Mirosa Magnotti: “Credo nelle mie ragazze, vado avanti anche da sola”

Una passione che non si arresta davanti all’impossibile, quella di Mirosa Magnotti per la sua squadra, la Nuova Partenio Basket. Dal 2004 ricopre il ruolo di presidente della società, che ha risollevato dal fallimento per impedirne la sparizione. «Ho saputo delle difficoltà del club mentre ero a mare – racconta la numero uno della Nuova Partenio – Ho letto su un giornale che non si era iscritta al campionato e mi sono talmente dispiaciuta che ho deciso di rilevare la società e ricominciare daccapo. Il basket è la mia vita, non potevo permettere che scomparisse ad Avellino». Mirosa Magnotti è stata giocatrice negli anni d’oro della Partenio, legando il suo destino e la sua carriera alla squadra biancoverde, perciò ha deciso di andare avanti, con il solo appoggio delle sue ex compagne d’avventura: «Pensavo che il mio entusiasmo avrebbe contagiato altre persone ma non è stato così. Abbiamo iniziato dalla serie B classificandoci sempre tra le prime quattro nella regular season. Non abbiamo mai vinto i play off, non per mancanza di qualità tecniche ma perché da sola non avrei potuto affrontare i costi di gestione che la serie A avrebbe comportato. L’unico sponsor che ci sostiene è la Fonetop, che crede nel mio progetto. Finora abbiamo raggiunto risultati soddisfacenti, ricostruendo il settore giovanile, affidato ad un’allenatrice professionista come Romilda Palumbo, mentre la prima squadra è guidata da Giusy Festa. Siamo partite con due bambine, mia figlia e la figlia di Giusy. Ora abbiamo 60 ragazze che disputano tre campionati giovanili e numerose bambine tra i 7 e i 10 anni che giocano a mini basket». Nonostante i mille ostacoli, la presidente della Nuova Partenio va avanti senza arrendersi. «Ora sogno una squadra interamente composta da giocatrici locali, lo spirito d’appartenenza è la vera forza di un gruppo. Qualcuno potrebbe pensare che sia un progetto utopistico ma se si lavora seriamente i risultati arrivano. Le mie ragazze sono motivate e in due anni conto di portarle in prima squadra. Nel frattempo cerco di dare solidità al gruppo che quest’anno disputa la serie B. Attualmente siamo terze in classifica e puntiamo alla salvezza. Mancano cinque gare al termine e speriamo di qualificarci per i play off. L’anno scorso abbiamo vinto anche la Coppa Italia. Le altre sono superiori per organico ma se avrò qualche sponsor in più, la prossima stagione potremo puntare ad obiettivi più ambiziosi». Quello dei finanziamenti è un problema molto serio per la società di basket femminile, che non ha mai ricevuto fondi dalle istituzioni locali, accollandosi costi che normalmente spetterebbero alle amministrazioni comunali e provinciali. Mirosa Magnotti accusa: «Siamo state discriminate. Ci hanno cacciato dal Palazzetto, costruito per la Partenio quando disputava la serie A. Le coppe vinte dalla squadra nel corso degli anni sono ammassate nel mio garage. Le stavano distruggendo con le ruspe perché a nessuno interessavano, ma a me sì. Abbiamo scritto un pezzo importante di storia dello sport avellinese ma ormai non veniamo più riconosciute. Io sono costretta ad accollarmi molti dei costi di gestione, paghiamo le trasferte e l’affitto del campo su cui giochiamo. La gente mi dice di mollare ma non mi arrendo perché le ragazze credono in me e non posso deluderle». Da presindente, Mirosa Magnotti segue ovunque la sua squadra e, a volte, le piace ancora scendere in campo come giocatrice: “Ho militato nella Partenio dall’età di 13 anni, sono una sportiva e amo vivere insieme alle mie ragazze. Quella della cestita è una carriera bellissima che auguro a chiunque. La mia è stata un’adolescenza di rinunce, non sono mai andata ad una gita o in discoteca ma fare le trasferte con il gruppo mi ha comunque permesso di viaggiare e di conoscere tante cose. Ricordo una trasferta a Palermo: partimmo con il traghetto la sera prima della gara e arrivammo in città la mattina presto. La partita era alle 11 e fino a quell’ora rimanemmo in strada. Dopo il match, comprammo un panino di tasca nostra e tornammo a casa. Tutto questo però non mi è pesato, anzi ha costituito uno stimolo ulteriore per studiare. Infatti, ho conseguito la laurea senza sforare nei tempi». Oltre ad essere una sportiva, Mirosa è anche moglie e madre di tre splendide bambine: «All’interno della famiglia il ruolo della donna è fondamentale, è un punto di riferimento. Non sempre è stato facile conciliare famiglia e basket, spesso andavo in ritiro con la baby-sitter e le prime due bimbe ma quando nel ’99 è nata la terza ho dovuto allentare i ritmi. Non riuscivo più a giocare ad alti livelli perché dopo gli allenamenti c’era sempre qualcosa da fare a casa e il tempo per il riposo era davvero scarso”. La presidente della Nuova Partenio continua a dividersi tra i suoi mille impegni ma, nel frattempo, ha trasmesso la sua passione anche alle sue figlie. “Penso che lo sport sia importantissimo per i giovani, innanzitutto perché li toglie dalla strada ma anche perché insegna a vivere e a stare bene con gli altri».
Piera Vincenti da Buongiorno Irpinia del 13/02/09
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