Bandiera Blu 2012: in Italia premiate 246 spiagge

Sono 246 le spiagge italiane promosse con la Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale assegnato ogni anno dal FEE con il patrocinio dell’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e dell’UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo). Nel 2012 la classifica si è arricchita con ben tredici new entry: lo scorso, infatti, furono assegnate solo 233 Bandiere Blu.
L’ambito riconoscimento non viene conferito soltanto in base alla qualità delle acque, ma anche tenendo conto di altri criteri come le attività di educazione ambientale e informazione portate avanti nella località in questione, la gestione ambientale, i servizi e la sicurezza.
Analizzando più a fondo la lista fornita da FEE (Foundation for Environmental Education) Italia, si nota che circa il 90% delle Bandiere Blu sono state assegnate a località balneari già premiate con questo riconoscimento l’anno scorso. Tuttavia, si registra anche l’ingresso di nuove spiagge, che hanno ottenuto la Bandiera Blu per la prima volta, e il rientro di località rimaste escluse negli anni passati.

PIEMONTE (2): Cannero Riviera (Verbania); Cannobio Lido (Verbania)

LOMBARDIA (1): Gardone Riviera (Brescia)

FRIULI VENEZIA GIULIA (2): Grado (Gorizia); Lignano Sabbiadoro (Udine)

VENETO (6), provincia di Venezia: San Michele al Tagliamento – Bibione, Caorle, Eraclea- Eraclea mare, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia – Lido di Venezia;

LIGURIA (18): Camporosso, Bordighera, Sanremo – Imperatrice (Imperia); Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona -Fornaci, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Lerici, Ameglia – Fiumaretta (La Spezia)

EMILIA ROMAGNA (8): Comacchio-Lidi Comacchiesi (Ferrara); Ravenna – Lidi Ravennati, Cervia-Milano Marittima/Pinarella/Cervia (Ravenna); Cesenatico, San Mauro Pascoli-San Mauro mare (Forlì-Cesena); Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico (Rimini)

TOSCANA (16)
: Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio (Lucca); Pisa-marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone (Pisa); Livorno-Antignano/Quercianella, Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Cecina-Marina/Le Gorette, marina di Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Piombino-parco naturale della Sterpaia (Livorno); Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto)

MARCHE (16): Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo-Marotta (Pesaro-Urbino); Senigallia, Ancona Portonovo, Sirolo, Numana (Ancona); Porto Recanati, Potenza Picena – Porto Potenza, Civitanova Marche (Macerata); Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); – LAZIO (5): Anzio (Roma); Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Ventotene-Cala Nave (Latina)

ABRUZZO (14): Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi (Teramo); Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto-Punta Penna/San Tommaso,, San Salvo (Chieti); Scanno (L’Aquila)

MOLISE (2)
: Termoli, Petacciato-Marina (Campobasso) –

CAMPANIA (13): Massa Lubrense, Anacapri – Punta Faro/Gradola (Napoli); Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone/Capitello, Pollica-Acciaroli/Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro,Vibonati, Sapri (Salerno)

BASILICATA (1): Maratea (Potenza)

PUGLIA (10): Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare, Monopoli-Lido Rosso/Castello S.Stefano/Capitolo (Bari); Fasano, Ostuni (Brindisi); Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto); Otranto, Melendugno, Salve, Castro (Lecce)

CALABRIA (6): Cariati, Amendolara (Cosenza); Cirò Marina, Melissa-Torre Melissa (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria)

SICILIA (5): Lipari-Lipari/Vulcano (Messina); Ispica-Santa Maria del Focallo/Ciricà, Pozzallo, Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa); Menfi (Agrigento) –

SARDEGNA (6): Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Punta Tegge/Spalmatore, Palau-Palau Vecchio/Sciumara (Olbia-Tempio); Castelsardo-Ampurias (Sassari); Oristano-Torre Grande (Oristano); Quartu Sant’Elena-Poetto (Cagliari).

