Egitto, una bambina di nome Facebook

Il 18 febbraio in Egitto è nata Facebook, una bambina che nel nome porta la gratitudine che i suoi genitori hanno per il ruolo che il social network ha avuto nella rivolta culminata l’11 febbraio con le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. La bambina si chiamerà Facebook Jamal Ibrahim e la notizia di questo curioso battesimo è stata riportata anche da uno dei quotidiani più letti d’Egitto, Al-Ahram, che ha spiegato che il padre ventenne ha chiamato così la sua primogenita per esprimere la sua gratitudine verso i giovani che hanno messo fine a un governo in carica da 23 anni. Il giornale racconta anche che la famiglia, gli amici e i parenti della bambina, nata nella regione di Ibrahimya, si sono riuniti attorno alla neonata per rinnovare il loro sostegno alla rivoluzione partita da Facebook. Il social network ha svolto un ruolo cruciale nella rivoluzione egiziana iniziata il 25 gennaio, tanto che è stata soprannominata “la rivoluzione di Facebook”. E’ stato proprio grazie a Facebook infatti che è stato possibile far passare le prime voci iniziali, radunare i primi manifestanti, portare poi in piazza Tahir decine di migliaia di persone. Per le strade del Cairo, non è difficile imbattersi in scritte murali che riportano: “Thank you Facebook”. L’Egitto, uno dei paesi africani che nonostante tutto godono di un maggior sviluppo anche tecnologico, conta 5 milioni di utenti iscritti al social network, più di ogni altro paese africano o medio orientale. Non appena sono cominciate le manifestazioni, il numero di iscritti è aumentato vistosamente. A partire dal 25 gennaio sono nati 32mila nuovi gruppi e 14mila nuove pagine. Non è stato solo Facebook a permettere ai rivoltosi egiziani di portare a termine vittoriosamente la loro battaglia. Anche Twitter, Youtube e perfino Google sono stati di fondamentale aiuto. Ma la scelta di questi genitori egiziani è ricaduta proprio su FB, simbolo di come i social network aiutino a lanciare messaggi di libertà.

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2 pensieri su “Egitto, una bambina di nome Facebook

  1. questo articolo fa riflettere sull’importanza che ha internet come mezzo di comunicazione, sopratutto nei paesi poveri, e di come possa far “svegliare” il popolo, chissà che diventi un esempio per il popolo pecorone italiano.

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    • I mezzi di comunicazione di massa, internet in modo particolare, hanno un potere straordinario e non se n’è accorto solo il popolo, ma anche chi comanda. In Cina, ad esempio, Facebook e gli altri social network sono banditi perché pericolosi per il regime. Nei giorni della rivolta egiziana, il governo cinese ha dovuto ricorrere allo stesso sistema dei quello magrebino: chi cercava la parola “Aiji”, che in cinese mandarino significa “Egitto”, riceveva un messaggio di errore.

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