Frutta secca: fa bene e non fa ingrassare

frutta seccaLa frutta secca non solo fa bene alla salute ma non fa ingrassare. Il falso mito che voleva noci, nocciole e company nemici della dieta è stato sfatato qualche giorno fa da uno studio condotto dalla Loma Linda University in California e pubblicato sulla rivista Plos One. Secondo le ultime scoperte, la frutta secca aiuterebbe a mantenere il peso forma, perché nonostante l’elevato apporto calorico, ha un elevato contenuto di grassi insaturi, che si metabolizzano molto velocemente e apportano numerosi benefici all’organismo, e di proteine, fibre, vitamine, acidi grassi essenziali omega 3, che aumentano il senso di sazietà inducendo quindi a mangiare meno.

Inoltre, noci, nocciole, mandorle e simili sono preziosi alleati per il sistema cardiovascolare. Chi ne consuma regolarmente, infatti, ha il 29 per cento di possibilità in meno di morire per patologie cardiovascolari (perché i semi oleaginosi aumentano il colesterolo «buono» HDL che aiuta a tenere sotto controllo la pressione arteriosa e ad abbassare i livelli di infiammazione) e l’11 per cento in meno di tumore.

La frutta secca presenta anche molte vitamine, specialmente la A e la E; in minore quantità abbondano la vitamina C e la vitamina K. Soprattutto nella frutta oleosa ci sono molti sali minerali, come il potassio, il fosforo, il magnesio, il calcio e lo zinco. Le noci, le nocciole, ma soprattutto le mandorle, sono ricche di ferro. Elevato è anche il quantitativo di fibra. Contenendo molti sali minerali, la frutta secca è consigliata a chi fa sport, perché aiuta a reintegrare le sostanze nutritive che si perdono a causa della sudorazione.

Tuttavia, dal momento che 100 g di frutta secca apportano pressoché 600 calorie, una porzione ragionevole non dovrà superare i 20 g al giorno, o gli “effetti collaterali” supererebbero i benefici.

Nocciole: sono tra i frutti più ricchi di vitamina E. Contengono inoltre fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie. Contengono grassi buoni, in grado di abbassare i livelli del colesterolo LDL. Presentano un buon contenuto di magnesio, un minerale che regola i livelli di calcio nei muscoli.

Noci: ricche in vitamina E, acidi grassi Omega 3, Omega 6 e magnesio, sono astringenti, toniche, cicatrizzanti, antinfiammatorie, disinfettanti contro i parassiti intestinali e capaci di regolare i livelli ematici di zuccheri riducendo il rischio di sviluppare aterosclerosi e malattie cardiovascolari.

Mandorle: contengono proteine, acidi grassi monoinsaturi, vitamine (soprattutto B2 e la E) e numerosi sali minerali (manganese, magnesio, calcio, rame, fosforo), sono dunque considerate antiansia, migliorano l’umore, aiutano l’intestino (stipsi) e la concentrazione.

Pistacchi: ricchi di vitamine del gruppo A e B, proteine, omega 6 e sali minerali, aiutano contro l’artrite, il diabete e le affezioni della pelle.

Arachidi: presentano un alto contenuto di arginina (fondamentale per la crescita), sali minerale e sono una buona fonte di polifenoli (resveratrolo), sostanze ad elevato potere antiossidante.

Pinoli: apportano proteine, fibre, provitamina A, vitamina E, ferro, calcio, magnesio e amidi, e sono consigliati a chi soffre di stanchezza cronica e debolezza. Molto utili anche per potenziare l’energia mentale.

Anacardi: contengono un’alta percentuale di grassi monoinsaturi, acido folico, vitamine B1 e B2, selenio e steroli vegetali, sono antidepressivi e contrastano il colesterolo cattivo.

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Etichette: come leggerle per scegliere gli alimenti giusti

Donna-al-supermercato_h_partbScegliere l’alimento giusto è il primo passo verso dieta sana ed equilibrata e rappresenta un atto di responsabilità verso il nostro benessere. L’etichetta, letta spesso distrattamente o ignorata del tutto, è uno strumento prezioso nella scelta dei cibi da acquistare poiché riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto e fornisce una serie di indicazioni per comprendere come i diversi alimenti concorrono ad una corretta alimentazione.

IL DECALOGO – Saper leggere correttamente le etichette è fondamentale. Ecco dieci consigli pratici per orientarti nel difficile mondo degli alimenti:

