Europei di Nuoto 2012: l’Italia brilla con 18 medaglie e tanti giovani di talento

Le 18 medaglie conquistate agli europei di nuoto di Debrecen (Ungheria), conclusisi nella giornata di ieri, confermano l’ottimo stato di salute del movimento italiano e accendono le speranze in vista delle Olimpiadi di Londra.
n c’è solo Federica Pellegrini, che dopo la conquista dell’oro nei 200m sl non riesce ad andare oltre le batteria nei 400m, registrando un clamoroso flop che però non preoccupa in chiave olimpica. Più di tutti spicca l’oro nei 100m sl di Filippo Magnini, che torna sul gradino più alto del podio dopo anni di astinenza. Largo anche ai giovani, che iniziano a farsi spazio mantenendo alto il nome dell’Italia del nuoto. Su tutti Gregorio Paltrinieri, fantastico vincitore dei 1500 sl a soli 17 anni, e Alice Mizzau che oltre ad un prezioso contributo nelle staffette ha fatto registrare un quarto posto individuale nei 100sl.
Meglio di così non poteva andare. L’Italia chiude il medagliere degli europei di Debrecen con 18 medaglie, sei d’oro, otto d’argento e quattro di bronzo. Un bottino che vale il terzo posto dietro all’Ungheria (9 ori, 10 argenti, 7 bronzi) e la Germania (8 ori, 6 d’argento, 3 bronzi). Quarto posto per la Francia.

Medagliere europei nuoto: (oro-argento-bronzo)

1 Ungheria           9 – 10 – 7
2 Germania         8 – 6 – 3
3 Italia                  6 – 8 – 4
4 Francia              4 – 4 – 3
5 Spagna              3 – 1 – 3
6 Svezia                2 – 4 – 2
7 Norvegia           2 – 0 – 1
8 Grecia                1 – 0 – 5
9 Israele                1 – 0 – 4
10 Rep. Ceca       1 – 0 – 2

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Bandiera Blu 2012: in Italia premiate 246 spiagge

Sono 246 le spiagge italiane promosse con la Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale assegnato ogni anno dal FEE con il patrocinio dell’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e dell’UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo). Nel 2012 la classifica si è arricchita con ben tredici new entry: lo scorso, infatti, furono assegnate solo 233 Bandiere Blu.
L’ambito riconoscimento non viene conferito soltanto in base alla qualità delle acque, ma anche tenendo conto di altri criteri come le attività di educazione ambientale e informazione portate avanti nella località in questione, la gestione ambientale, i servizi e la sicurezza.
Analizzando più a fondo la lista fornita da FEE (Foundation for Environmental Education) Italia, si nota che circa il 90% delle Bandiere Blu sono state assegnate a località balneari già premiate con questo riconoscimento l’anno scorso. Tuttavia, si registra anche l’ingresso di nuove spiagge, che hanno ottenuto la Bandiera Blu per la prima volta, e il rientro di località rimaste escluse negli anni passati.

PIEMONTE (2): Cannero Riviera (Verbania); Cannobio Lido (Verbania)

LOMBARDIA (1): Gardone Riviera (Brescia)

FRIULI VENEZIA GIULIA (2): Grado (Gorizia); Lignano Sabbiadoro (Udine)

VENETO (6), provincia di Venezia: San Michele al Tagliamento – Bibione, Caorle, Eraclea- Eraclea mare, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia – Lido di Venezia;

LIGURIA (18): Camporosso, Bordighera, Sanremo – Imperatrice (Imperia); Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona -Fornaci, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Lerici, Ameglia – Fiumaretta (La Spezia)

EMILIA ROMAGNA (8): Comacchio-Lidi Comacchiesi (Ferrara); Ravenna – Lidi Ravennati, Cervia-Milano Marittima/Pinarella/Cervia (Ravenna); Cesenatico, San Mauro Pascoli-San Mauro mare (Forlì-Cesena); Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico (Rimini)

TOSCANA (16)
: Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio (Lucca); Pisa-marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone (Pisa); Livorno-Antignano/Quercianella, Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Cecina-Marina/Le Gorette, marina di Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Piombino-parco naturale della Sterpaia (Livorno); Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto)

MARCHE (16): Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo-Marotta (Pesaro-Urbino); Senigallia, Ancona Portonovo, Sirolo, Numana (Ancona); Porto Recanati, Potenza Picena – Porto Potenza, Civitanova Marche (Macerata); Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); – LAZIO (5): Anzio (Roma); Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Ventotene-Cala Nave (Latina)

ABRUZZO (14): Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi (Teramo); Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto-Punta Penna/San Tommaso,, San Salvo (Chieti); Scanno (L’Aquila)

