Il significato della Quaresima nelle parole di Benedetto XVI

Il Papa all’udienza generale nel Mercoledì delle Ceneri ha svolto la sua catechesi sul tempo di Quaresima che inizia oggi. “Si tratta – ha detto – di un itinerario di quaranta giorni che ci condurrà al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero della nostra salvezza. Nei primi secoli di vita della Chiesa questo era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il sacramento del Battesimo”. Benedetto XVI ha sottolineato che “successivamente, anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a quella di Cristo. La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo… Il tempo che precede la Pasqua è un tempo di metanoia, cioè del cambiamento interiore, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei tempi”. Nella Liturgia si parla di Quadragesima, cioè tempo di quaranta giorni che ci introduce in un preciso contesto spirituale. “Quaranta è infatti il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del Popolo di Dio. E’ una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse”. Il Papa sottolinea l’importanza del numero 40 nella storia di Israele e nella vita di Gesù che “prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni, senza mangiare né bere: si nutre della Parola di Dio, che usa come arma per vincere il diavolo. Le tentazioni di Gesù richiamano quelle che il popolo ebraico affrontò nel deserto, ma che non seppe vincere. Quaranta sono i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al Cielo e inviare lo Spirito Santo”. Il Pontefice ha poi affermato che “l liturgia cristiana della Quaresima ha lo scopo di favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio. I quarant’anni della peregrinazione di Israele nel deserto presentano atteggiamenti e situazioni ambivalenti. Da una parte essi sono la stagione del primo amore con Dio e tra Dio e il suo popolo, quando Egli parlava al suo cuore, indicandogli continuamente la strada da percorrere. D’altro canto, la Bibbia mostra anche un’altra immagine della peregrinazione di Israele nel deserto: è anche il tempo delle tentazioni e dei pericoli più grandi, quando Israele mormora contro il suo Dio e vorrebbe tornare al paganesimo e si costruisce i propri idoli, poiché avverte l’esigenza di venerare un Dio più vicino e tangibile. Questa ambivalenza – ha aggiunto – la ritroviamo in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesù, naturalmente senza alcun compromesso col peccato. Dopo il battesimo di penitenza al Giordano, nel quale assume su di sé il destino del Servo di Dio che rinuncia a se stesso e vive per gli altri e si pone tra i peccatori per prendere su di sé il peccato del mondo, Gesù si reca nel deserto per stare 40 giorni in profonda unione con il Padre. Ma in questo tempo di “deserto” e di incontro speciale col Padre, Gesù si trova esposto al pericolo ed è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce. Questa è l’alternativa al messianismo di potere, di successo: un messianismo di amore, di dono di sé”. Benedetto XVI sottolinea che “questa situazione di ambivalenza descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel “deserto” del mondo e della storia. In questo “deserto” noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità; un’esperienza che ci fa partecipi della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte mediante il Sacrificio d’amore sulla Croce. Ma il “deserto” è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento alla trascendenza. E’ questo anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno. Nonostante questo, anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora”. Il Papa ha infine concluso: “Cari fratelli e sorelle, in questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo. E se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato: sarà l’alba nuova creata da Dio stesso. Buon cammino di Quaresima a voi tutti!”.

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Tunisia: dal mare cristallino all’oro del deserto

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Tramonto nel Sahara

La Tunisia è un luogo vicino ma sorprendentemente lontano, ricco di contraddizioni, in cui modernità e tradizione viaggiano a braccetto. Nonostante le sue dimensioni ridotte, la Tunisia offre una varietà di paesaggi e attrattive che accontenteranno anche i gusti dei viaggiatori più esigenti: colline verdeggianti e rigogliose e paesaggi lunari, palmeti e deserti, spiagge lunghe e sabbiose e resti di antiche rovine. Fare un viaggio in Tunisia significa innamorarsi di quella terra, delle sue bellezze, della sua gente, sempre pronta a sorridere nonostante le difficoltà della vita. Il nostro tour della Tunisia tocca le città più rinomate, le coste e le località balneari, i siti archeologici, il deserto dorato e le oasi verdeggianti.

