Milano, giovane pakistana costretta a sposarsi e a subire violenze

Una giovane donna obbligata dal padre a sposarsi contro il suo volere e costretta a subire ripetute violenze da parte del marito, fino alla fuga e all’arresto dei due uomini. Sembrano storie d’altri tempi e d’altri luoghi invece il fatto è accaduto a Milano pochi giorni fa, quando una 23enne di origini pakistane si è presentata in Questura per denunciare la segregazione e i maltrattamenti subiti dal padre e dal marito. La ragazza vive in Italia da quando, all’età di 7 anni, emigrò nel nostro Paese con la madre casalinga e i quattro fratelli per ricongiungersi al padre, un operaio metalmeccanico. La giovane è cresciuta facendo le stesse cose che facevano le sue coetanee ma, quando ha compiuto 19 anni, si è scontrata con la dura realtà di avere origini pakistane. Il padre, infatti, le ha mostrato la foto del figlio 21enne di un amico, dicendole: «Questo sarà tuo marito». A nulla sono valse le proteste della ragazza, che ha rivelato ai genitori di essere innamorata di un coetaneo milanese e di volersi sposare solo per amore. Ma il padre l’ha portata in Pakistan e l’ha costretta a celebrare, contro la sua volontà, una cerimonia di promessa di matrimonio. Le nozze vere e proprie si sono svolte nel settembre del 2011, quando la famiglia al completo è tornata in Pakistan per celebrare il rito. Il marito della giovane si è trasferito a casa della famiglia a Milano e ha iniziato a pretendere con la forza rapporti sessuali, lamentandosi con il suocero perché la moglie lo respingeva. Il padre, che nel frattempo aveva perso il lavoro e stava sempre in casa, è arrivato addirittura a picchiare selvaggiamente la figlia affinché si sottomettesse al marito e ne accettasse le violenze. Secondo gli inquirenti, tutti in casa, a partire dalla madre della giovane, erano a conoscenza delle violenza subite dalla ragazza ma le tolleravano in nome di una tradizione che vorrebbe le donne consenzienti e sottomesse al volere degli uomini. Durante il matrimonio, la giovane era segregata in casa, non poteva uscire né usare il cellulare. Il ragazzo italiano di cui era innamorata, però, non l’ha mai abbandonata e spesso passava sotto casa sua. Così, il 31 ottobre scorso, lei si è fatta coraggio e gli ha lanciato un bigliettino dal balcone. Il ragazzo l’ha convinta a scappare saltando dalla finestra, poi l’ha accompagnata dalla Polizia per denunciare le violenze subite. La giovane è stata affidata ad una comunità mentre per il padre e il marito si sono spalancate le porte del carcere di San Vittore.

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