Il turista ritorna, il viaggiatore continua ad andare

Ultime ore negli Stati Uniti. La valigia e’ gia’ pronta, aspetto solo di andare all’aeroporto e sedermi su quell’aereo che mi riportera’ alla mia casa e alla mia vita. La lieta parentesi del viaggio, con tutte le sue meravigliose scoperte, sta per chiudersi. La promessa di raccontarvi giorno per giorno la mia esperieza americana non e’ stata mantenuta a causa, come detto nel post precedere, della mancanza di un collegamento ad internet stabile. Ora scrivo dalla biblioteca del paese, Woodland Park, NJ, ma appena tornero’ a casa vi raccontero’ delle citta’ che visitate (New York, Washington, Atlantic City, Seaside, Paterson, New Rochelle, Sterling), delle impressioni ricevute, dello stile di vita e delle abitudini degli americani, dei difetti (tanti) dell’America. Il sogno americano per me non si e’ avverato, anzi trovo che l’Amercia non sia affatto un sogno. Cio’ non toglie il piacere della scoperta. Non c’e’ niente di piu’ bello e stimolante che andare in giro, vedere posti nuovi, conoscere nuova gente e tornare a casa un po’ piu’ ricchi. In attesa della prossima tappa. Perche’, come dice qualcuno piu’ famoso di me, “il turista ritorna, il viaggiatore continua ad andare”.

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