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Oceani mai così acidi: a rischio molte specie marine

Gli oceani non sono mai stati così acidi. A causa degli altissimi livelli di anidrite carbonica, che negli ultimi anni è aumentata in modo evidente, diverse forme di vita marine sono a rischio estinzione. A dare l’allarme è stato uno studio condotto presso la Columbia University, che avrebbe rilevato la presenza di elevate quantità di anidride carbonica nella acque marine.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Scienze, cui ha partecipato un team internazionale di ricercatori provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Paesi Bassi, ha esaminato centinaia di studi ma anche fossili incastrati nei sedimenti del fondo marino da milioni di anni.
Sotto la guida del professor Barbel Honisch per la prima volta sono state ricostruite le dinamiche del processo di acidificazione degli oceani, data dall’aumento di anidrite carbonica, partendo dal periodo chiamato Paleocene-Eocene Thermal Maximum (Petm), ossia da 56 milioni di anni fa.
Confrontando i dati, i ricercatori hanno evidenziato che solo negli ultimi 5mila anni il livello di anidride carbonica è misteriosamente raddoppiato nell’atmosfera nell’arco. Ciò ha provocato un aumento repentino delle temperature medie globali di circa 6 gradi e un drastico mutamento nel panorama ecologico, con la nascita di nuove forme di vita al posto di quelle estinte. Secondo gli scienziati, livelli di C02 negli oceani non sono mai stati così elevati durante le quattro grandi estinzioni di massa della storia, nonostante l’aumento del carbonio provocato dagli impatti con gli asteroidi o dalle eruzioni vulcaniche.
Il notevole tasso di inquinamento non fa altro che peggiorare la situazione. Il fenomeno continuerà ad accentuarsi con sempre maggiore velocità, con previsioni disastrose circa il futuro di molte forme di vita presenti nell’oceano, che potrebbero trasformarsi o estinguersi del tutto.
“Sappiamo che la vita durante gli eventi passati di acidificazione degli oceani non è stata spazzata via – ha commentato il professor Honisch – nuove specie si sono evolute per sostituire quelle estinte. Ma se le emissioni di carbonio industriali continueranno al ritmo attuale, potremmo perdere organismi come barriere coralline, ostriche e salmoni”.
Queste sono solo alcune delle specie a rischio. A scomparire potrebbero essere molte specie di molluschi, coralli e altre forme di vita della barriera corallina. Gli oceani sono particolarmente vulnerabili perché assorbono l’anidride carbonica in eccesso dall’aria provocando di conseguenza un aumento delle temperature delle acque e una maggiore acidificazione. Secondo gli esperti, l’attuale tasso di acidificazione degli oceani è almeno 10 volte più veloce di quanto lo fosse 56 milioni di anni fa.
“Il record geologico suggerisce che l’acidificazione attuale è potenzialmente senza precedenti almeno negli ultimi 300 milioni di anni di storia della Terra, e solleva la possibilità che stiamo entrando in un territorio sconosciuto del cambiamento dell’ecosistema marino”, ha detto il co-autore Andy Ridgwell dell’Università di Bristol.
Lo studio conferma le previsioni pessimistiche degli scienziati. Tornare indietro è possibile ma occorre fare il necessario per limitare i danni al nostro Pianeta.

