Whatsapp inaugura i messaggi vocali

whatsappWhatsApp comincia a parlare. L’applicazione di instant messaging, utilizzata da oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo, ha inaugurato i messaggi vocali. Oltre a poter inviare testi, foto e video, con l’ultimo aggiornamento dell’app è possibile trasformare il proprio smartphone in una sorta di walkie-talkie. Basta premere sull’icona del microfono, sulla destra del campo messaggio, per avviare la registrazione e lasciare il tap per confermare l’invio, oppure scorrere a sinistra per cancellarlo.

La durata dei messaggi è decisa dagli utenti. Il nuovo spazio di conversazione facilita l’accesso a coloro che hanno difficoltà nell’uso dei tasti oppure agli analfabeti. In realtà, la possibilitàdi registrare audio era già prevista nella precedente versione, ma bisognava accedere al menu degli allegati, come per aggiungere foto e video ai messaggi.

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Android Device Manager: ritrova lo smartphone rubato o perso

AndroidÈ pronto al debutto Android Device Manager, la soluzione di Google per rintracciare da remoto smartphone e dispositivi Android perduti o rubati. Si tratta della risposta di Google a Trova il mio iPhone, una funzione che consente già ai possessori di dispositivi iOS di rintracciare il proprio smartphone smarrito o rubato.

Il lancio della nuovissima app targata Google è previsto entro la fine di agosto. Android Device Manager potrà essere scaricato via Google Play da tutti i possessori di uno smartphone equipaggiato con il sistema operativo dell’azienda di Mountain View a partire dalla versione 2.2.

La notizia è stata comunicata sul blog ufficiale della piattaforma, dove si legge che con Android Device Manager si potranno gestire tutte le principali funzioni di localizzazione e controllo remoto, molto utili in caso di furto o smarrimento del device. Sarà possibile rintracciare il terminale facendolo squillare al massimo del volume, (anche se il dispositivo è in modalità silenziosa o vibrazione), oppure inquadrarlo sulla mappa tramite Google Maps. Sarà inoltre possibile, sempre da remoto, bloccare lo schermo o eliminare tutti i dati personali per evitare che possano essere accessibili da parte di persone estranee.

Self-publishing, la nuova frontiera di Amazon

imagesSi chiama Kindle Direct Publishing (Kdp) ed è la nuova piattaforma di self-publishing promossa da Amazon, ormai azienda leader dell’editoria mondiale che, dopo la recente creazione di Kindle Worlds, la piattaforma per pubblicare e vendere storie di fan fiction, e dopo l’acquisizione del social network dedicato ai libri, Goodreads, si apre a una nuova sfida.

Grazie al Kdp, lo scrittore ha la possibilità di modificare il contenuto e il prezzo del libro in qualsiasi momento, da un minimo di 0,86 a un massimo di 173,91 euro. Amazon paga all’autore il 35% del ricavato, percentuale che sale al 70% solo nel caso in cui il prezzo rientri nella fascia tra 2,60 e 9,70 euro. L’azienda si occupa anche di controllare le qualità base del prodotto, lavorando prevalentemente su quattro punti fondamentali: che il libro non sia già in circolazione gratuitamente; che ci sia il rispetto del copyright; che i libri rispondano alle regole dei singoli Paesi; che non siano presenti contenuti proibiti come la pornografia.

Chi pensa solo agli e-book, però, è fuori strada perché i libri possono essere scaricati anche in formato cartaceo, grazie a CreateSpace , piattaforma di print-on-demand : Amazon, cioè, li stampa quando riceve una richiesta di acquisto e li invia a casa dei clienti come accade per tutti gli altri libri.

Attualmente, negli Stati Uniti, oltre il 25% dei titoli nella Top 100 dei più venduti sul Kindle Store (il negozio di ebook di Amazon) sono stati pubblicati con Kdp. L’Italia, come spesso accade, è un po’ indietro in questo settore. Non tutti conoscono Amazon e il Kindle, il dispositivo di lettura digitale, e per questo motivo nel nostro Paese non è ancora disponibile la versione in audiolibro del self-publishing targato Amazon, che arriverà a breve. Il servizio è già attivo in Germania e negli Stati Uniti attraverso Audible.com, compagnia acquistata dal colosso di Jeff Bezos nel 2008.

Gli scrittori avranno a disposizione anche un altro programma, ispirato da Author Central, per farsi conoscere e pubblicizzare il loro lavoro. Il sotfware consente di creare una pagina web, attraverso cui diffondere notizie su di sé, annunciare eventi o presentazioni, pubblicare foto e trailer. Un rimando a questa pagina, inoltre, appare accanto al nome dell’autore quando lo si cerca sul sito di Amazon. Attraverso questi servizi, il colosso dell’editoria mondiale offre a tutti gli autori la possibilità di promuovere se stessi e le loro opere, dandogli maggiore visibilità sul web.

Ecco lo smartphone italiano: elegante, pratico, low cost

design_smartphone_stxNell’eterna lotta tra Apple e Samsung si inserisce un nuovissimo smartphone che porta una firma tutta italiana. Si tratta di Stonex STX Ultra, realizzato dall’azienda lombarda Stonex, che precedentemente aveva messo sul mercato anche lo Stonex STX e lo STX S. L’azienda, prima impegnata nella progettazione e produzione degli strumenti di rivelazione ad altra precisione, si è aperta solo pochi mesi fa al settore della telefonia mobile, con risultati positivi che fanno ben sperare anche per il futuro.

