La vera storia di Babbo Natale

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Non ditelo ai bambini, ma la nostra idea di Babbo Natale è completamente sbagliata. La tradizione vuole che Babbo Natale sia il giudice dei più giovani, colui che valuta il loro comportamento e assegna premi ai più meritevoli e punizioni ai “cattivi”.
In realtà, il vecchio con la barba lunga, vestito di rosso e dispensatore di doni si ispira a un personaggio realmente vissuto: San Nicola di Bari, vescovo di Myra, uno dei santi più amati e venerati in tutto il mondo, che unisce cattolici e ortodossi e vanta numerosi miracoli e leggende. Una di queste ha trasformato San Nicola in Babbo Natale.

san nicolaSan Nicola di Bari – Si narra che il Santo, prima di diventare vescovo, fu impietosito da un nobiluomo che, caduto in disgrazia, non poteva sposare le tre figlie, condannandole di fatto alla prostituzione. Nicola decise di provvedere lui stesso alla dote delle fanciulle lanciando dentro il castello, per due notti consecutive, due palle d’oro da una finestra aperta. La terza notte, trovando la finestra chiusa e non volendo abbandonare l’ultima delle sorelle a un triste destino, il vecchio si arrampicò sul tetto e gettò la palla giù per la canna del camino. Le monetine finirono nelle calze che le fanciulle avevano messo ad asciugare vicino al fuoco. Le palle d’oro con cui San Nicola salvò le ragazze della prostituzione ricorrono nell’iconografia classica con cui viene rappresentato il Santo.
Da allora, San Nicola venne identificato con colui che nella notte della sua festa, il 6 dicembre, portava doni ai bambini buoni e bisognosi, calandoli attraverso il camino o lanciandoli attraverso una finestra aperta. La vicinanza di questa data con quella del Natale ha fatto sì che, in molti paesi, la consegna dei doni fosse posticipata alla notte del 24 dicembre.

Folclore popolare europeo – In seguito della riforma protestante – che non riconosceva la venerazione dei santi – la figura di San Nicola venne rielaborata e riadattata in ogni paese. In Inghilterra e in Francia, il ruolo di portadoni fu assunto da un vecchio personaggio di giochi per i bambini, vestito con un lungo mantello verde, un cappello simile alla mitra e un pastorale: il vecchio somiglia ancora a san Nicola e mantiene un’aura sacra. In Germania, invece, il compito distribuire regali ai più buoni venne assegnato a Gesù Bambino.

babbo-natale-coca-colaEvoluzione moderna – Il Babbo Natale moderno è di fatto nato negli Usa. A portare il culto del Santo a Nieuw Amsterdam (New York) in America furono gli olandesi. Nei primi decenni del 1800 San Nicolaus (da cui Santa Claus) grazie a una poesia di Clement Clarke Moore diventò il Babbo Natale che tutti conosciamo. Nel 1885 a Boston, l’abito rosso sostituì quello verde grazie ad su alcune cartoline natalizie illustrate dal tipografo Louis Prang. A trasformare il magro San Nicola in un vecchio panciuto e rubicondo era stato, invece, nel 1860 un altro americano, il caricaturista Thomas Nast. A consacrare definitivamente la figura di Babbo Natale fu la pubblicità della Coca Cola dove appare rubicondo, di vestito rosso e con la barba bianca – colori che richiamano quelli della bibita – che viaggia nel cielo su una slitta trainata dalle renne. La pubblicità della multinazionale americana debuttò nel 1931 e nacque dalla penna dell’illustratore Haddon Sundblom, che mise insieme i ricordi di San Nicola e il personaggio dello spirito del Natale presente, descritto da Charles Dickens nel racconto Canto di Natale. a collocazione della sua residenza al polo nord, in Lapponia o in altri luoghi varia al variare delle tradizioni locali che posso associarlo a folletti, gnomi, renne, elfi o caprioli.

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