Il taekwondo secondo Alfonso Iuliano

“Spero sinceramente che attraverso il Taekwondo ogni uomo possa acquistare la forza sufficiente per arrivare ad essere il guardiano della giustizia, opponendosi ai conflitti sociali e coltivando lo spirito umano al livello più alto possibile”. Nelle intenzioni del Generale Choi Hong Hi, fondatore dell’antica arte marziale coreana, il taekwondo è nato come una tecnica di combattimento per difendersi dagli stranieri, dove le armi vere e proprie sono il corpo e la mente in stretto connubio fra loro. A questa antichissima disciplina, che richiede non solo grande capacità fisica ma anche forte volontà mentale, Alfonso Iuliano ha dedicato gli ultimi vent’anni della sua vita. Una passione, quella del 43enne avellinese, nata in età adulta ma non per questo meno coinvolgente.

“Da giovane facevo il calciatore – racconta Iuliano – ma poi una serie di infortuni mi hanno costretto a smettere. Da qual momento sono andato in cerca di uno sport che potesse darmi le stesse soddisfazioni. Un giorno, accompagnando mio figlio Aniello a lezione ho scoperto il taekwondo. Avevo alle spalle una buona preparazione atletica perciò non mi è stato difficile apprendere quest’arte marziale. Nel giro di 5-6 anni ho sostenuto l’esame per diventare cintura nera e, successivamente, tecnico della federazione. Infine, sono stato nominato delegato provinciale perciò, oltre a preparare i ragazzi, ho anche il compito di promuovere la disciplina e organizzare eventi e manifestazioni sul territorio irpino”.

Ma cos’è il taekwondo? Iuliano prova a darci una risposta: “E’ un’arte marziale nata in Corea oltre 2000 anni fa. I coreani avevano l’esigenza di difendersi dalle invasioni dei giapponesi e diedero vita a questo particolarissimo tipo di combattimento che utilizza il corpo umano come sistema di attacco e difesa con pugni e calci in volo”. Oggi con circa 30 milioni di praticanti in 144 nazioni si è imposto all’attenzione mondiale anche come moderno sport da combattimento. Le precise regole sportive, che assicurano una corretta interpretazione in termini agonistici ed arbitrali, le protezioni utilizzate per salvaguardare l’incolumità degli atleti e la sua grande diffusione nel mondo giovanile, hanno reso possibile il riconoscimento ufficiale del Taekwondo da parte del C.I.O. (Comitato Olimpico internazionale) inserendolo a pieno titolo nel programma olimpico a partire da Sidney 2000.

La filosofia del taekwondo ha come fondamento l’etica, la morale, le norme spirituali attraverso le quali gli uomini possano convivere armoniosamente insieme. “Si basa essenzialmente sul rispetto dell’avversario. Ci sono dei punti ben definiti del volto e del busto da colpire. È una disciplina completa che forma l’individuo a livello mentale e fisico. Il corpo dev’essere flessibile e reattivo, pronto a colpire in qualunque posizione e a qualsiasi velocità”.

La sua passione per la nobile arte ha portato Iuliano a fondare, insieme al presidente Vincenzo Romano nel 2000, l’Associazione Sportiva Taekwondo Avellino di cui lo stesso Iuliano è vicepresidente ed allenatore. L’associazione permette agli allievi di disputare gare a livello nazionale ed internazionale. Prima di poter competere con altri atleti, però, è necessaria una buona preparazione fisica, alla base di tutte le discipline sportive. “E’ possibile iniziare a praticare il taekwondo all’età di 5-6 anni. Oggi i ragazzi hanno uno stile di vita per lo più sedentario ma noi cerchiamo di fargli prendere coscienza del proprio corpo attraverso un programma di allenamento che si svolge in due fasi. La prima comprende una serie di giochi ed attività volti favorire un armonioso sviluppo psicofisico, mentre la seconda è più propriamente basata sulle tecniche di combattimento e permette ai giovani di acquisire la capacità di interagire con le proprie emozioni, di esprimersi liberamente, di acquistare sicurezza, di prendere coscienza di se stessi e di relazionarsi con gli altri”. Le tecniche del Taekwondo, infatti, sono strutturate per accrescere il controllo di tutte le parti del corpo, per potenziare la muscolatura in modo simmetrico e globale, per conferire velocità e flessibilità all’individuo, per alleviare la fatica e lo stress della vita moderna. “Diverso il caso degli adulti – prosegue il maestro – che per l’80% si concentrano sul combattimento. Dopo aver acquistato fiducia in se stessi e migliorato la propria autostima, essi acquisiscono anche maggiore self-control e la consapevolezza della propria forza li porta a non usare la violenza”.

Piera Vincenti da Buongiorno Irpinia del 10/10/08

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