Il fondatore di Amazon acquista il Washington Post

postLa crisi dell’editoria, in modo particolare della carta stampata, non lascia scampo neppure a un colosso internazionale come il Washington Post, da sempre punto di riferimento della politica Usa, costretto a vendere per poter sopravvivere. Ad acquistare il prestigioso quotidiana sarà Jeff Bezos, il fondatore del colosso del commercio elettronico Amazon.

L’annuncio è stato dato a sorpresa nella tarda serata di ieri sullo stesso sito del giornale. Costo dell’operazione, riguarderà solo gli asset editoriali del Washington Post e delle sue controllate, è di 250milioni di dollari. Bezos, 49 anni, rileverà personalmente il gruppo del Post mentre la sua azienda, Amazon, non avrà parte nell’operazione che dovrebbe essere completata entro due mesi.

La transazione mette fine a una delle più longeve dinastie del giornalismo americano, quella della famiglia Graham durata per quattro generazioni e 80 anni. Il quotidiano che vanta quasi 50 premi Pulitzer e un’inchiesta, lo scandalo Watergate, che concorse alle dimissioni di un presidente (Nixon).

Esplicita la spiegazione degli attuali proprietari: «Insieme a Katharine Weymouth (editore del Post) e al consiglio di amministrazione, ho deciso di vendere, dopo anni in cui la mia famiglia si è cimentata in questa sfida editoriale, per vedere se è possibile trovare un altro editore che rappresenti il meglio per il Post – ha spiegato Donald Graham, presidente e amministratore delegato della The Washington Post Company – La conclamata capacità imprenditoriale di Jeff Bezos e il suo genio per gli affari ci sembrano qualità eccellenti per essere il nuovo editore del Post».

La sfida che attende il proprietario di Amazon è ardua. Bezos avrà l’onore di invertire la traiettoria finanziaria del del Post nell’era di Internet. Solo negli ultimi sei anni, le entrate del gruppo sono calate del 44 per cento e dall’inizio del 2013 il numero di copie vendute è sceso del 7 per cento.

Ma Bezos, forte della sua esperienza di pioniere hi-tech, non si lascia spaventare dalla nuova sfida. Il Post è «una importante istituzione», ha fatto sapere, promettendo continuità di leadership: non sono previsti tagli al personale tra i duemila dipendenti e delegherà il controllo quotidiano all’attuale management. Nel ruolo di publisher rimarrà Katherine Weymouth, a sua volta parte della famiglia Graham. Direttore del giornale è confermato Martin Baron. Le incognite, derivanti principalmente dal fatto che Bezos non ha mai gestito giornali, saranno trasformate in nuove opportunità di crescita: «Saremo in territorio sconosciuto e dovremo sperimentare», ha concluso il neo editore.

L’acquisto del Washington Post consente a Bezos di continuare la tradizione dei tycoon che investono nell’industria dell’editoria: oltre a Henry, Carlos Slim controlla una quota del New York Times e Warren Buffett ha comprato negli ultimi due anni più di 60 quotidiani.

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