Amare nella libertà

chiaveAmarsi  “da gioia, una gioia piena”, infinita, enorme: vi sentirete vivi e pieni nel cuore. Ciò che vivo è vita, è ciò che sono; ciò che provo è degno della mia attenzione, del mio riconoscimento e di tutto il mio amore. E ogni volta che io mi nascondo un sentimento, oltre che mentirmi, mi taglio una parte di vita. Qualunque cosa io viva è mia, anche se non mi piace, anche se non vorrei che lo fosse. E se c’è parla di me, sono io che l’ho vissuta. Spesso le persone dicono: “A me basta avere la pace”. Ma in questa frase si intende quella vita senza vita, dove non ci sono scossoni, dove non si soffre, dove non ci si entusiasma troppo: una vita senza emozioni; praticamente una vita piatta, anestetizzata. La vita scorre in me. Aver fiducia vuol dire lasciare che tutta la vita ci sia in me, che viva, che scorra.

E’ difficile amare nella libertà. Vuol dire: ti stimo, ti riconosco, provo affetto, anche se non farai come dico io, come penso io; anche se te ne andrai. Quando qualcuno ci critica noi non lo amiamo più e quando qualcuno ci fa dei complimenti gli vogliamo bene di più. Ma è amore o bisogno di approvazione? Siamo così liberi, se agiamo così? Se amiamo solo quelli che ci amano, come possiamo dire che sia amore? E’ interesse, vantaggio (Mt 5,46). L’amore non è solo un sentimento, l’amore è il bene dell’altro. L’amore non può vivere della dipendenza o dell’attaccamento (“Stai con me!; ti prego non andartene!; cosa farò senza di te?”): l’amore vive della libertà.

L’amore si impara, è un cammino. E so che devo andare per gradi, per tappe; so che non posso accelerare il processo o pensare di amare incondizionatamente quando neppure riesco a dire a mia moglie o ai miei figli: “Ti voglio bene”, oppure quando non so esprimere i miei sentimenti o neppure li riconosco. E’ come il Giro d’Italia: non si può fare la seconda tappa se non hai fatto la prima. La prima, allora: come Lui, dar voce a tutto ciò che c’è dentro di me, senza mentirmi, senza maschere, senza vergognarmi di ciò che ho dentro: tutto è degno di esserci se vive in me. Io sono io (e lo accetto). Poi devo esercitarmi nell’amore libero. E so che mi vorrà molto esercizio. Ti amo e ti lascio libero. Non ho rivendicazioni. Io sono io e tu sei tu: io sono libero e tu anche. E chissà che un giorno impari, almeno un po’, l’amore incondizionato: io per te ci sono e ci sarò sempre al di là di tutto.

Quando andremo di là e si aprirà il grande libro dove è scritto tutto ciò che abbiamo fatto e tutto ciò che non abbiamo fatto e che avremmo dovuto fare, noi prenderemo paura perché lì c’è proprio scritto tutto. Ma Dio prenderà il libro e lo butterà via. E ci dirà solo: “Io ho voglia di stare con te. Ti va di venire?”. E senza meriti, senza nessun attestato di bravura, noi decideremo se entrare o no.

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