Festa delle Rapubblica: parata tra le polemiche

Si fa, non si fa. Fino all’ultimo momento la parata militare del 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, è stata oggetto di polemiche e discussioni tra chi ne voleva l’abolizione, per devolvere i fondi a favore dei terremotati in Emilia, e tra chi invece sosteneva che continuare come sempre avrebbe rappresentato un segnale di unità nazionale ancora più forte. Alla fine ha vinto chi voleva la parata, ovvero le Istituzioni che ad annullare le celebrazioni non ci hanno proprio mai pensato. Il primo a difendere la parata è stato il presidente Giorgio Napolitano che ha sottolineato come essa rappresenti un segno di «coesione nazionale», ancora più importante alla luce delle «prove che il Paese deve affrontare».
E così, questa mattina a Roma abbiamo assistito alla sfilata militare ai Fori Imperiali. Le celebrazioni si sono svolte in tono minore in segno di rispetto per le vittime del sisma: la parata è stata preceduta da un minuto di silenzio, non hanno sfilato i sistemi d’arma, i cavalli e le tradizionali Frecce tricolore non hanno sorvolato la Capitale. La rassegna si è conclusa con il passaggio di una simbolica rappresentanza di tutte le componenti, militari e civili, impegnate in Emilia nelle operazioni di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto.
Il Presidente Napolitano, rientrato al Quirinale dopo la sfilata ha ringraziato il Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. «Ho molto apprezzato – scrive il Capo dello Stato – come, senza nulla togliere alla solennità della celebrazione, ella abbia saputo conferire all’evento i toni di sobrietà ed essenzialità che si impongono nel difficile periodo che sta attraversando il Paese, colpito in questi giorni da accadimenti sconvolgenti e gravi perdite di vite umane. L’impeccabile assetto formale, la determinazione e la percepibile motivazione dei giovani militari e civili che hanno sfilato rispecchiano la dedizione e la professionalità che quotidianamente essi pongono al servizio del Paese e della comunità internazionale».
Non sono mancate le polemiche e a dare voce al pensiero di tanti italiani che si sono battuti per cancellare la parata ci ha pensato Lega Nord e Italia dei valori. «Queste feste e questi buffet dovevano essere cancellati per dare aiuto concreto alle popolazioni colpite dal terremoto», ha tuonato l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni accusando il Quirinale di «buttare soldi nel cesso». Anche Antonio Di Pietro si è opposto duramente alla scelta di festeggiare il 2 giugno: «È la sagra dello spreco». Proprio per questo, oggi, gli esponenti dell’Idv ha deciso di disertare la festa e di andare in Emilia ad aiutare i terremotati. «Questo è oggi il dovere della politica e delle istituzioni – ha spiegato l’ex pm – questo è il nostro solo modo per rendere un omaggio sincero alla nostra Repubblica».

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