Quando arriva il momento di tornare a casa

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Arriva un momento nella vita in cui si ha bisogno di tornare nel luogo a cui si sente di appartenere. Può trattarsi di un luogo fisico – una città o una casa – oppure di uno spazio interiore di calma e di serenità che ci fa sentire perfettamente a nostro agio.

La vita è un’avvenuta e ognuno sceglie come viverla. C’è chi preferisce la stabilità, una casa e una famiglia, un lavoro e un gruppo di amici fissi. C’è chi, invece, va alla ricerca costante del cambiamento, ha bisogno di spostarsi spesso e di sperimentare sempre nuove emozioni.

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Non importa come scegliamo di vivere la nostra vita, c’è sempre un momento in cui avvertiamo il bisogno di tornare a casa, in quel luogo magico in cui ci sentiamo protetti e sicuri, in cui ogni cosa è familiare e trasmette un senso di pace interiore difficile da trovare altrove.

È questo il posto a cui apparteniamo, e che ci appartiene. Un luogo, una persona, un insieme di sensazioni positive: non importa quale sia la nostra casa, arriva un momento in cui tutti abbiamo bisogno di ritornare e ritrovare noi stessi, fermarci a ricaricare le pile per poi ripartire con maggiore entusiasmo verso le nuove sfide che ogni giorno la vita ci pone.

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17 cose che cambiano per sempre quando vivi all’estero

Che sia Londra o Madrid, Parigi o New York, chiudere la propria vita in una valigia e trasferirsi all’estero è una delle migliori decisioni che si possa prendere. Perché quando te ne vai, quando fai della tua vita un viaggio all’insegna dell’avventura, cresci. Affronti nuove sfide, scopri lati di te che non conoscevi, ti sorprendi e ti lasci sorprendere dal mondo. Impari e ampli i tuoi orizzonti. Migliori. Collezioni ricordi che non ti abbandoneranno mai. Se qualche volte hai vissuto lontano da casa per un periodo, ti identificherai sicuramente in queste 17 cose che cambiano per sempre quando vivi in un altro paese.

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1. L’adrenalina non ti abbandona.
Dal momento in cui decidi di partire, la tua vita diventa un coacervo di emozioni. Nuovi posti, nuove abitudini, nuove persone: la sensazione di iniziare da zero non ti spaventa, diventa come una droga che non ti fa chiudere occhio e ti fa vivere la massimo ogni esperienza. Al bando la parola routine, tutto è semplicemente adrenalinico, persino le nuove sfide e le incertezze quotidiane.

2. Al ritorno tutto è rimasto invariato
Quando torni per qualche giorno a casa ti sorprende che tutto sia rimasto invariato. La tua vita è cambiata a un ritmo frenetico ma il resto segue il proprio ritmo abituale. Gli altri continuano a districarsi tra le loro incombenze quotidiane e capisci che la vita non si ferma.

3. Ti mancano, e ti avanzano, le parole.
Quando ti chiedono “come va?” ti riesce difficile trovare le parole adatte per descrivere la tua nuova vita. Tutto è così eccitante che a un certo punto devi morderti la lingua per evitare di raccontare tutti gli aneddoti divertenti che ti vengono in mente, cosa che ti farebbe sembrare troppo arrogante e rischierebbe di annoiare chi ti ascolta.

4. Capisci che il coraggio è sopravvalutato.
Molti ti diranno che sei coraggioso, che anche loro vorrebbero andarsene però non si azzardano. E tu, anche se hai avuto un po’ di paura, sai meglio di chiunque altro che il coraggio conta forse solo il 10 per cento nelle grandi decisioni. L’altro 90 per cento lo fanno le motivazioni. Quando si tratta di fare grandi passi non ci sono coraggiosi e vigliacchi: accada quel che accada, vai avanti.

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5. E all’improvviso sei più libero.
È probabile che tu abbia la stessa autonomia di prima ma la sensazione di libertà, adesso, è diversa. Se sei scappato dalle comodità e sei riuscito a fare in modo che tutto funzioni a centinaia di chilometri di distanza da casa tua, senti che puoi fare qualsiasi cosa.

6. Smetti di parlare la tua lingua.
A volte ti scappa una parola in un’altra lingua, altre volte ti viene in mente il modo migliore per definire qualcosa ma non ci sono espressioni corrispondenti nella lingua che stai parlando. Quando parli una lingua stranieri, impari e disimpari contemporaneamente. Mentre interiorizzi espressioni e parolacce nella tua seconda lingua, ti eserciti a leggere nella tua lingua originaria affinché non si ossidi.

7. Impari a dire addio e a cogliere l’attimo.
Ti rendi subito conto che molte cose e persone sono di passaggio e che il valore della maggior parte delle situazioni è relativo. Perfezioni l’equilibrio tra creare legami e vivere tutto con distacco: una lotta eterna tra nostalgia e pragmatismo.