Scalea

Torno a Scalea, torno nella cittadina dove sono conservati i ricordi più preziosi della mia infanzia: l’acqua salata sulla pelle, le prime nuotate, nonno che mi portava al largo e mamma che gridava “vieni qua”, i pomeriggi passati in bicicletta o in compagnia di un buon libro.
Ci torno con lo sguardo dell’adulta, con negli occhi l’immagine di posti meravigliosi come Sharm el Sheikh e la Tunisia; con nel cuore il ricordo di un tempo passato tutto da rivivere.
Ripenso alla mia casa, che ogni volta mi accoglie generosa, con il suo familiare odore di chiuso e il profumo delle buganville in giardino. Il tragitto fino alla spiaggia non è lungo. Per strada si incontrano negozietti che vendono articoli da mare e gente in costume, carica di ombrelloni e con la pelle ustionata dal sole. Fa caldo ma non lo sento, sono pronta a tuffarmi nell’acqua tiepida. Sul fondale limpido si scorgono i pesciolini grigi, nuotano in cerchio intorno alle mie gambe. Mi immergo completamente, gli occhi aperti, e per un breve tratto li accompagno nella loro corsa. Mi sento finalmente libera.
L’uscita dall’acqua è sempre traumatica, la pelle è bagnata e sembra faccia addirittura freddo, nonostante ci siano oltre 30 gradi. Non amo fare la lucertola al sole, preferisco passeggiare in riva al mare prima di tuffarmi di nuovo.
Poi, mi godo il fresco della sera. Il centro è in fermento. Non ci sono solo napoletani, come accadeva in passato, ma anche tanta gente del nord. Il corso è affollatissimo, ci sono coppie che passeggiano e si fermano a mangiare un gelato in uno dei tanti bar, bambini che fanno i capricci per andare sulle giostre e genitori pronti ad accontentarli. La villa comunale, con il suo parco giochi, è un paradiso per i più piccini. E chi va in cerca di romanticismo e di storia, può sempre fare una passeggiata per i vicoletti di Scalea Vecchia, o salire fino al castello Talao, antica fortezza che domina il mare.

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Bandiera Blu 2011: ecco le spiagge più belle d’Italia

Sono 233 le spiagge italiane promosse con la Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale assegnato ogni anno dal FEE con il patrocinio dell’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e dell’UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo). Nel 2011 la classifica si è arricchita con due new entry: lo scorso, infatti, furono assegnate solo 231 Bandiere Blu.
L’ambito riconoscimento non viene conferito soltanto in base alla qualità delle acque, ma anche tenendo conto di altri criteri come le attività di educazione ambientale e informazione portate avanti nella località in questione, la gestione ambientale, i servizi e la sicurezza.
Analizzando più a fondo la lista fornita da FEE (Foundation for Environmental Education) Italia, si nota che circa il 91% delle Bandiere Blu sono state assegnate a località balneari già premiate con questo riconoscimento l’anno scorso. Tuttavia, si registra anche l’ingresso di nuove spiagge, che hanno ottenuto la Bandiera Blu per la prima volta, e il rientro di località rimaste escluse negli anni passati.
Al primo posto nella classifica regionale si conferma la Liguria con 17 località, seguono Marche e Toscana con 16 località. L’Abruzzo, ora con 14 bandiere, ne guadagna una in più rispetto all’anno scorso, la Campania rimane stabile a quota 12 mentre l’Emilia Romagna guadagna una bandiera portandosi a quota 9.
La Puglia scende a 8 perdendone addirittura 2, il Veneto ha 6 bandiere e il Lazio scende a quota 4, superato dalla Sicilia (6), dalla Calabria e dalla Sardegna (5). Friuli Venezia Giulia e Piemonte riconfermano le 2 dell’anno scorso, Molise e Basilicata hanno 1 bandiera e, per la prima volta, in questa edizione entra una località della Lombardia (Gardone Riviera sul Lago di Garda).
Di seguito la lista completa delle spiagge premiate con la Bandiera Blu 2011:
• Piemonte: Cannero Riviera (Verbania); Cannobio Lido(Verbania);
 Lombardia: Gardone Riviera (Brescia);
• Friuli Venezia Giulia: Grado (Udine); Lignano Sabbiadoro (Gorizia);
• Veneto: San Michele al Tagliamento; Bibione; Caorle; Eraclea mare; Jesolo: Cavallino Treporti-Lido di Venezia (Venezia);
• Liguria: Camporosso, Bordighera (Imperia); Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Lerici, Ameglia-Fiumaretta (La Spezia);
• Emilia Romagna: Comacchio-Lidi Comacchiesi (Ferrara); Lidi Ravennati, Cervia-Milano Marittima; Pinarella (Ravenna); Cesenatico, San Mauro Pascoli-San Mauro mare (Forlì-Cesena); Bellaria Igea Marina, Rimini, Cattolica, Misano Adriatico (Rimini);
• Toscana: Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio (Lucca); Marina di Pisa, Tirrenia-Calambrone (Pisa); Antignano e Quercianella, Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Cecina, Marina di Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Riotorto-Piombino: parco naturale della Sterpaia (Livorno); Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto);
• Marche: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo-Marotta (Pesaro-Urbino); Senigallia, Ancona Portonovo, Sirolo, Numana (Ancona); Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova Marche (Macerata); Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno);
• Lazio: Anzio (Roma); Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga (Latina);
• Abruzzo: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina (Teramo); Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto, San Salvo (Chieti); Scanno (L’Aquila);
• Molise: Termoli (Campobasso);
• Campania: Massa Lubrense (Napoli); Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone e Capitello, Pollica-Acciaroli Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro, Vibonati-Villammare, Sapri (Salerno);
• Basilicata: Maratea (Potenza);
• Puglia: Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare (Bari); Fasano, Ostuni (Brindisi); Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto); Otranto, Melendugno, Salve (Lecce);
• Calabria: Cariati, Amendolara (Cosenza); Cirò Marina (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria);
• Sicilia: Lipari (Messina); Fiumefreddo di Sicilia-Marina di Cottone (Catania), Ispica, Pozzallo, Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa); Menfi (Agrigento);
• Sardegna: Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Punta Tegge Spalmatore (Olbia-Tempio); Castelsardo-Ampurias (Sassari); Oristano-Torre Grande (Oristano); Quartu Sant’Elena-Poetto (Cagliari).

