Salvatore Alaia annuncia una nuova protesta: giovedì 28 aprile brucerà la Costituzione davanti al Quirinale

Salvatore Alaia ancora in prima linea per difendere l’Irpinia. Il Sindaco di Sperone, dopo lo sciopero della fame dello scorso dicembre, annuncia una nuova azione di protesta e si appresta a bruciare la Carta Costituzionale Italiana proprio davanti al palazzo del Quirinale, in cui risiede il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che della Costituzione è il garante. Tramite un gesto dall’alta valenza simbolica, Alaia intende  riaffermare la dignità del popolo irpino troppo spesso messo a tacere e costretto a subire le decisioni del Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro in merito a questioni di fondamentale importanza, come il diritto alla salute.
Già quattro mesi fa il primo Cittadino di Sperone si recò a Roma nel tentativo di convincere il Presidente Napolitano ad intercedere presso Caldoro affinché rivedesse il piano sanitario varato lo scorso ottobre, che comporta dei gravi tagli alla sanità irpina. Lo sciopero della fame messo in atto da Alaia, tuttavia, non bastò a smuovere le coscienze delle istituzioni, rimaste sorde all’appello del Sindaco, che aspetta ancora di essere ricevuto dal Presidente della Giunta Regionale.
All’indifferenza di Caldoro, Alaia risponde con un nuovo atto di protesta, che avrà luogo giovedì 28 aprile nella piazza antistante il Quirinale, annunciato per mezzo di comunicazioni ufficiali al Presidente della Regione Campania, al Presidente della Repubblica e al loro entourage.
«Nel ricordarle una vicenda che grazie alla sua indifferenza si sta perdendo nei meandri della burocrazia – scrive il primo cittadino di Sperone a Napolitano – volevo ricordarle che uno Stato di diritto esiste se c’è il rispetto tra le istituzioni. Auspicavo che almeno lei fosse stato sensibile alla mia richiesta e si sarebbe reso parte attiva , quale Capo dello Stato, presso l’onorevole Caldoro per invitarlo a ricevere il sindaco di Sperone che da tempo sta invitando il Presidente della Giunta della regione Campania ad un incontro su questioni di grande rilevanza sociale per il territorio: chiusura dell’Università Partenope di Nola, Piano Sanitario Regionale, Comunità Montane, questione rifiuti».
Poco diversa, nella forma e nel contenuto, la comunicazioni inviata a Caldoro che, prosegue Alaia, «si sottrae sistematicamente a qualsiasi confronto dialettico mortificando le diverse coscienze sociali che credono nelle istituzioni».
Il Sindaco di Sperone è deciso a portare avanti il suo progetto, nonostante la diffida della Questura di Roma, giunta tramite la Digos di Avellino, che «per motivi di ordine e sicurezza pubblica non consentirà lo svolgimento di detta iniziativa». Alaia, consapevole che il vilipendio alla Costituzione è un reato punibile con l’arresto, ha scritto alle Questure di Roma e Avellino per ribadire la «ferma volontà di essere presente a Roma davanti alla sede del Quirinale per bruciare la Costituzione della Repubblica Italiana – si legge nel comunicato – invitando i vostri uffici a prendere in considerazione la prima parte della Costituzione ed in particolare gli articoli 13 e 21 (relativi alla libertà personale inviolabile e al diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, ndr), atteso che non esistono motivi di ordine e sicurezza pubblica che impediscano l’iniziativa del sottoscritto».
Ancora una volta, il primo cittadino di Sperone farà appello a Napolitano affinché inviti Caldoro a ricevere lui e Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla questione sanità in Irpinia, che attende ancora un incontro con il Presidente della Regione. Lo scorso gennaio, il Capo dello Stato glissò la questione affermando che non è in suo potere interferire con l’operato delle istituzioni regionali. Ma Alaia, nella sua ultima lettera, ricorda al Presidente della Repubblica che «nell’ambito della funzione di indirizzo, il Capo dello Stato spesso utilizza il cosiddetto potere di esternazione: si tratta del potere di esprimere pubblicamente le proprie opinioni e pertanto, nel caso specifico, di inviare un messaggio al Presidente delle Giunta Regionale Campania per invitarlo a ricevere e ascoltare la voce dei sindaci che rappresentano il territorio, visto che il tutto rientra nei doveri istituzionali dell’onorevole Stefano Caldoro».

Piera Vincenti

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