Donne che odiano l’amore ma vogliono essere amate

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Siamo donne. Siamo esseri emancipati e indipendenti ma allo stesso tempo bisognosi d’amore. Siamo abituate a combattere per dimostrare il nostro valore, cerchiamo di affermare il nostro diritto a essere libere di vivere la vita come più ci piace, senza dover dipendere da un uomo. Siamo abituate a prenderci ciò di cui abbiamo voglia, a nasconderci dietro la maschera della super-donna senza sentimenti, che vive di relazioni fugaci e non vuole impegnarsi.

Siamo talmente abituate a non essere più corteggiate e desiderate che ormai ci stupiamo molto di più se un uomo passa del tempo in nostra compagnia senza provarci piuttosto che se ci salta addosso in cerca di facili avventure.

I tempi sono cambiati, e le dinamiche tra i sessi pure. Ma c’è qualcosa che non cambia mai. La nostra paura di amare e il desiderio di incontrare qualcuno che corra dei rischi per noi, che ci trovi interessanti oltre che appetibili, che voglia stare con noi e non solo con il nostro corpo.

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Siamo state ferite tante volte e abbiamo sempre trovato il coraggio di rialzare la testa. Questo ci ha reso persone forti. Non vogliamo che qualcuno ci sminuisca o ci faccia sentire inutili, vogliamo essere apprezzate per ciò che siamo e non essere cambiate. Quando desideriamo veramente qualcosa combattiamo e non ci importa di dover smuovere mari e monti per ottenerla.

Tuttavia, continuiamo ad aver bisogno di affetto, tenerezza e amore, di qualcuno che ci faccia sentire importanti, amate. Molte volte pensiamo che, intanto che arrivi l’uomo giusto, conviene non rimanere ferme perché ogni lasciata è persa. Ci ripetiamo che è meglio salire sul primo treno che passa perché tanto, male che vada, possiamo sempre scendere e prenderne un altro.

Ciò che non capiamo è che ci buttiamo via, che mentre cerchiamo di anestetizzarci dal dolore ci provochiamo un’altra ferita che ci fa temere un po’ di più l’amore. Che le avventure ci donano il brivido dell’adrenalina ma ci lasciano solo con un gran senso di vuoto.

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Facciamo mea culpa e riflettiamo sul fatto che, se gli uomini pensano che non valga la pena corteggiarci, rispettarci e aspettarci, forse la colpa è anche un po’ nostra. Impariamo a capire cosa vogliamo e a scegliere, e forse non dovremo stupirci più se gli uomini non ci saltano addosso alla prima occasione.

Riacquistiamo il potere delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti, dei nostri corpi e impareremo che riempie molto di più un abbraccio disinteressato, un tocco inaspettato, tenersi per mano e parlare e ridere fino all’alba chiusi in una macchina mentre fuori piove. Impareremo che queste cose lasciano un segno molto più profondo di qualche minuto di piacere, che l’amore ha a che fare molto più con la stima che con il sesso. E allora, forse, saremo veramente libere di amare e lasciarci amare e di vivere la vita che vogliamo davvero.

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L’amore a quindici anni

imagesOggi avevo in mente di scrivere dell’amore a quindici anni, quell’età meravigliosa in cui il sentimento è totalizzante e senza compromessi, vince su tutto, abbatte ostacoli insormontabili e alla fine trionfa. Delle piccole e grandi emozioni che fanno battere forte il cuore. Avevo iniziato con le migliori intenzioni ma a un certo punto mi sono accorta di essere scaduta in una polemica femminista sterile e ben lontana da ciò che avevo in mente, e allora eccomi qua a ricominciare daccapo, salvando poco o nulla di quanto messo nero su bianco prima.
L’amore a quindici anni, dicevo, o meglio durante l’adolescenza. Ieri sera ne parlavo con un amico sostenendo che quella è un’età troppo bella per “fidanzarsi”, ovvero per lasciarsi ingabbiare in schemi precostituiti che tolgono tutta la bellezza e la spontaneità del sentimento. A quindici anni, o diciassette – dicevo – è troppo presto per scegliere una persona rinunciando a tutte le altre, per scendere a compromessi sulla propria libertà e indipendenza in favore di qualcun altro.
L’adolescenza è l’età della spensieratezza, quella in cui l’innamoramento è più bello perché può essere vissuto con la leggerezza che la gioventù offre. È l’età in cui ci si innamora, si gioisce e si soffre in profondità perché ancora non sono state erette le barriere di protezione contro il dolore dell’amore.
Chi non ricorda con un sorriso e un pizzico di malinconia gli amori e le follie dei quindici anni? Sentire il cuore che batte forte forte alla sola vista dell’innamorato, quasi svenire per un suo saluto, aspettare con trepidazione un suo messaggio e fare i salti di gioia al bip del telefono? Chi non ricorda la tensione dei primi contatti, il sapore dei primi baci? Gli incontri segreti, i momenti rubati?
Sensazioni meravigliose e forti che scemano pian piano se incastrate in un “fidanzamento”, sensazioni che ognuno di noi, ma soprattutto i più giovani, dovrebbe provare ancora e ancora per dare energia alla propria vita. Perché l’amore è troppo grande per essere intrappolato in schemi precostituiti.
Si può amare una persona per tutta la vita ma non si smette mai di innamorarsi. Del sorriso di uno sconosciuto in metropolitana, del ragazzo incontrato per caso al supermercato, di qualcuno che attraversa la nostra vita per un momento facendoci battere di nuovo forte il cuore e lasciandoci con quella meravigliosa certezza che tornare adolescenti si può.