Jerba Sun Club a Djerba

Il Jerba Sun Club si trova a Sidi Mahrez, su una delle spiagge più belle di Djerba. L’hotel è immerso in un giardino di palme e ulivi ed è in tipico stile arabo-moresco, in armonia con l’ambiente circostante. L’hotel dispone di 385 camere, di cui 314 standard dislocate in 3 palazzine, e 71 superior, che si affacciano su un cortile semiprivato con relativa piscina.
Le stanze standard non sono molto spaziose ma sono comunque dotate tutti i comfort (aria condizionata, tv satellitare, telefono, frigobar), e dispongono di doccia o vasca da bagno. Le camere a piano terra affacciano sul giardino dell’hotel e non è raro vedere personale che lavora proprio fuori dal balcone. Il muretto non è alto e sarebbe facile scavalcarlo, perciò meglio non lasciare niente sul terrazzino e tenere la finestra chiusa.
Due i ristoranti compresi nella formula All Inclusive: “Le Mediterranée” con servizio a buffet (dotato di una sala interna con aria condizionata e una sala esterna) e “Piccola Sicilia”. Nonostante venga spacciato per un ristorante italiano, offre gli stessi piatti del “Mediterranée” più la pizza. La cucina, comunque, è abbastanza varia. Ogni giorno vengono serviti piatti internazionali (riso, pasta, carne, pesce) e pietanze tipiche della cucina tunisina (couscous e piatti prevalentemente a base di pesce). Sono presenti anche sette bar, di cui quattro offrono consumazioni incluse nel trattamento del soggiorno.
La spiaggia dista circa 500 metri dal blocco principale della struttura ma per raggiungerla bisogna attraversare la strada, dove passano calessi con cavalli e, meno frequentemente, auto. E’ attrezzata con ombrelloni e lettini ma conviene non arrivare troppo tardi o si rischia di non trovare posto. E’ presente anche un piccolo bar che serve drink inclusi del trattamento. La spiaggia è molto bella, di sabbia dorata. Il mare, quando è calmo, è spettacolare e cristallino, altrimenti è molto probabile trovare alghe ammassate a riva. L’acqua si mantiene bassa per molti metri, ideale per i bambini. L’unica pecca della spiaggia è l’assenza di docce. Per sciacquarsi dopo il bagno in mare bisogna riattraversare la strada ed entrare nella struttura alberghiera, che mette a disposizione i teli previo pagamento di cauzione. Ogni cambio costa 1 dinaro (60 cent).
Il resort dispone di palestra, centro spa, ping pong, due piscine per adulti e per bambini, boutique e parrucchiere. Vicino alla struttura è poi presente un Gran Casinò con 18 tavole e una sala dedicata alle slot. Dista circa 20 minuti dall’aeroporto internazionale, 12 km da Houmt Souk, capoluogo dell’isola, e 6 km da Midoun un tipico villaggio dell’isola che ha conservato il fascino di un tempo.
Consiglio il Jerba Sun Club a chi ha voglia di fare una settimana di vacanza e relax senza spendere troppo. Ottimo il rapporto qualità/prezzo.

