Turismo a Serino: problemi e prospettive

Vacanzieri della domenica che affollano boschi, parchi e ristoranti lasciando talvolta solo spazzatura: è davvero questo il turismo che vogliamo? La domanda è di difficile risposta perché, se da una parte si avverte l’importanza del settore turistico per lo sviluppo economico-occupazionale, dall’altra molto poco si è riuscito a fare per attrarre visitatori a Serino. La stagionalità della domanda, la frammentazione del tessuto produttivo, l’inadeguatezza dell’organizzazione formativa, l’insensibilità della politica, sono tutti fattori che hanno impedito al settore turistico di sviluppare appieno le proprie potenzialità.
Non che a Serino manchi l’offerta, anzi. Oltre al verde che ogni domenica attrae migliaia di visitatori, il nostro paese è ricco di bellezze storiche ad artistiche che, adeguatamente valorizzate, andrebbero ad accrescere la domanda del settore. Basti pensare al Convento di San Francesco e al suo bellissimo chiostro con affreschi del ‘700, che versa in uno stato di semiabbandono, alle mura della Civita, che testimoniano la storia millenaria si Serino, o al Castello di Canale visitabile poche volte all’anno. Per non parlare delle bellezze paesaggistiche e delle bontà enogastronomiche.
Il materiale, insomma, c’è. Basta saperlo sfruttare. E arriviamo al punto critico. Perché ciò che è sempre mancato, indipendentemente dalle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni, è una politica centrata sul territorio, per svilupparne appieno risorse e potenzialità.
Il turismo riguarda e investe il territorio in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue espressioni e attività. Un’affermazione banale, se si pensa che ogni fattore concorre a determinare il successo di un viaggio: il trasporto, i servizi, la professionalità, l’ospitalità, le risorse e le attrattive, le infrastrutture, la cultura, l’ambiente, il contesto urbano, l’offerta di attività, ecc.
Analizzando tutte queste componenti, indispensabili allo sviluppo turistico come fattore economico-produttivo, si evince l’importanza di una visione globale per la definizione delle strategie turistiche, che stenta ancora ad essere riconosciuta nella pratica. Non bisogna fermarsi a guardare soltanto a Serino, quindi, ma allargare la propria visione all’Irpinia intera, compito che spetta innanzitutto alle istituzioni.
Un primo passo, in tal senso, è stato compiuto il 16 maggio con il tavolo di lavoro convocato dall’assessore provinciale al Turismo, Sport e Spettacolo, Raffaele Lanni, in cui si è discusso di turismo con l’obiettivo di sottoscrivere un’intesa individuando i siti da valorizzare, potenziando le infrastrutture e migliorando la qualità dei servizi. Per ora sono solo chiacchiere, ma è importante che se ne parli.

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Sanità, Alaia lancia l’allarme: “Servono fondi per salvare il Crom di Mercogliano”

Nuovo allarme per il Crom di Mercogliano, lanciato da Salvatore Alaia. L’ex sindaco di Sperone, sostenuto tra gli altri dall’oncologo Antonio Giordano, sta portando avanti una battaglia per evitare la chiusura del Centro di Ricerca Oncologica di Mercogliano, che rischia di scomparire a causa della mancanza di fondi. Alaia aveva sollevato dei dubbi circa il futuro del Crom già diverse settimane fa e non si è fermato davanti alla rassicurazioni del dottor Tonino Pedicini e del prof. Giuseppe Castello. Il direttore generale e il responsabile tecnico dell’istituto di ricerca, infatti, avevano giudicato non rispondente alla realtà dei fatti l’allarme lanciato dall’ex sindaco, che ha voluto verificare in prima persona quale sia il reale impegno economico delle istituzioni a sostegno del Crom.
Dalle ricerche condotte da Alaia, che nella mattina di oggi si è recato presso il centro direzionale delle Regione Campania, è emerso che allo stato attuale sono stati erogati soltanto 7 dei 20 milioni di euro stanziati in favore del Centro di Ricerche per gli anni che vanno dal 2006 al 2011. “Dal capitolo spese 7258 della Regione Campania – dichiara l’ex sindaco di Sperone – risulta che sono stati versati al Crom 2 milioni di euro per l’anno 2007 e 5 milioni per il 2008. Nel biennio successivo, invece, risulta un impegno di spesa per un totale di 5milioni e centomila euro, distribuiti in questo modo: 3milioni e 80mila euro nel 2009 e 2milioni e 20mila euro nel 2010. Ciò significa che la Regione si è impegnata a versare tale somma ma che non ha ancora erogato i finanziamenti a causa della mancanza di fondi. Nessun riferimento al Crom nell’anno 2011”.
Il rischio che l’istituto di ricerca scompaia, quindi, si fa sempre più concreto. “Rivolgo un appello – conclude Alaia – a tutti i consiglieri regionali, in particolar modo a quelli irpini, e alla gente di buona volontà affinché si trovi la somma necessaria per garantire al Crom i fondi 2009-2010 in modo che l’attività del centro possa continuare”.