Enzo Napolillo. Una passione esaltante come una corsa in auto

Spingere il piede sull’acceleratore, sentire il motore rombare e l’asfalto farsi sempre più leggero. Continuare a correre, sempre più veloce, fino a tagliare il traguardo e sapere di essere stato il primo. Un’emozione unica che Enzo Napolillo, campione di gare automobilistiche, ha avuto la fortuna di sperimentare diverse volte nel corso della sua “carriera” da pilota. Nonostante i numerosi successi, con la modestia di chi ha vinto tanto, Napolillo ci tiene a sottolineare che le corse automobilistiche per lui hanno rappresentato sempre e soltanto un hobby. «Il mio lavoro è un altro – spiega l’ex pilota che ora svolge l’attività di funzionario presso gli uffici dell’Inps – Non ho mai praticato questo sport a livello professionistico, tuttavia ho gareggiato dal ’75 all’85 ottenendo dei buoni risultati ». Nei dieci anni di attività Napolillo ha collezionato, tra le vittorie più importanti nella sua classe di appartenenza, la Coppa Selva di Fasano, il rally dei Monti Aurungi, il rally di Roccaraso, il rally di Frosinone, il rally di Cerveteri, il rally di Cassino e quello dell’Alto Molise, nonché il Campionato regionale “Gruppo 4”, gara ora abolita a cui partecipavano le migliori quattro automobili della regione. Un palmares di tutto rispetto, ma per l’irpino la vittoria più importante resta quella ottenuta davanti al pubblico di casa: «Nell’80 ho conquistato il 12esimo rally dell’Irpinia alla guida di una Porche – racconta l’ex pilota – è stata un autentico trionfo che mi è valso anche un articolo su Autosprint, rivista che allora era la bibbia degli automobilisti ». Nel corso della sua carriera, Napolillo ha disputato gare di velocità in salita alla guida di automobili di diversa cilindrata, dalla 500 in su, arrivando a guidare anche una prestigiosa Porche. Portare avanti con successo la passione per le automobili non è stato sempre una passeggiata. Conciliare l’attività lavorativa con quella sportiva richiedeva sacrifici enormi ma, assicura Napolillo, mai ha pensato di abbandonare le corse. «All’epoca in cui gareggiavo si tenevano circa dieci corse all’anno quindi non era un impegno proibitivo. Le gare si svolgevano di domenica mentre il venerdì e il sabato si effettuavano una serie di ricognizioni del percorso. Per poter partecipare, prendevo le ferie che mi spettavano durante l’anno. Più complicato per la parte economica. Gli organizzatori non ti davano nulla, anzi le rette di iscrizione erano anche abbastanza alte. Inoltre l’auto e tutta l’attrezzatura dovevano essere di proprietà ma con l’aiuto degli sponsor riuscivo a contenere i costi». Fondamentale il sostegno della famiglia: «Mia moglie mi ha sempre spronato a continuare. Ho cercato di trasmettere questa passione anche ai miei figli, che ora hanno 30 e 28 anni, ma quando mi sono accorto che non erano interessati, non ho insistito perché credo che per ottenere risultati, in ogni attività, ci sia bisogno di talenti naturali. Ora loro sono degli ottimi avvocati mentre io continuo a dedicarmi alla mia passione per le auto, anche se in modo molto meno impegnativo». Attualmente Napolillo collabora con l’Automobil Club di Avellino e ricopre la carica di consigliere Aci nonché di presidente della commissione sportiva della stessa associazione. Fino allo scorso anno e per ventitre anni consecutivi ha rivestito anche la carica di delegato provinciale della Csai (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana). «Smesso di gareggiare, mi sono dedicato allo sviluppo e alla promozione delle corse automobilistiche nel territorio irpino”. In rapporto all’estensione della provincia e alla sua densità, l’Irpinia è uno dei luoghi in cui vengono organizzate il maggior numero di manifestazioni a carattere motoristico, sia di automobili che di motociclette. “Già quando correvo – prosegue Napolillo – ho iniziato ad occuparmi anche dell’organizzazione degli eventi automobilistici per conto dell’Automobil Club. La prima volta è stato nel 1977». Tre le gare organizzate quest’anno, di cui l’ex pilota va molto fiero: la Salita della Laura a Montoro, quella di Montevergine e la salita del Malepasso, che si è svolta all’inizio di settembre. «E’ una sorta di minicampionato che abbiamo denominato “Campionato Superslalom Data-ufficio”. Il percorso, lungo circa 3 km, è costeggiato da chicane per ridurre la velocità media delle auto in corsa. Inoltre, ogni manifestazione conta un numeroso afflusso di pubblico e di atleti, che vengono dalla Campania e dalla regioni limitrofe per correre queste gare». Osservatore e giudice di gara, a 54 anni Napolillo lavora a stretto contatto con i giovani. «Avere a che fare con i ventenni mi fa sentire a mia volta giovane, pieno di vita tanto che a volte dimentico perfino quanti anni ho. Sovente, guardando i miei coetanei, penso che sembrano molto più anziani di me, non solo fisicamente ma nel modo di pensare e rapportarsi alla vita. Essere impegnato in questo settore mi ha offerto l’opportunità di frequenti contatti sociali e l’esperienza maturata con il tempo si è tradotta in una capacità di adattarsi velocemente ad ogni nuova situazione». Ai ragazzi con cui lavora, l’ex pilota cerca di trasmettere i valori positivi dello sport e dell’agonismo senza dimenticare, però, le problematiche legate alla guida sicura. Sempre più spesso, infatti, i giornali e telegiornali danno notizia di giovani morti in incidenti stradali causati dall’eccessiva velocità e dall’abuso di alcool e sostanze stupefacenti. «Ai ragazzi dico sempre che se amano correre possono farlo per sport e in totale sicurezza. Non ci vuole molto, basta prendere una licenza e far istallare un roll-bar su un’automobile comune. In questo modo, posso partecipare alle gare con il Gruppo N in un circuito chiuso dove non rischiano di danneggiare se stessi e gli altri. Purtroppo oggi le macchine possono raggiungere prestazioni elevate ma le nostre strade non sono adatte ad arrivare a certe velocità».
 
Piera Vincenti da Buongiorno Irpinia del 03/10/08
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