I mille colori d’Egitto

Sharm el Sheikh 076

Mi affaccio alla finestra della mia stanza e, mentre un pallido sole illumina il giardino sul retro della casa, ripenso a quelle magnifiche giornate trascorse a Sharm el Sheikh. Sono tornata da circa due settimane, il tempo che occorre ai ricordi per cristallizzarsi e assumere i contorni del sogno. I panorami mozzafiato, le discese a mare sotto il sole rovente, i bagni caldi e le cene esotiche non mi appaiono più come un film, immagini in movimento, ma come singoli fotogrammi strappati all’incuria del tempo che tutto cancella. E ripercorrendo in sequenza le fotografie della memoria mi sembra di tornare in quel paradiso terrestre.
A Sharm el Sheikh piove solo un paio di volte all’anno e, strano ma vero, sono arrivata proprio in uno di quei giorni. Ma è bastato un raggio di sole a mostrarmi la bellezza di quel luogo incantevole, in cui il blu del Mar Rosso si confonde con il verde dei prati ben curati del Sea Magic, il resort a cinque stelle in cui alloggiavo.
Ricordo l’emozione della prima discesa a mare. Alle 9 di mattina il sole era già alto nel cielo e illuminava l’acqua rendendola iridescente. Milioni di stelline brillavano sul mare mentre il cielo era di un celeste tenue che diventava quasi bianco in prossimità dell’isola di Tiran, proprio di fronte alla spiaggia. Arida e secca, la mattina appariva di colore blu, anello di congiunzione tra cielo e mare, ma di pomeriggio mostrava il suo vero volto, quello di una terra arsa e sterile.

Sharm el Sheikh 300
La spiaggia dell’hotel si stendeva per mezzo chilometro, una parte a terrazzamenti con due pontili per accedere alla barriera corallina, e l’altra sabbiosa. I lettini erano abbondanti e comodi ma niente era più forte del fascino del mare. I pesciolini colorati mi nuotavano intorno, provocandomi un misto di curiosità e ribrezzo, l’acqua era calda e limpida, il sole rovente. Tutt’intorno si respirava quell’aria di libertà e relax che solo una vacanza al mare sa donare.
Due volte al giorno, per cinque giorni, sono scesa in spiaggia e poi tornata in hotel per il pranzo ma ogni volta provavo la stessa emozione alla vista di quello spettacolo. Passeggiare per i viali del Sea Magic, orlati di fiorellini colorati, avendo il conforto della brezza marina era un vero piacere anche nelle ore più calde quando il sole picchiava impietoso. Non si udivano rumori né si vedeva gente, tranne qualche altro turista che andava al mare, e tutto era così tranquillo e pieno di pace.
Benché ci fosse la possibilità di mangiare comodamente in spiaggia, per il pranzo preferivo tornare all’hotel che, con i suoi sette ristoranti, offriva sempre una grande varietà di cibo. Ricordo le colazioni abbondanti sulla terrazza che affacciava sul mare e le cene al ristorante orientale, proprio sulla spiaggia, e riassaporo il gusto del pane arabo, così morbido da sciogliersi in bocca.

