L’amore è più forte, non arrenderti mai

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La vita ci regala sorprese inaspettate, che ci fanno scoppiare il cuore di una gioia mai provata prima. In questi momenti raramente ci accorgiamo di quando siamo felici ma, appena la sorte ci volta le spalle e una nuova ferita si apre sulla pelle, ecco che cerchiamo un appiglio che ci salvi dal precipitare nel baratro. Per me è la scrittura.

Tante volte, nei momenti bui, ho celebrato la bellezza della vita riaffermando la convinzione che non bisogna mai perdere la fiducia perché, per quanto la notte possa essere buia, il sole tornerà a splendere riempiendo i nostri giorni d’amore e soddisfazioni. Stasera non sarò da meno.

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Davanti a me si apre un abisso fatto di incertezza e paura, ma voglio ancora confidare nella vita, nella bontà di Dio, in me stessa. Voglio credere che le cicatrici posso rimarginarsi, che gli errori possono essere perdonati, che l’amore trionferà e sarà più forte delle incomprensioni. Che domani sarà un giorno nuovo, purificato dalle lacrime, che ci troverà pronti a riprendere il nostro cammino accanto a chi amiamo. Che sapremo procedere mano nella mano, rispettando il passo dell’altro senza forzarlo né rallentarlo; che se ci allontaneremo un po’ sarà soltanto per ritrovarci più forti e innamorati di prima.

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Complicità e rispetto, gli ingredienti per un’amicizia autentica

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Qualche giorno fa vi ho detto che non vale la pena inseguire persone che sanno dove trovarci. Oggi voglio parlarvi del valore dell’amicizia, del rispetto e della complicità.

Capita a volte che una persona senta il bisogno di allontanarsi, di starsene nella propria caverna – citando John Gray – e allora il compito dell’amico è quello di comprenderlo e rispettarlo, di lasciargli i suoi spazi senza far mancare supporto e affetto.

Un amico che sta affrontando un momento difficile non è qualcuno che fa il prezioso, che ci snobba. E’ qualcuno che ha bisogno di noi in un’altra forma, che non è quella delle uscite e delle bevute, ma della comprensione e del sostegno morale. Della presenza non invadente ma costante.

Quando un amico ci chiede spazio, bisogna imparare ed essere complici. Un complice è colui che accetta, protegge e rispetta i nostri tempi, i nostri ritmi, le nostre scelte. Che non ci mette pressione ma è pronto a riaccoglierci nel momento in cui decideremo di uscire dalla caverna e tornare alla civiltà. Qualcuno di cui fidarsi, con cui è possibile essere se stessi sempre, senza maschere e senza finzioni.

Avere un complice significa avere un compagno di squadra, qualcuno che corre al tuo fianco per raggiungere il medesimo obiettivo, che non ti rimprovera per un tiro sbagliato ma al momento giusto ti fornisce l’assist per il gol decisivo.

Paura? No grazie, preferisco l’amore

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Paura. Amore. Due termini antitetici su cui, spesso, si gioca la nostra esistenza. Da una parte, un sentimento che paralizza, gela il cuore e il corpo e rende incapaci di qualsiasi reazione che non sia la fuga. Dall’altra, un sentimento che abbatte ogni barriera, apre alla bellezza e alla gioia della vita, rende fecondi, liberi.

In mezzo, la speranza: il motore propulsore del cambiamento, in grado di scardinare il muro della paura e mostrare che un nuovo mondo è possibile. Basta solo aver fiducia. E la fiducia non è un sentimento passivo, l’aspettare che accada qualcosa, è credere in se stessi e nelle proprie capacità, rimboccarsi le maniche ogni giorno e costruire la vita che si desidera.

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Ci saranno momenti difficili, eventi che non capiremo, solitudini che ci stringeranno il cuore. L’importante è non lasciarsi scoraggiare ma perseguire con forza e determinazione il proprio obiettivo, senza accontentarsi di ciò che si trova lungo la strada solo per timore di rimanere a mani vuote.

La vita ci dà tanto, impariamo a non sprecarne i doni per paura o per inseguire chimere, spinti da un’eterna insoddisfazione e dal desiderio di avere qualcosa in più, qualcosa di nuovo e più eccitante.

Il brivido dell’avventura ci fa sentire vivi ma dura un attimo. L’amore è impegnativo e richiede sacrificio ma, forse, vale la pena.

Cos’è l’amore?

Un giorno chiesi a un saggio: «Cos’è l’amore?».
Non mi parlò di sentimenti né di cuori che battono all’impazzata né di corpi che si uniscono nell’urgenza del desiderio. Niente di tutto questo.
«L’amore – mi disse – è essere responsabile dell’altro. E’ avere cura dell’altro e continuare a stargli accanto anche quando diventerà antipatico e insopportabile, anche quando la penserà diversamente da te, non ti comprenderà, non ti desidererà e non riuscirà più a rintracciare nel suo cuore il sentimento che vi ha unito. Amare è accogliere l’altro così com’è, giorno dopo giorno, con i suoi limiti e le sue debolezze. Amare è perdonare anche quando fa troppo male, anche quando vieni tradito. In amore non esiste l’espressione “ho perso la fiducia in te”. Gesù non ha perso la fiducia nei suoi discepoli. Erano stati tre anni con lui e non avevano capito niente, nel momento della prova lo avevano abbandonato e rinnegato ma lui ha spalancato le sue braccia sulla croce e li ha raccolti in un immenso abbraccio. Non li ha cacciati via, ha continuato a credere in loro e ad amarli. Sei vuoi amare veramente, devi fare come Gesù: accogliere, perdonare, dare la vita».
«E’ un discorso duro, chi potrà comprenderlo?», domandai perplessa.
«Ricorda, la vita regala momenti di grande gioia ma solo nella misura in cui sei disposta a  sacrificarti. I sentimenti degli uomini sono inaffidabili, cambiano spesso, e anche il desiderio svanisce. L’unico modo per rendere l’amore eterno è lottare per esso ogni giorno senza arrendersi mai, neppure quando tutto sembra perduto».
Ringraziai il saggio e andai via. Alla prossima domanda solo io avrei potuto trovare la risposta: sono capace di amare così?