Giuseppe Frascolla: Con la Scandone ho realizzato un sogno

Leale in mezzo al campo come nella vita, Giuseppe Frascolla ha costruito la sua carriera nel mondo del basket gradino dopo gradino, dalle serie minori fino alla nazionale, con cui ha conquistato il titolo europeo. E’ quello che gli americani definirebbero un “self made man”, uno che si è fatto da solo, attraversando le impervie strade della vita che lo hanno condotto dal piccolo paese di San Ferdinado di Puglia fino ad Avellino, dove con la Scandone ha vissuto il suo sogno. Prima, però, ci sono state una serie di esperienze con Bari, Lecce, Brindisi, Rieti. “E’ un periodo importante della mia carriera – spiega Frascolla – Ho giocato in tutti i campionati minori, mi sono confrontato con altri giocatori, ho condiviso emozioni, sono cresciuto da un punto di vista umano e professionale”.

Guardia dal tiro infallibile Superpippo, come viene affettuosamente chiamato dai suoi tifosi, è stato uno dei punti di riferimento dell’Avellino del basket prima in B1, poi in A2 e infine in massima serie nel 2006. Un cammino lento e faticoso, come racconta, ma che ha significato la realizzazione di un sogno. “Sono approdato in A1 soltanto a 44 anni benché potessi arrivarci molto prima. Per me ha rappresentato comunque un traguardo. Il desiderio di ogni sportivo è competere ai massimi livelli e io ci sono riuscito grazie alla Scandone. La società mi ha dato tanto, dopo la vittoria del campionato di B1 mi ha riconfermato in squadra e mi ha dato la possibilità di esordire in A2 e successivamente in A1. Io ho cercato di ripagare la fiducia con l’impegno sul campo, dando sempre il massimo senza risparmiarmi”. Il talento, quando c’è, presto o tardi viene fuori, ma che Frascolla fosse un grande campione i tifosi avellinesi l’hanno capito fin da subito, ergendolo a uomo simbolo della squadra. “Il fatto di aver vinto il torneo di B1 in una stagione partita senza grosse ambizioni ha avuto il suo peso – si schermisce Superpippo, con la modestia di un vero eroe – Raggiungere l’A2 rappresentava un traguardo storico per la pallacanestro avellinese, la gente ha iniziato a venire al palazzetto, a conoscermi e ad apprezzarmi, non solo per quello che davo sul campo ma per la persona che sono”. L’affetto dei supporters, rivela Frascolla, è stato uno dei motivi che lo hanno spinto a rimare in Irpina anche a conclusione della sua carriera sportiva. “Appena messo piede ad Avellino mi è sembrata una bella città in cui vivere, piena di verde e di tranquillità ma ad influenzare la mia scelta ci hanno pensato anche i tifosi con il loro calore e il fatto che una parte della famiglia di mia moglie viva qui”.

Lo scorso agosto, Superpippo ha aggiunto un altro trofeo in bacheca, vincendo l’europeo con la nazionale Over45 e conquistando il titolo di miglior giocatore del torneo. “E’ una piccola-grande soddisfazione. Era la prima volta che vestivo la maglia della nazionale italiana ma ho avuto il privilegio di giocare in squadra con campioni che hanno fatto la storia della pallacanestro nazionale come Riva, Ponzoni, Zamberlan. Già essere convocato era un onore, vincere il premio come miglior cestista è stata una sorta di consacrazione. Il mio talento è stato riconosciuto a livello internazione, nonostante abbia svolto una carriera di secondo piano”. Sì, perché per diventare grandi campioni il puro talento non basta, occorre che si verifichino tutta una serie di coincidenze. Frascolla, infatti, è nato in un paese che non conosceva il basket e ha dovuto scontrarsi anche con la legge, che prevedeva che i cartellini dei giocatori fossero di proprietà dei club, il che rendeva più difficili i trasferimenti. Questo, tuttavia, non ha spaventato Superpippo che, canestro dopo canestro, è diventato uno dei migliori cestisti italiani. “Il soprannome Superpippo mi ha accompagnato per tutta la carriera – prosegue – Al Corato c’erano tre ragazzi che si chiamavano Giuseppe e per distinguerci l’allenatore ha iniziato a chiamarmi Pippo. Siccome mi mettevo in mostra segnando tanti punti, per tutti sono diventato Superpippo”.

Super non solo in campo ma anche nella vita, dove si caratterizza per la sua onestà e sincerità: “Avere a che fare con tante persone non è semplice. Io ho cercato di mantenere sempre un certo equilibrio, senza esaltarmi troppo nei momenti belli, né deprimermi in quelli difficili, e di dimostrare che non sono una persona speciale ma cammino sulla stessa strada degli altri”.

Negli oltre vent’anni di carriera, Frascolla ha vissuto momenti indimenticabili, ma anche episodi che preferirebbe cancellare: “Gli attimi più belli sono legati ai successi delle squadre, la vittoria del campionato con il Brindisi, una città che vive di pallacanestro, e quella del ’96 con l’Avellino. L’unico rammarico che ho è non essere riuscito a centrare la promozione per due anni consecutivi a Rieti e aver lasciato un brutto segno, perché un giocatore viene ricordato solo per i risultati e non per quello che ha fatto”. Da vero uomo di sport, nella vita di Frascolla non c’è solo il basket: “Sono partito come calciatore – racconta – facevo il portiere e non ho mai fatto i settori giovanili della pallacanestro”.

Questo non gli ha impedito di diventare uno dei migliori realizzatori italiani e di conquistare il titolo di capocannoniere. Sulle stesse orme di papà Giuseppe, il figlio Flavio che, dopo una parentesi con l’Air, è andato a farsi le ossa a Montecatini. “Mandarlo in B1 è stata una scelta mirata – spiega Frascolla – per dargli la possibilità di crescere e di tornare da protagonista ad Avellino”.

Attualmente l’ex guardia dell’Air allena a Roccarainola dove, con il professor Cerulla, ha messo in piedi una scuola di basket. “E’ il mio orgoglio. Siamo partiti con venti ragazzi e ora ne abbiamo oltre cento, che disputano tre categorie diverse”. Ma Superpippo ha ancora un sogno nel cassetto: “Allenare una squadra di Avellino. La massima ambizione sarebbe la serie A ma sono appena all’inizio della carriera da tecnico e so quali sono le mie reali possibilità perciò mi accontenterei delle giovanili. Voglio lasciare un segno da allenatore come ho fatto da giocatore”.

Una previsione sulla stagione dell’Air: “Giocare su due fronti, campionato ed Eurolega, non è facile. E’ chiaro che non poteva ripetere la stagione dell’anno scorso ma sono convinto che disputerà un ottimo campionato. Speriamo che vinca domenica a agguanti la qualificazione in Coppa Italia”.

                                                                                                                                                                     Piera Vincenti da Buongiorno Irpinia del 16/01/07

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Un pensiero su “Giuseppe Frascolla: Con la Scandone ho realizzato un sogno

  1. sn un giokatore ke domani 28 marzo dovrà giokare contro giuseppe frascolla, non dimentikerò mia la partita contro superpippo grazie x avermi fatto leggere tutto c’ho ti ringrazio GRANDE PIPPOOOOOOO!!!!

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