Il terremoto tra solidarietà e responsabilità

Mentre si rincorrono gli aggiornamenti sui danni prodotti dalle ultime scosse di terremoto, il pensiero va a tutte quelle persone che stanno vivendo attimi di incertezza e paura. Molti hanno perso tutto ciò che erano riusciti a costruire in una vita di sacrifici – la casa, l’azienda, il posto di lavoro – ma c’è anche chi ha perso la vita o chi ha dovuto dire addio a persone amate.
I sentimenti di solidarietà sono scontati di fronte ad una tragedia che coinvolge l’Italia tutta, non fosse altro perché l’Emilia Romagna è una delle zone più economicamente sviluppate del Paese. Ma fermarsi a questo non basta, come non serve scadere in inutili sentimentalismi o mettersi a fare i moralisti. La verità è che tragedie del genere non sono né prevedibili né controllabili, accadono e basta lasciando dietro di sé cumuli di macerie e tante vite da ricostruire.
Noi irpini lo sappiamo bene per esserci passati quasi 32 anni fa. Io ancora non c’ero ma per anni ho vissuto in un paese che stava risorgendo, lentamente i postumi del terremoto hanno lasciato spazio alle nuove costruzioni e si è tornati alla quotidianità di sempre. Ci è voluto tempo ma ci siamo riusciti, così come ci riusciranno gli emiliani e gli aquilani, che convivono con la difficile ricostruzione già da anni.
Non so cosa significhi perdere tutto se non dai racconti di chi ha vissuto il terremoto dell’80 ma il pensiero di veder svanire la casa, gli affetti, le sicurezze mi terrorizza. Per questo non posso non solidarizzare con i cittadini emiliani che stanno vivendo una situazione di estrema precarietà. L’Italia tutta si è mobilitata per portare soccorso e da più parti sul web, soprattutto su Facebook e Twitter, giunge forte l’appello di annullare la parata del 2 giugno a Roma per devolvere i fondi ai terremotati.
Per quanto tragico e devastante sia un evento del genere, non può non interrogarci sulle nostre responsabilità. In poco più di un secolo abbiamo deturpato il Pianeta e adesso la Terra sta presentando il conto. Senza voler scomodare le profezie Maia, che vorrebbero la fine del mondo nel 2012, o entità soprannaturali, non possiamo ignorare l’evidenza dei fatti: il Pianeta si sta ribellando allo sfruttamento intensivo, all’inquinamento, al surriscaldamento globale che accelerano i naturali movimenti della crosta terrestre, generando terremoti, maremoti e tsunami, eventi che negli ultimi anni hanno mietuto un numero impressionante di vittime, lasciando i sopravvissuti in condizioni di estrema povertà, materiale e morale.

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Turismo a Serino: problemi e prospettive

Vacanzieri della domenica che affollano boschi, parchi e ristoranti lasciando talvolta solo spazzatura: è davvero questo il turismo che vogliamo? La domanda è di difficile risposta perché, se da una parte si avverte l’importanza del settore turistico per lo sviluppo economico-occupazionale, dall’altra molto poco si è riuscito a fare per attrarre visitatori a Serino. La stagionalità della domanda, la frammentazione del tessuto produttivo, l’inadeguatezza dell’organizzazione formativa, l’insensibilità della politica, sono tutti fattori che hanno impedito al settore turistico di sviluppare appieno le proprie potenzialità.
Non che a Serino manchi l’offerta, anzi. Oltre al verde che ogni domenica attrae migliaia di visitatori, il nostro paese è ricco di bellezze storiche ad artistiche che, adeguatamente valorizzate, andrebbero ad accrescere la domanda del settore. Basti pensare al Convento di San Francesco e al suo bellissimo chiostro con affreschi del ‘700, che versa in uno stato di semiabbandono, alle mura della Civita, che testimoniano la storia millenaria si Serino, o al Castello di Canale visitabile poche volte all’anno. Per non parlare delle bellezze paesaggistiche e delle bontà enogastronomiche.
Il materiale, insomma, c’è. Basta saperlo sfruttare. E arriviamo al punto critico. Perché ciò che è sempre mancato, indipendentemente dalle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni, è una politica centrata sul territorio, per svilupparne appieno risorse e potenzialità.
Il turismo riguarda e investe il territorio in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue espressioni e attività. Un’affermazione banale, se si pensa che ogni fattore concorre a determinare il successo di un viaggio: il trasporto, i servizi, la professionalità, l’ospitalità, le risorse e le attrattive, le infrastrutture, la cultura, l’ambiente, il contesto urbano, l’offerta di attività, ecc.
Analizzando tutte queste componenti, indispensabili allo sviluppo turistico come fattore economico-produttivo, si evince l’importanza di una visione globale per la definizione delle strategie turistiche, che stenta ancora ad essere riconosciuta nella pratica. Non bisogna fermarsi a guardare soltanto a Serino, quindi, ma allargare la propria visione all’Irpinia intera, compito che spetta innanzitutto alle istituzioni.
Un primo passo, in tal senso, è stato compiuto il 16 maggio con il tavolo di lavoro convocato dall’assessore provinciale al Turismo, Sport e Spettacolo, Raffaele Lanni, in cui si è discusso di turismo con l’obiettivo di sottoscrivere un’intesa individuando i siti da valorizzare, potenziando le infrastrutture e migliorando la qualità dei servizi. Per ora sono solo chiacchiere, ma è importante che se ne parli.

Sanità irpina: Alaia incontra il manager ASL Sergio Florio

Ha terminato il mandato ma non la sua missione. Salvatore Alaia, ex sindaco di Sperone, dopo le proteste e le dimostrazioni dei mesi scorsi, è tornato in prima linea per difendere la sanità irpina. Questa volta, al centro dell’attenzione di Alaia c’è l’Hospice di Solofra, struttura adiacente all’ospedale pensata per accogliere i malati terminali di cancro e le loro famiglie. L’ex sindaco di Sperone ha discusso della faccenda con l’ing. Sergio Florio, commissario straordinario dell’ASL di Avellino, nel corso di un incontro svoltosi nella tarda mattinata di ieri. Florio ha assicurato che la struttura è terminata e già attrezzata per accogliere i pazienti e che a breve sarà emanato un bando per selezionare il personale paramedico specializzato. L’Hospice, che dovrebbe essere inaugurato a dicembre, usufruirà della collaborazione di specialisti in oncologia, appartenenti al distretto sanitario locale, e di psicologi che forniranno supporto sia ai degenti che alle famiglie.
Si è parlato anche dell’ospedale di Monteforte, che verrà potenziato, e del CROM di Mercogliano, centro d’eccellenza della ricerca tumorale in Irpinia. Si è inoltre pensato di istituire un “registro dei tumori”, per monitorare più attentamente il fenomeno ed averne una reale dimensione sul territorio.
Niente da fare, invece, per gli ospedali dell’Alta Irpinia, destinati alla chiusura. A nulla sono valse le proteste di Alaia, che però non si arrende anche se a malincuore ha dovuto accettare la risposta di Florio. Il commissario straordinario, infatti, ha ricordato all’ex sindaco di Sperone di essere mero esecutore della volontà politica che, varando il piano sanitario regionale, ha tagliato fuori tali strutture.