediazione di Mosè, suo servo fedele, Dio ha dato la legge al solo popolo di Israele, per la mediazione di Gesù Cristo, suo figlio, salva tutti gli uomini: la legge ci è stata data da Mosè, la grazia e la verità ci sono venute da Gesù Cristo.
La vocazione di Mosè è il punto terminale di una lunga preparazione provvidenziale. Nato da una razza oppressa, Mosè deve alla figlia del faraone oppressore non soltanto di essere salvato dalle acque e di sopravvivere, ma di ricevere un’educazione che lo prepara alla sua funzione di capo.
Tuttavia né la sapienza, né la potenza, né la riputazione così acquisite, bastano a fare di lui il liberatore del suo popolo. Egli urta anche contro la cattiva volontà dei suoi e deve fuggire nel deserto. Qui riceve la vocazione: Jahve gli appare, gli rivela ad un tempo il suo nome ed il suo disegno di salvezza, gli fa conoscere la sua missione e gli dà la forza per compierla: Dio sarà con lui. Invano l’eletto si rifiuta. L’umiltà, che in un primo momento lo fa esitare dinanzi ad un compito così pesante, glielo farà poi svolgere con mitezza. Quantunque la sua fede abbia conosciuto un momento di debolezza, Dio dichiara Mosè il suo servo più fedele e lo tratta da amico. Parlandogli così dalla nube, lo accredita come capo del suo popolo.
Il primo atto della sua missione di capo è la liberazione del suo popolo. Mosè deve porre termine all’oppressione che impedisce ad Israele di rendere un culto al Dio che il faraone rifiuta di riconoscere. Ma per questo, Dio deve mostrare la sua mano potente, colpendo sempre più duramente gli Egiziani. Al momento dell’ultima piaga, sempre sotto gli ordini di Mosè, ripieno della sapienza di Dio, Israele celebra la Pasqua. Poi per mano di Mosè il popolo di Dio è liberato dagli Egiziani che lo inseguono: Israele attraversa il mare che sommerge gli inseguitori. Allora è raggiunta la prima meta dell’esodo: al Sinai. Mosè offre il sacrificio che fa di Israele il popolo di Dio suggellando la sua alleanza con lui.
Al popolo dell’alleanza sono aggregati tutti coloro che sono stati battezzati in Mosè, cioè coloro che, avendolo seguito, hanno attraversato il mare, guidati dalla nube, ed hanno esperimentato la salvezza. Mosè prefigura in tal modo Cristo, mediatore di un’alleanza nuova e migliore, redentore che libera dal peccato coloro che sono battezzati nel suo nome. Capo del popolo dell’alleanza, Mosè gli parla in nome di Dio, rivela a Israele la legge divina e lo esorta alla fedeltà verso il Dio unico e trascendente che è sempre con lui e, per amore, lo ha scelto e salvato gratuitamente.
Mosè, come profeta, intercede per il suo popolo con cui è solidale, gli ottiene il perdono dei peccati, lo salva dalla morte, contenendo l’ira divina. Mediante quest’ardente carità prefigura il “profeta simile a lui”, di cui annunzia la venuta, Gesù  Cristo. A questo profeta per eccellenza Mosè rende testimonianza nella Scrittura,  perciò si trova al suo fianco al momento della trasfigurazione. Ma Cristo, nuovo Mosè, supera la legge portandola a compimento: avendo compiuto tutto ciò che stava scritto di lui nella legge di Mosè, egli è risuscitato dal Padre suo per dare lo Spirito Santo agli uomini.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...