MOLISE (2)
: Termoli, Petacciato-Marina (Campobasso) –

CAMPANIA (13): Massa Lubrense, Anacapri – Punta Faro/Gradola (Napoli); Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone/Capitello, Pollica-Acciaroli/Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro,Vibonati, Sapri (Salerno)

BASILICATA (1): Maratea (Potenza)

PUGLIA (10): Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare, Monopoli-Lido Rosso/Castello S.Stefano/Capitolo (Bari); Fasano, Ostuni (Brindisi); Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto); Otranto, Melendugno, Salve, Castro (Lecce)

CALABRIA (6): Cariati, Amendolara (Cosenza); Cirò Marina, Melissa-Torre Melissa (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria)

SICILIA (5): Lipari-Lipari/Vulcano (Messina); Ispica-Santa Maria del Focallo/Ciricà, Pozzallo, Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa); Menfi (Agrigento) –

SARDEGNA (6): Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Punta Tegge/Spalmatore, Palau-Palau Vecchio/Sciumara (Olbia-Tempio); Castelsardo-Ampurias (Sassari); Oristano-Torre Grande (Oristano); Quartu Sant’Elena-Poetto (Cagliari).

Giornata mondiale dell’acqua: per ridurre gli sprechi una dieta a basso impatto ambientale

Si celebra oggi la giornata mondiale dell’acqua, giunta alla ventesima edizione, che nasce con il nobile obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’acqua ed invocare una gestione sostenibile delle risorse di acqua dolce. Coordinata dalla Fao – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – la giornata vuole spingere a riflettere sull’importanza del legame tra l’acqua e la sicurezza alimentare.
“Il mondo ha sete perché abbiamo fame”, questo il tema scelto per il 2012 che intende indagare lo stretto legame che intercorre tra il fabbisogno alimentare e il consumo di acqua potabile.
Ogni giorno ciascun individuo ha bisogno di bere dai due ai quattro litri di acqua. Una quantità esigua se si pensa che per produrre l’alimentazione giornaliera di una persona occorrono da 2.000 a 5.000 litri d’acqua. Un consumo giornaliero che varia in maniera decisa in funzione del proprio regime alimentare: seguire una dieta vegetariana richiede un consumo compreso tra i 1.500 e i 2.600 litri d’acqua, cifre che salgono tra i 4.0000 e i 5.400 qualora si includa un consistente apporto di carne.
E’ dunque il fabbisogno di cibo che genera la carenza idrica. La terra deve sfamare sette miliardi di persone, cifra destinata ad aumentare a nove miliardi entro il 2050.
Per poter nutrire l’intera popolazione è essenziale innanzitutto garantire l’acqua, in quantità sufficiente e qualità adeguata, a tutti. La soluzione auspicabile sarebbe quella di produrre più cibo usando meno acqua, non solo riducendo gli sprechi e le perdite ma anche andando verso regimi alimentari più sostenibili, ossia diete a basso impatto ambientale, che contribuiscono a condurre una vita sana e alla sicurezza alimentare e nutrizionale delle generazioni presenti e future.
L’appello arriva direttamente da Ban Ki-Moon, il segretario generale dell’Onu, che nel suo intervento alla cerimonia per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2012 ha affermato che per produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale e’ necessario impegnarsi a fare un uso sostenibile dell’acqua, la “risorsa più critica e limitata del pianeta. Se non riusciremo ad usare in modo più saggio l’acqua in agricoltura, falliremo nel nostro intento di porre fine alla fame e daremo invece adito a tutta una serie di mali: siccità, carestia, instabilità politica”.
La mancanza d’acqua può essere una delle cause principali di carestia e malnutrizione, soprattutto nelle aree geografiche le cui popolazioni dipendono dall’agricoltura locale per cibo e reddito. Precipitazioni irregolari e differenze stagionali nella disponibilità d’acqua possono causare scarsità di cibo temporanee. Inondazioni e siccità possono dare origine ad alcune delle emergenze alimentari più acute.
“Ogni 17 secondi un bambino muore per le conseguenze di mancanza di acqua pulita. Nonostante i risultati raggiunti, sono ancora 783 milioni le persone nel mondo a non avere accesso all’acqua potabile e miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari”. A ricordarlo è Guido Barbera, presidente del Coordinamento di associazioni Solidarietà e Cooperazione Cipsi, in un intervento sulla home page della ong. “Restano differenze notevoli tra le diverse aree geografiche, basti pensare che oltre il 40% della popolazione globale che non ha accesso all’acqua potabile vive nell’Africa Sub-Sahariana. Nonostante i recenti annunci sul raggiungimento dell’Obiettivo di dimezzare la percentuale di persone senza accesso all’acqua potabile, non possiamo dormire sonni tranquilli di fronte alla tragica situazione ancora esistente”.