8. Possiedi tutto a doppio.
Due schede SIM, due tessere della biblioteca, due conti in banca, due tipi di moneta che, non si sa come, si mischiano quando vai a pagare.

9. Normale? Cos’è normale?
Vivere all’estero e viaggiare ti insegano che “normale” significa socialmente e culturalmente accettato. Così che quando ti immergi in una nuova società o cultura il tuo concetto di normalità si sgretola. Impari che si sono molti modi di fare le cose e tu stesso adotti quelle abitudini che prima sembravano impensabili. Inoltre, impari a conoscerti meglio perché scopri quali sono le cose nelle quali credi veramente e quali sono solo il frutto della tua educazione.

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10. Diventi un turista nella tua città.
Vai a visitare tutte le attrazioni della tua nuova città e presto diventi un esperto perciò, quando un amico viene in visita per pochi giorni e ti chiede qualche raccomandazione, è difficile scegliere poche attività: se fosse per te, gli raccomanderesti di visitare tutto.

11. Impari a essere paziente e a chiedere aiuto.
In un paese straniero, il compito più semplice può diventare una sfida. Inoltrare una richiesta, trovare la parola adatta, sapere quale autobus prendere. Ci sono sempre momenti di disperazione, ma ti armi subito di più pazienza di quanta ne abbia mai avuta e accetti che chiedere aiuto (sull’autobus, in strada, ai tuoi conoscenti) non solo è inevitabile ma è la cosa giusta da fare.

12. Il tempo si misura in attimi.
Come se guardassi dal finestrino di una macchina in corsa, in lontananza il tempo sembra trascorrere molto lentamente mentre da vicino i dettagli passano a una velocità impressionante. Da lontano ti arrivano notizie di come va la vita a casa: compleanni, persone che se ne vanno, date importanti che ti perdi. Al contrario, nella tua nuova città la vita quotidiana va di corsa. Il concetto di tempo si deforma tanto che impari a misurarlo in attimi, in una chiamata su Skype con gli amici di sempre e in una birra con i tuoi nuovi compagni.

13. La nostalgia ti coglie nel momento più inaspettato.
Un alimento, una canzone, un odore. Qualsiasi piccolezza basta a farti venire la nostalgia. Ti manca un dettaglio che non avresti mai immaginato (fare colazione nella cucina di casa tua) e daresti qualunque cosa per poterti ritrovare, anche solo per un istante, in quel posto. O per poter condividere questa sensazione con qualcuno che ti comprenda.

14. Però sai che non è dove, ma quando e come.
Quando torni a casa, a mancarti davvero non è il posto, ma la sua energia e le persone che hai conosciuto. I momenti di vita vera. Quando hai viaggiato, hai diviso la tua quotidianità con persone speciali, con le quali sei stato davvero felice. In ogni luogo in cui hai vissuto resta un pezzettino di te, ma a volte non basta tornare in quella città perché smetta di mancarti.

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15. Cambi
Si legge spesso che esistono viaggi che cambiano la vita. E, al di là dei cliché, vivere all’estero è un viaggio che ti cambia profondamente. Scuoti le radici, abbandoni le certezze, affronti le paure. Vivere a Madrid mi ha cambiato per sempre, in molti sensi, e se non fosse stato per quell’esperienza, adesso non sarei pronta a intraprendere un nuovo cammino. Non ci credi prima, non te ne accorgi durante. Ma un giorno lo vedrai chiaramente: viaggiare ti ha fortificato. Sei migliorato, le tue ferite si sono rimarginate, hai vissuto, sei cambiato.

16. La casa entra in una valigia.
Nel momento in cui metti la tua vita in una valigia, ciò che intendevi per “casa” non esisterà più. Quasi tutto ciò che possiedi è rimpiazzabile. Ovunque andrai, comprerai nuovi vestiti, nuove tazze, nuovi libri, ma arriverà il momento in cui, nella tua nuova città, ti sentirai veramente a casa. La casa è ciò che ti accompagna, chi ti lasci alle spalle, sono le strade dove trascorri le tue giornate. Casa sono anche gli oggetti che affollano il tuo nuovo appartamento, quelli che lascerai senza rimpianti quando arriverà il momento di andartene. Casa sono i ricordi, le conversazioni a distanza con famiglia e amici, un pugno di fotografie. Home is where the heart is.

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17. Non si torna indietro.
Ora sai cosa significa rinunciare alle comodità, iniziare daccapo e meravigliarti ogni giorno. E il mondo è così grande… come rinunciare a continuare a scoprirlo?

Hai vissuto all’estero? Cos’altro aggiungeresti a questa lista? Lasciaci un commento e raccontaci la tua esperienza!

