In lacrime sulla passerella. E’ giusto obbligare i bambini a sfilare?

E’ giusto obbligare i bambini a sfilare? Gli piace davvero stare su una passerella, in giacca e cravatta, con i riflettori puntati negli occhi? La risposta sta nelle lacrime del baby modello, un bambino di 4 o 5 anni, che durante il défilé di chiusura di Smalto, a Parigi, è scoppiato in pianto mentre sfilava tenuto per mano dal top Alexandre Cunha. Il piccolo si è calmato soltanto quando il modello lo ha preso in braccio, sfoderando uno dei suoi sorrisi migliori, incurante di sgualcire il costosissimo capo che indossava per l’occasione.
Complimenti a Cunha per il bel gesto e per aver stemperato ottimamente il momento di tensione. Ma il dilemma resta.
Baby modelli sì o no? Esporre un bambino a tanta tensione e aspettativa è giusto? Non si conoscono i motivi del pianto – forse la paura di trovarsi di fronte a tanta gente, forse i riflettori o lo stesso abbigliamento, così poco confortevole – ma è evidente che il mini modello non sia stato preparato adeguatamente ad affrontare la situazione, errore tanto grave quanto quello di costringere dei bambini a sfilare. E tutto per le smanie di protagonismo dei genitori, che ricavano anche un bel po’ di soldi gettando i loro figli in pasto all’avido mondo della moda e dello show-bis.

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