Come proteggersi dal caldo: le linee guida del Ministero della salute

caldoL’estate 2013 è arrivata portando con sé un bel sole ma anche tutte quelle problematiche legate all’emergenza caldo, che ogni anno mette a rischio la salute e la vita di migliaia di persone. Per fronteggiare il problema, il Ministero della salute ha avviato la campagna Estate sicura 2013, ideando una serie di iniziative rivolte ai cittadini ma anche al personale medico e sanitario.

Numero verde – Innanzitutto, partire dal 20 giugno 2012 sarà attivato il numero di pubblica utilità 1500 “Estate sicura, come vincere il caldo”, attivo tutti i giorni dalle 8.00 alle 18.00, sabato e domenica compresi. Al numero 1500 risponderà personale altamente qualificato e appositamente formato, in grado di soddisfare le richieste di informazione di base, e anche dirigenti sanitari (medici, veterinari, farmacisti, chimici, biologi e psicologi), per soddisfare le richieste più complesse.

Ondate di calore: cosa fare – Sul portale del Ministero, inoltre, è disponibile un’area dedicata al tema ondate di calore, rivolta ai cittadini, agli operatori e ai soggetti istituzionali, che fornisce giornalmente informazioni sulle previsioni del caldo estremo (bollettini giornalieri), sulle misure di prevenzione per affrontare l’afa rivolte in particolare alle persone più fragili e agli altri gruppi di popolazione a rischio. Sul sito oltre alle previsioni delle ondate di calore è possibile consultare opuscoli, Faq (domande e risposte),  linee di indirizzo e raccomandazioni agli operatori. Al riguardo, si sottolinea che quest’anno le Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute sono state aggiornate. Il documento è rivolto a Regioni, Province, Comuni, ai medici di medicina generale, ai medici ospedalieri e in generale a tutti gli operatori socio sanitari coinvolti nell’assistenza e nella gestione della popolazione a rischio.

Mappatura della aree a rischio – E’ inoltre disponibile un bollettino delle ondate di calore con una relativa mappa delle aree a rischio. Il sistema di monitoraggio è attivo in 27 città italiane (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo) e consente di sapere con 72 ore di anticipo se sono previsti pericolosi picchi di temperatura, permettendo così di allertare la popolazione e di mettere in atto piani straordinari in difesa dei cittadini.

Sulla base dei modelli di previsione stagionale vengono elaborati dei bollettini giornalieri sui possibili effetti per la salute, su una scala che va dal livello “zero”, corrispondente all’assenza di rischio, al livello “tre”, che prevede condizioni di rischio elevato e persistente per tre o più giorni consecutivi.

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