Tangeri, la porta d’Africa

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Tangeri, definita “la porta d’Africa”, è una delle città più affascinanti e cosmopolite del Marocco, grazie alla sua posizione geografica che storicamente ne ha fatto il punto d’approdo o di passaggio di marinai e viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

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A prima vista la città ha un aspetto molto simile ad altre capitali magrebine, come Tunisi o il Cairo, ma a renderla così speciale è proprio il melange culturale, linguistico e religioso che offre. Pochi uomini indossano abiti occidentali, la maggior parte porta lunghe tuniche in stile arabo, mentre le donne percorrono le strade coperte dai loro veli scintillanti di colori.

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Il Suk, cuore della città antica, è un labirinto di piccole viuzze percorribili quasi esclusivamente a piedi dove è possibile trovare i bazar che vendono di tutto. C’è il fornaio, da cui è possibile acquistare una pagnotta di pane fragrante appena sfornato. Ci sono negozietti di frutta che traboccano di batteri e fichi, e bancarelle di spezie che emanano un odore pungete ed esotico. Di rara bellezza la Kasbah e i giardini del Sultano, un mix di erbe aromatiche, di fragranze, limoni ed aranci, perfetti per una passeggiata romantica.

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Sulla collina che sovrasta Tangeri, verde e lussureggiante come mai ci si aspetterebbe in Marocco, sorgono le ville dei ricchi, enormi palazzi con ampi giardini che contrastano nettamente con la povertà della città antica. Senza scadere nei luoghi comuni, suoi volti di quella gente ho la gioia delle cose semplici. I ragazzini giocavano a pallone, urlando gol o arrabbiandosi per qualche fallo. Le bambine invece giocavano il gioco della molla, lo stesso che facevo anche io alla loro età.

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Chi si lascia emozionare dalla natura non può non fermarsi ad ammirare il punto in cui il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico si incrociano in un eterno abbraccio che da sempre ha favorito l’incontro di popoli, culture e lingue dando vita ad un mondo multiculturale e cosmopolita.

Vacanze, per le foto meglio smartphone o macchina fotografica?

scuole fotografiaLe vacanze si avvicinano e torna l’antico quesito: per le fotografie meglio cellulare o macchina fotografica? Un dilemma che si presenta ogni anno e che ancora non ha trovato risposta.

Gli smartphone, con fotocamere sempre più sofisticate, garantiscono la possibilità di avere foto di buona qualità da condividere immediatamente sui social network. Inoltre, risultato leggeri e poco ingombranti. Ingombro che cresce se al telefonino si aggiunge anche la macchina fotografica. Ma momenti di relax in compagnia delle persone che amiamo, posti nuovi e ricchi di fascino, panorami mozzafiato meritano di essere immortalati con la migliore tecnologia possibile.

Uno smartphone non riuscirà mai a garantire la stessa qualità e gli effetti di una reflex digitale, che permette di catturare e rendere eterni anche i dettagli più piccoli. Inoltre, se il problema è la connettività, è bene sapere che sono in commercio delle macchine fotografiche in grado di collegarsi a internet per condividere immediatamente emozioni e immagini sui social.

E voi che ne pensate, meglio la reflex o lo smartphone?

World Wonders: tutto il mondo a portata di un click

Tutte le meraviglie del mondo a portata di click. Da oggi è possibile grazie a Google, che ha ideato un progetto che consente agli utenti di esplorare le località di interesse storico e artistico del Pianeta. Realizzato in collaborazione con l’UNESCO, il World Monument Fund e l’agenzia fotografica Getty Images, World Wonders è il risultato dell’integrazione tra le più avanzate tecnologie e le più accreditate fonti di informazione, al fine di documentare e preservare per il futuro il patrimonio artistico-culturale mondiale e renderlo disponibile anche alla prossime generazioni per fini didattici.
Attraverso World Wonders è possibile esplorare e visitare virtualmente ben 132 siti in 18 diversi Paesi: dai megaliti di Stonehenge agli antichi templi di Kyoto, dalla Reggia di Versailles al memoriale della pace di Hiroshima, passando per le bellezze naturali dello Yosemite National Park, solo per citarne alcuni.
Lo strumento consta semplicemente in una sorta di emisfero navigabile, ove con il mouse è possibile effettuare rapidi viaggi virtuali da un lato all’altro del globo.
In questa rassegna non poteva mancare l’Italia. Il video di presentazione del progetto parte con la Torre di Pisa, finendo con un giro nella Reggia di Caserta e agli scavi di Pompei. Sono decine le perle del nostro Paese accessibili da subito da World Wonders e visitabili grazie all’integrazione del servizio di mappatura fotografica di Google Maps e Street View. È possibile, ad esempio, fare un viaggio virtuale nell’area archeologica di Pompei, ma anche a Castel del Monte, visitare i centri storici di Napoli, Firenze, San Gimignano, Siena, Urbino, Ferrara, Pisa. Le chiese rupestri della Puglia e della città di Matera, le Cinque Terre, le Città tardo barocche della Val di Noto, la Costiera Amalfitana, i Trulli di Alberobello e Villa Adriana a Tivoli.
Accedendo a World Wonders non solo sarà possibile esplorare questi luoghi, ma anche documentarsi sulla loro storia attraverso testi di approfondimento forniti dall’UNESCO e sfogliare album fotografici virtuali o modelli 3D. Nella sezione “didattica” del sito sono infatti disponibili guide e documenti di approfondimento a disposizione dei docenti delle scuole primarie e secondarie, divisi per argomenti storici e aree geografiche.
Steve Crossan, direttore del Google Cultural Institute, ha commentato: «Da sempre Google è impegnata a preservare e promuovere online tutti i tipi di cultura. Il progetto World Wonders si inserisce in questo ambito, con l’obiettivo di dare nuova vita ai luoghi più significativi del patrimonio culturale mondiale e, soprattutto, di renderli accessibili ad un pubblico globale».
Francesco Bandarin, vice direttore Generale dell’UNESCO per la Cultura, ha aggiunto: «Le nuove tecnologie offrono potenzialità straordinarie alla promozione e alla salvaguardia del patrimonio naturale e culturale mondiale. Proprio per questo, l’UNESCO è orgogliosa di essere parte attiva di questo progetto, che contribuirà ad accrescere l’interesse e l’attenzione delle giovani generazioni verso i Siti Patrimonio dell’Umanità, la cui preservazione sarà un domani loro diretta responsabilità».