Cartagine

Cartagine

La capitale, Tunisi, è la sintensi perfetta della nazione: estremamente moderna al centro, dove sono ubicati i palazzi governativi, si trasforma completamente nella medina, la zona vecchia, caratterizzata da stradine strette e case fatiscenti. I turisti affollano i tipici mercati arabi, dove i venditori richiamano l’attenzione sulle loro merci mentre il profumo delle spezie riempie l’aria. Anche qui, come in tutti i paesi arabi, mercanteggiare è la regola. A pochi chilometri dal centro città sorgono le rovine di Cartagine, affacciata direttamente sul mare. Qui è ancora possibile ammirare uno spaccato della vita coloniale romane, con case, terme e luoghi di culto.

Sidi Bou Said

Sidi Bou Said

Particolarmente suggestivo il piccolo centro di Sidi Bou Said, caratterizzato da costruzioni bianche con finestre azzurre, tipico stile mediterraneo che troviamo anche in Grecia e in Andalusia. Ad visitare non solo di giorno ma anche la sera, quando si può ammirare il tramonto sul mare e godersi le numerose viuzze con i negozietti e caffè.

Yasmine Hammamet

Yasmine Hammamet

Il nostro viaggio prosegue verso sud, e più precisamente verso Hammamet. Il cuore antico della città conserva il fascino autentico della Tunisia mentre per i più giovani l’ideale è la moderna di Yasmine Hammamet, dove sorgono lussuosi hote, negozi e discoteche.

Djerba

Djerba

Mare cristallino e limpido a Djerba, una piccola isola situata di fronte alla costa meridionale della Tunisia, non lontana dalla Libia. Famosissima la spiaggia di Sidi Mahrez, su una delle più belle di tutta la Tunisia. Djerba è conosciuta anche per la produzione dei tipici oggetti in terracotta colorata e dei tappeti che vengono esportati in tutto il mondo. Tra le bellezze architettoniche dell’isola, una delle sinagoghe ebree più antiche al mondo e il ponte romano, costruito per collegare Djerba alla terraferma.

Anfiteatro di El Jem

Anfiteatro di El Jem

A metà strada tra Hammamet e Djerba si trova l’anfiteatro di El Jem, altro simbolo della dominazione romana in Tunisia.

Matmata

Matmata

In Tunisia convivono tre tipi di deserto: quello roccioso, quello di sale e l’immensa distesa di sabbia che è il Sahara. Matmata è un villaggio troglodita abitato dai berberi che vivono in case sotterranee ricavate nella roccia. Addirittura, è possibile alloggiare in hotel completamente scavati nella pietra.

Golfo del Gabès

Golfo del Gabès

Paesaggio lunare nel golfo del Gabès sede del set cinematografico di Guerre Stellari, il film di George Lucas. Di raro fascino anche il lago salato di Chott El Jerid. In inverno è un’immensa distesa di acqua, che con il caldo si prosciuga per divenire un’immensa saliera. I minerali conferiscono ai cristalli di sale il loro tipico colore rosso, blu o verde.

Douz

Douz

Prossima tappa del nostro viaggio è Douz, la porta del Sahara, spalancata su una sconfinata distesa di sabbia. Qui il nulla ha il colore dell’oro e la consistenza della cipria. E’ possibile salire su un dromedario e addentrarsi tra le dune. Meglio farlo di sera per gustarsi un imperdibile tramonto nel deserto. Quando il sole cala, tutto si tinge delle tonalità del rosso regalando emozioni indescrivibili. Una notte nel deserto, lontano dalle luci e dal caos della città, permette di ammirare stelle che altrimenti restano invisibili all’occhio umano.

Oasi di Tozeur

Oasi di Tozeur

Il viaggio prosegue verso Tozeur e la sua oasi. La città è una delle più importanti del sud della Tunisia e permette di vedere la vita reale del Paese, quella fatta di fatica e sacrifici. Qui, a pochi chilometri dal Sahara, sorge una delle oasi più verdi e lussureggianti di tutta la nazione, in cui si concentra la maggior parte della produzione mondiale di datteri.

Oasi di Chebika

Oasi di Chebika

Le oasi di montagna, raggiungibili in jeep attraverso piste e strade sterrate, sono veramente un luogo incantato. Quelle più visitate sono Chebika e Tamerza, ricche di vegetazione e di acqua. Siamo al confine con l’Algeria. Risalendo verso nord, arriviamo a Kairouan, quarta città santa dell’Islam, in cui sorge un’imponente moschea.