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Non sono mancati i momenti culturali e quelli avventurosi, con l’escursione al Cairo e il safari nel deserto. Nella capitale ho visitato il Museo delle antichità egiziane – dove sono conservati vecchi reperti, mummie e sarcofagi, i tesori dei faraoni e la preziosa maschera funeraria di Tutankamon – e ho fatto una mini crociera romantica sul Nilo, dalle cui acque è nata la civiltà egizia. A pochi chilometri dal Cairo, nella spianata di Giza, emerge dal Deserto Libico il complesso delle tre piramidi, imponenti monumenti funerari dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino. A poca distanza, percorribile anche a piedi, si trova la Sfinge, figura mitologica dal corpo di leone, simboleggiante la forza, e dalla testa di uomo a rappresentare l’intelligenza.

Nella capitale, dove la gente comune lavora e vive la sua vita quotidiana, si respira un aria di autenticità impossibile da trovare a Sharm el Sheikh dove tutto è costruito a misura di turista. La famosa Nahama Bay, dove gli stranieri amano trascorrere le proprie serate, è la fiera della falsità. Ci sono supermercati e discoteche, locali in cui fumare il narghilè e negozietti di souvenir ma il vero Egitto non potrebbe essere più lontano.

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Un pezzo dell’Egitto autentico l’ho forse visto nel deserto del Sinai, lo stesso in cui il popolo d’Israele ha trascorso i quarant’anni precedenti alla conquista della terra promessa. Lì vivono i beduini, che conducono una vita sospesa tra la tradizione e la modernità. Sono raccolti in piccoli villaggi, alloggiano in tende e si cibano quasi esclusivamente dei prodotti offerti dalla natura incolta. Le donne, nascoste dietro il burka, si occupano di pascolare le caprette mentre gli uomini sono addetti ai cammelli. Non è raro, però, vedere beduini che parlano al cellulare o guidano macchine costose. Sono i beduini moderni, come li ha definiti la guida, gli stessi che mandano i propri figli a scuola solo per un paio di anni, il tempo di imparare a leggere e contare i cammelli. Il resto non ha importanza perché, secondo la loro filosofia, nel momento in cui i giovani acquisissero una certa cultura e scoprissero che esiste un mondo diverso dal loro, abbandonerebbero la vita nel deserto, lasciando scomparire le tribù beduine.
Gli abitanti del deserto ci hanno fatto accomodare nelle loro tende, costruite apposta per ospitare i turisti, e ci hanno offerto da bere il loro the, dalle proprietà curative oltre che dissetanti. Un buon bicchiere di the era proprio quello che mi serviva dopo le corse in jeep sui sentieri dissestati del deserto roccioso. L’autista, un pazzo sconsiderato che sa fare bene il proprio lavoro, non perdeva occasione per arrampicarsi sulle collinette più pericolose, facendoci balzare il cuore in gola. Nonostante la cintura di sicurezza, mi tenevo saldamente aggrappata al sedile con entrambe le mani, con gli occhi fissi sulla strada per vedere quale sarebbe stata la prossima montagna russa. Una grande paura ma anche tanto divertimento e risate con gli altri ragazzi nella jeep.

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La cammellata sulla spiaggia, con il sole a picco e il vento caldo che sferzava, è stata un’esperienza unica così come lo snorkeling. All’inizio ero molto restia ad indossare maschera, pinne e muta ma poi la curiosità ha prevalso sulla diffidenza e mi sono lanciata in questa nuova avventura. Nuotavo costeggiando la barriera corallina mentre alla mia sinistra c’era l’abisso, profondo e impenetrabile. La varietà di pesci era così numerosa che contarli era impossibile.
Del Cairo come di Dahab, c’è un’immagine che porterò dentro per sempre: lo sguardo dei bambini affamati, sfruttati, mandati in strada anziché a scuola. Occhi accusatori che mi mettono di fronte alla mia pochezza, al mio egoismo, alla mia incapacità di amare e donare. E mi ricordano quanto ho avuto io dalla vita, mentre loro non hanno nulla.