Salvatore Alaia, un sindaco rivoluzionario

Si dice che di eroi non ne esistano più. Io non credo che sia così e voglio dedicare un pensiero a un uomo che stimo e ammiro per la capacità di portare avanti la sua battaglia a rischio della vita. Sto parlando di Salvatore Alaia, sindaco di Sperone, che dalla notte del 24 dicembre è piantonato davanti al palazzo del Quirinale, all’addiaccio e in sciopero della fame, per protestare contro i tagli alla sanità in Alta Irpinia decisi dalla regione Campania. Il freddo, la fame, la precarie condizioni di salute non hanno fermato Alaia, un uomo solo che combatte per un’intera comunità, un uomo pronto a mettere a repentaglio la propria vita pur di lottare per ciò in cui crede.
Da settimane ormai dorme in un sacco a pelo, esposto agli elementi e nutrendosi solo di liquidi. Da ieri ha deciso di rinunciare anche a quello e di proclamare un graduale sciopero della sete. L’intento è convincere il Presidente della Repubblica Napolitano ad intercedere presso Stefano Caldoro affinché il Presidente della Regione riveda il piano di tagli sanitari varato lo scorso ottobre e che porterebbe alla chiusura degli ospedali di Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia.
Finora il Presidente Napolitano è rimasto sordo all’appello di Alaia, che proprio ieri gli ha inviato una lettere aperta: «Auspicavo che almeno il Presidente della Repubblica On.le Giorgio Napolitano fosse stato sensibile alla mia richiesta e si sarebbe reso autorevolmente parte attiva, quale capo dello Stato, presso l’On.le Caldoro per invitarlo a ricevere la delegazione dei sindaci e amministratori dell’Irpinia che da 10 mesi stanno invocando una ridefizione del Piano Sanitario. Se nemmeno il Presidente della Repubblica vuole ricevermi allora passerò ad un gesto ancora più estremo: allo sciopero della fame affiancherò gradualmente lo sciopero della sete fino ad annientarmi fisicamente lasciando pesare sulla sua coscienza, come un macigno, le conseguenze di questa decisione. La ritengo perciò responsabile, in prima persona, di quanto mi sta accadendo e di ciò che drammaticamente mi può accadere chiamando in questa sorte di “omicidio di Stato” la correità morale del Presidente della Repubblica. Sono pronto a tutto per una battaglia ideale e di contenuti affinché vinca il diritto della gente contro la protervia e l’arroganza dei massimi rappresentanti delle istituzioni. Smetterò solo in presenza del Capo dello Stato in cui confido fino all’ultimo istante cessando, al momento, ogni comunicazione con funzionari dello Stato e rifiutando categoricamente ogni cura ed assistenza sanitaria».
Parole dure quelle di Alaia che a fine dicembre, a causa della malnutrizione e del freddo patito nei primi giorni di protesta, è stato costretto a lasciare il marciapiede del Quirinale sul quale contestava per essere immediatamente ricoverato in ospedale. In quell’occasione aveva deciso di abbandonare la protesta ma, rimessosi in forze, è tornato alla carica più determinato di prima. L’azione del sindaco rivoluzionario, con la fascia tricolore e un cartello appeso al petto che recita “Sciopero della fame”, ha attirato l’attenzione dei passanti e delle stampa nazionale. Manifestazioni di solidarietà sono giunte ad Alaia da tutta Irpinia. Ieri una delegazione del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà guidata dal responsabile nazionale organizzazione Ciccio Ferrara, si è recata davanti al Quirinale. Nell’occasione, è stata espressa al sindaco la solidarietà di Sel e l’auspicio che le istituzioni coinvolte dalla vicenda denunciata dall’amministratore pubblico, aprano un canale di dialogo e di confronto. E da Bisaccia e dall’Alta Irpinia è pronta a scattare la mobilitazione. Con Alaia solidarizza anche il sindaco di Sirignano, Raffaele Colucci, segretario provinciale di Noi Sud.
Domani, quindi, è in programma una manifestazione ancora più eclatante, che non passerà inosservata neppure agli occhi di Napolitano. Alaia, stremato dal freddo e dalla fame, sa che non può mollare proprio ora. «La stanchezza si fa sentire – ha detto il sindaco di Sperone – ho avuto un nuovo malore. I miei angeli custodi, le Forze dell’Ordine, volevano chiamare i soccorsi ma ho rifiutato. Non posso rischiare di mandare all’aria i programmi di domani. Si tratta di un’azione eclatante, devo resistere solo un altro giorno. Sono determinato e riuscirò nel mio intento».
Alla fine di questa storia, che in realtà non si è ancora conclusa, emerge una morale molto chiara, proprio come accade nelle fiabe. Che nella vita non si ottiene niente se non si è pronti a lottare, a rischio della vita stessa; che combattere richiede coraggio e sacrificio ma è l’unico modo per cercare di ottenere qualcosa; che ormai di uomini pronti a sacrificarsi, ad annullarsi addirittura, ne esistono veramente pochi e Salvatore Alaia è uno di questi. E speriamo che, come nelle fiabe, l’eroe vinca e la giustizia trionfi.

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7 pensieri su “Salvatore Alaia, un sindaco rivoluzionario

  1. Cara Piera ti scrivo a nome del sindaco Salvatore ALAIA di cui sono amico e portavoce. Salvatore ti ringrazia e ti comunica che anche grazie al tuo articolo continuerà a sostenere la sua battaglia fino a quando gli obiettivi saranno raggiunti. Non si sente un eroe ma sicuramente un uomo, intellettualmente onesto, che crede nei valori ideali che dovrebbero essere la vera e grande risorsa per la società.

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  2. Piera, il Sindaco Alaia mi ha pregato di mandarti i suoi ringraziamenti di cuore.
    Fra tutte le cose pubblicate la tua è quella che più ha apprezzato.
    Puoi vedere i miei commenti sulla mia pagina FB
    GRAZIE anche da me, irpino, duosiciliano

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