La rabbia di essere precari e la volontà di continuare a lottare

malessere

L’ho letta anch’io la lettera di Michele, il ragazzo di Udine che a 30 anni ha deciso di togliersi la vita perché stanco di un’esistenza da precario, in una società che “non premia i talenti” e “sbeffeggia le ambizioni” di noi giovani, che troppo spesso ci scontriamo con una realtà che non ci valorizza e non ci dà la possibilità di conquistare il nostro posto nel mondo, quello che pensiamo di meritare dopo anni di studio e di sacrifici.

Condivido la sua rabbia e la sua frustrazione, quel senso di impotenza che si prova davanti alle numerose porte sbattute in faccia, all’impossibilità di realizzare i propri sogni, di costruirsi una vita normale: un lavoro dignitoso, una casa, una famiglia.

Quante volte lo scoraggiamento ci porta a voler mollare tutto, mettere la nostra vita in una valigia e ricominciare daccapo, in un posto che ci offra maggiori opportunità, un posto all’altezza delle nostre ambizioni.

Molti hanno il coraggio di farlo, altri preferiscono restare e combattere dove si trovano per cambiare il mondo che li circonda. Non li chiamerei né pazzi né stupidi, semplicemente uomini e donne che non si arrendono. Perché la vita è dura, i momenti di sconforto sono tanti, ma lasciarsi sopraffare dalla realtà, gettare la spugna, non è mai la scelta giusta. La morte non può essere l’alternativa.

viaggio

La felicità non è la meta, è un viaggio che si compie giorno per giorno apprezzando anche il poco che si ha. Nessuno ci ha garantito che avremmo avuto un’esistenza facile. Le difficoltà che incontriamo ci facciano arrabbiare, tante cose vanno nel verso sbagliato e ci fanno esclamare: “non è giusto”. No, non lo è. Io, e tanti giovani come me, meritiamo di più. Meritiamo sicurezza, stabilità, la possibilità di vivere la vita nella quale abbiamo investito.

Non condivido il gesto di Michele, ma la sua rabbia sì, e mi auguro che questa morte non sia invano, che serva a risvegliare le coscienze di chi ci ha tarpato le ali e a dare il via alla costruzione di una società più giusta, che valorizzi i suoi giovani anziché sbeffeggiarli e additarli come “inetti” e “bamboccioni”.

 

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Lavoro, con Joebee impiego occasionale con pagamento immediato

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Sei un lavoratore precario, un freelance, un giovane o un pensionato che punta a mettere insieme un po’ di reddito complementare? Hai delle competenze che potrebbero fruttarti qualche quattrino? Crei un profilo con ciò che sai fare, ti chiamerà chi ha bisogno della tua prestazione e sarai pagato in giornata. È questa la logica alla base di Joebee, il marketplace online sviluppato dall’azienda milanese TheMadBox che segue punta a imporsi come la nuova frontiera del peer to peer job.

Joebee è semplice da utilizzare: basta registrarsi sulla piattaforma, creare il proprio profilo in modo accurato, selezionando tutti i tipi di professioni che si è in grado di svolgere e attendere che chi diversamente si registrerà per acquistare le prestazioni occasionali ti ingaggi. «Disoccupati, precari, giovani, pensionati, freelance o persone che necessitano o ambiscono a guadagnare un reddito complementare hanno la possibilità di mettersi all’opera, di dimostrare quanto valgono e magari entrare in contatto con aziende interessate ad assumere», spiega Alessio Abbateianni, ceo e founder di TheMadBox. Uno dei principali elementi di unicità di Joebee è il pagamento immediato delle prestazioni di lavoro.

abbateianni_alessio«Una vera rivoluzione in un mercato in cui è prassi regolare i pagamenti a 30, 60, 90. Inoltre, diamo la possibilità ad ogni candidato di autodeterminare la tariffa dei propri servizi sulla base delle proprie capacità, competenze e aspettative, supportandolo con dei consigli automatici basati su di un algoritmo di analisi delle tariffe medie in relazione al tipo di professione, all’area geografica e al periodo in cui ne è prevista l’erogazione».

Ci sono voluti più di due anni di sviluppo per concepire un sistema capace di integrarsi in modo complementare rispetto ai tradizionali canali di recruiting in una filiera complessa come quella del lavoro e nel pieno rispetto delle leggi e della fiscalità.

«Joebee – si legge in una nota – premia il merito e l’impegno e penalizza i fannulloni; infatti ogni attività erogata viene monitorata attraverso un app mobile che sarà disponibile anche su iWatch, che consente di ‘timbrare il cartellino in forma elettronica, così potendone verificare la coerenza geografica durante l’intera durata dell’attività (per intenderci con la tecnologia Joebee si eliminerebbe il problema di chi timbra e poi va a fare la spesa)».

Il riconoscimento del merito -spiega- passa inevitabilmente dal feedback rilasciato sotto forma di votazione e recensione da parte di chi ha beneficiato della prestazione: questa più di ogni altra cosa è quella che consentirà ai candidatati di creare una propria reputation di valore in un mondo che è sempre più orientato a seguire il realismo della condivisione di esperienze rispetto all’autopromozione di se stessi.