  1. Leggi scrupolosamente le etichette sulle confezioni. Più informazioni leggi, tanto migliore sarà il tuo giudizio su quel prodotto.
  2. Ricorda, le illustrazioni riportate sulle confezioni sono puramente indicative. Hanno lo scopo principale di richiamare la tua attenzione e non sono necessariamente legate all’aspetto reale del prodotto
  3. Attenzione all’ordine degli ingredienti di un prodotto. Gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità; il primo dell’elenco è più abbondante del secondo e così via.
  4. Consuma il prodotto entro la data di scadenza indicata in etichetta. Dopo la scadenza il prodotto può deperire rapidamente e non essere più sicuro per la tua salute
  5. Non confondere la data di scadenza di un prodotto con il termine minimo di conservazione; se trovi sull’etichetta la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…”, il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche come il sapore e l’odore ma può essere consumato senza rischi per la salute
  6. Controlla il peso netto/sgocciolato dell’alimento. Spesso possiamo essere tratti in inganno dalle dimensioni delle confezioni
  7. Se soffri di allergie alimentari controlla sempre nell’elenco degli ingredienti la presenza di eventuali allergeni. La lista degli allergeni viene periodicamente aggiornata alla luce delle conoscenze scientifiche più recenti
  8. Mantieni sempre i prodotti refrigerati e quelli surgelati alla temperatura indicata sull’etichetta e riponili, subito dopo l’acquisto, nel frigorifero o nel congelatore. Ricorda che il freddo non uccide i batteri anche se ne rallenta o ne impedisce temporaneamente la crescita
  9. Se compri pesce in pescheria controlla i cartelli esposti. Accanto al pesce fresco si può vendere anche pesce decongelato, il venditore è tenuto ad esporre le indicazioni obbligatorie, tra cui quelle sulla provenienza
  10. A parità di qualità e prezzo preferisci gli alimenti confezionati con materiale riciclato/riciclabile; leggi bene le indicazioni sul materiale utilizzato per il confezionamento o l’imballaggio (AL alluminio, CA cartone, ACC acciaio ecc), darai una mano alla salvaguardia dell’ambiente.

Giornata mondiale dell’acqua: per ridurre gli sprechi una dieta a basso impatto ambientale

Si celebra oggi la giornata mondiale dell’acqua, giunta alla ventesima edizione, che nasce con il nobile obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’acqua ed invocare una gestione sostenibile delle risorse di acqua dolce. Coordinata dalla Fao – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – la giornata vuole spingere a riflettere sull’importanza del legame tra l’acqua e la sicurezza alimentare.
“Il mondo ha sete perché abbiamo fame”, questo il tema scelto per il 2012 che intende indagare lo stretto legame che intercorre tra il fabbisogno alimentare e il consumo di acqua potabile.
Ogni giorno ciascun individuo ha bisogno di bere dai due ai quattro litri di acqua. Una quantità esigua se si pensa che per produrre l’alimentazione giornaliera di una persona occorrono da 2.000 a 5.000 litri d’acqua. Un consumo giornaliero che varia in maniera decisa in funzione del proprio regime alimentare: seguire una dieta vegetariana richiede un consumo compreso tra i 1.500 e i 2.600 litri d’acqua, cifre che salgono tra i 4.0000 e i 5.400 qualora si includa un consistente apporto di carne.
E’ dunque il fabbisogno di cibo che genera la carenza idrica. La terra deve sfamare sette miliardi di persone, cifra destinata ad aumentare a nove miliardi entro il 2050.
Per poter nutrire l’intera popolazione è essenziale innanzitutto garantire l’acqua, in quantità sufficiente e qualità adeguata, a tutti. La soluzione auspicabile sarebbe quella di produrre più cibo usando meno acqua, non solo riducendo gli sprechi e le perdite ma anche andando verso regimi alimentari più sostenibili, ossia diete a basso impatto ambientale, che contribuiscono a condurre una vita sana e alla sicurezza alimentare e nutrizionale delle generazioni presenti e future.
L’appello arriva direttamente da Ban Ki-Moon, il segretario generale dell’Onu, che nel suo intervento alla cerimonia per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2012 ha affermato che per produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale e’ necessario impegnarsi a fare un uso sostenibile dell’acqua, la “risorsa più critica e limitata del pianeta. Se non riusciremo ad usare in modo più saggio l’acqua in agricoltura, falliremo nel nostro intento di porre fine alla fame e daremo invece adito a tutta una serie di mali: siccità, carestia, instabilità politica”.
La mancanza d’acqua può essere una delle cause principali di carestia e malnutrizione, soprattutto nelle aree geografiche le cui popolazioni dipendono dall’agricoltura locale per cibo e reddito. Precipitazioni irregolari e differenze stagionali nella disponibilità d’acqua possono causare scarsità di cibo temporanee. Inondazioni e siccità possono dare origine ad alcune delle emergenze alimentari più acute.
“Ogni 17 secondi un bambino muore per le conseguenze di mancanza di acqua pulita. Nonostante i risultati raggiunti, sono ancora 783 milioni le persone nel mondo a non avere accesso all’acqua potabile e miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari”. A ricordarlo è Guido Barbera, presidente del Coordinamento di associazioni Solidarietà e Cooperazione Cipsi, in un intervento sulla home page della ong. “Restano differenze notevoli tra le diverse aree geografiche, basti pensare che oltre il 40% della popolazione globale che non ha accesso all’acqua potabile vive nell’Africa Sub-Sahariana. Nonostante i recenti annunci sul raggiungimento dell’Obiettivo di dimezzare la percentuale di persone senza accesso all’acqua potabile, non possiamo dormire sonni tranquilli di fronte alla tragica situazione ancora esistente”.