Complicità e rispetto, gli ingredienti per un’amicizia autentica

corsa

Qualche giorno fa vi ho detto che non vale la pena inseguire persone che sanno dove trovarci. Oggi voglio parlarvi del valore dell’amicizia, del rispetto e della complicità.

Capita a volte che una persona senta il bisogno di allontanarsi, di starsene nella propria caverna – citando John Gray – e allora il compito dell’amico è quello di comprenderlo e rispettarlo, di lasciargli i suoi spazi senza far mancare supporto e affetto.

Un amico che sta affrontando un momento difficile non è qualcuno che fa il prezioso, che ci snobba. E’ qualcuno che ha bisogno di noi in un’altra forma, che non è quella delle uscite e delle bevute, ma della comprensione e del sostegno morale. Della presenza non invadente ma costante.

Quando un amico ci chiede spazio, bisogna imparare ed essere complici. Un complice è colui che accetta, protegge e rispetta i nostri tempi, i nostri ritmi, le nostre scelte. Che non ci mette pressione ma è pronto a riaccoglierci nel momento in cui decideremo di uscire dalla caverna e tornare alla civiltà. Qualcuno di cui fidarsi, con cui è possibile essere se stessi sempre, senza maschere e senza finzioni.

Avere un complice significa avere un compagno di squadra, qualcuno che corre al tuo fianco per raggiungere il medesimo obiettivo, che non ti rimprovera per un tiro sbagliato ma al momento giusto ti fornisce l’assist per il gol decisivo.

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