Vuoi risparmiare sulla benzina? Impara a goderti il viaggio

Sono sempre stata amante della velocità, fin dalla prima volta che mi sono seduta al volante di un’automobile, ormai quasi dieci anni fa. Ho sempre spinto la macchina al massimo, godendo ogni volta che mi lasciavo un automobilista alle spalle. Da qualche mese, però, complice il rincaro del carburante, mi sono trasformata in una prudente nonnina che sull’autostrada viaggia tra gli 80 e i 100 Km/h, rispettando sempre il limite di velocità. Quando il costo della benzina è diventato insostenibile ma i viaggi hanno continuato ad essere necessari, ho adottato questa soluzione drastica per cercare di recuperare qualche centesimo che, sommato ad altri centesimi, si trasforma in euro sonanti. Lo spunto me l’hanno dato gli americani, che raramente superano le 65 miglia orarie anche su autostrade a sette corsie. Ho cominciato a far scendere la lancetta del contachilometri da 130 a 100 fino ad arrivare a 80 Km/h. Ne ho perso pochissimo in tempo (impiego solo qualche minuto in più rispetto a prima) ma ne ho guadagnato sicuramente in termini monetari, imparando anche ad apprezzare la bellezza del viaggio. Quando hai fretta di arrivare raramente noti ciò che ti circonda, il panorama, le città, le case, le persone. Quasi mai assapori la dolcezza dell’andare, del riflettere mentre tutto intorno a te scorre, dell’ascoltare la musica della radio che ti tiene compagnia. Andare forte è emozionante, l’adrenalina sale e con essa anche il pericolo. Andare piano ti insegna che nella vita non puoi controllare tutto ma puoi fare molto affinché le cose assumano le direzione che decidi di dargli. Impari la pazienza e con la pazienza la speranza. Forse un giorno il prezzo del carburante scenderà, intanto possiamo impegnarci per far durare il pieno qualche giorno in più.

Il turista ritorna, il viaggiatore continua ad andare

Ultime ore negli Stati Uniti. La valigia e’ gia’ pronta, aspetto solo di andare all’aeroporto e sedermi su quell’aereo che mi riportera’ alla mia casa e alla mia vita. La lieta parentesi del viaggio, con tutte le sue meravigliose scoperte, sta per chiudersi. La promessa di raccontarvi giorno per giorno la mia esperieza americana non e’ stata mantenuta a causa, come detto nel post precedere, della mancanza di un collegamento ad internet stabile. Ora scrivo dalla biblioteca del paese, Woodland Park, NJ, ma appena tornero’ a casa vi raccontero’ delle citta’ che visitate (New York, Washington, Atlantic City, Seaside, Paterson, New Rochelle, Sterling), delle impressioni ricevute, dello stile di vita e delle abitudini degli americani, dei difetti (tanti) dell’America. Il sogno americano per me non si e’ avverato, anzi trovo che l’Amercia non sia affatto un sogno. Cio’ non toglie il piacere della scoperta. Non c’e’ niente di piu’ bello e stimolante che andare in giro, vedere posti nuovi, conoscere nuova gente e tornare a casa un po’ piu’ ricchi. In attesa della prossima tappa. Perche’, come dice qualcuno piu’ famoso di me, “il turista ritorna, il viaggiatore continua ad andare”.