La sfida con i giganti della telefonia è ardua ma lo Stonex STX Ultra presenta caratteristiche di tutto rispetto che lo rendono un prodotto valido e interessante. Innanzitutto, colpisce il design. Lo schermo da 5 pollici è spazioso e ad altissima risoluzione, HD (1280×720 pixel). Il tutto è racchiuso in una cornice di soli 142 millimetri di altezza, 72,9 di larghezza e 8,3 di spessore.

Il sistema operativo è utilizzato è Android, sviluppato da Google e implementato su gran parte dei degli smartphone sul mercato. In particolare, il sistema operativo di STX ULTRA è aggiornato alla recente versione Google Android Jelly Bean 4.2. L’aggiornamento del software, poi, è garantita in modo stabile e sicuro grazie all’applicazione Smart Updater e alla tecnologia Air Technology. Un aspetto fondamentale è la tenuta della batteria. Agli amanti di foto e video, la Stonex dedica una fotocamera da 8 megapixel che permette di registrare video in HD. Infine, lo Stonex STX Ultra ha la possibilità di una doppia scheda SIM, cosa che permette di usare allo stesso tempo il telefono aziendale e quello privato.

Per ora il telefono è disponibile solo in nero classico, ma la Stonex ha assicurato che nel giro di qualche settimana sarà presente in molti colori. Un telefono di tutto rispetto che, in quanto a caratteristiche e funzionalità, va a competere con i giganti della Apple e della Samsung. Competitivo anche il prezzo dello smartphone, 299 euro.

Vacanze, per le foto meglio smartphone o macchina fotografica?

scuole fotografiaLe vacanze si avvicinano e torna l’antico quesito: per le fotografie meglio cellulare o macchina fotografica? Un dilemma che si presenta ogni anno e che ancora non ha trovato risposta.

Gli smartphone, con fotocamere sempre più sofisticate, garantiscono la possibilità di avere foto di buona qualità da condividere immediatamente sui social network. Inoltre, risultato leggeri e poco ingombranti. Ingombro che cresce se al telefonino si aggiunge anche la macchina fotografica. Ma momenti di relax in compagnia delle persone che amiamo, posti nuovi e ricchi di fascino, panorami mozzafiato meritano di essere immortalati con la migliore tecnologia possibile.

Uno smartphone non riuscirà mai a garantire la stessa qualità e gli effetti di una reflex digitale, che permette di catturare e rendere eterni anche i dettagli più piccoli. Inoltre, se il problema è la connettività, è bene sapere che sono in commercio delle macchine fotografiche in grado di collegarsi a internet per condividere immediatamente emozioni e immagini sui social.

E voi che ne pensate, meglio la reflex o lo smartphone?

Fatti smart!: un video del Garante per proteggere la privacy su smartphone e tablet

image_galleryMilioni di persone in tutto il mondo usano smartphone e tablet per comunicare, lavorare e divertirsi. Queste tecnologie consentono di navigare sul web come se si usasse un tradizionale computer e integrano molteplici funzioni e applicazioni, che possono però rivelare molto su scelte e abitudini personali. Nella memoria di smartphone e tablet è conservata, infatti, una grande quantità di informazioni personali spesso delicate, quali foto, filmati, messaggi, dati telematici o la posizione geografica in cui ci si trova in ogni istante della giornata.
Per comprendere a quali pericoli si può essere esposti, basti pensare che a volte si conservano in memoria anche password personali, codici di accesso e dati bancari. Le stesse comunicazioni telefoniche o i messaggi scambiati via e-mail, sms o tramite servizi messenger contengono dati personali.
Per sensibilizzare gli utenti italiani sull’importanza proteggere queste informazioni, il Garante per la protezione dei dati personali ha realizzato un video tutorial con l’obiettivo di offrire alcune semplici e utili indicazioni su come tutelare la propria privacy quando si utilizzano smartphone e tablet.
Il Garante raccomanda agli utenti di adottare semplici ma fondamentali accorgimenti, di tenersi sempre informati e di gestire responsabilmente la conservazione e la condivisione di dati personali, e ricorda che è sempre possibile rivolgersi ai suoi uffici per ottenere informazioni e chiarimenti o per richiedere interventi a tutela della propria riservatezza.

Proteggi i tuoi dati – «Non conservare su smartphone e tablet informazioni troppo personali che potrebbero essere smarrite o rubate, o perfino clonate o attaccate da pirati elettronici – scrive il Garante – Non si dovrebbero mai conservare, ad esempio, password personali, codici di accesso e dati bancari in chiaro. Se vuoi evitare che qualcuno legga di nascosto le tue e-mail e i tuoi sms o che usi a tua insaputa il tuo smartphone o il tuo tablet, usa alcune precauzioni. Imposta sempre un codice PIN abbastanza complicato. Magari imposta anche un codice di blocco. Alcuni sistemi operativi consentono anche di impostare password di sicurezza che bloccano completamente l’accesso ai dati personali. Per farlo, basta collegare smartphone e tablet con il pc e utilizzare il software per la gestione del prodotto. Conserva con cura il codice IMEI, che trovi sulla scatola del prodotto che acquisti e che in caso di furto o smarrimento puoi utilizzare per bloccare a distanza l’accesso al tuo smartphone o tablet».

Quando navighi su smarthone e tablet – «Se ti connetti a Internet e ai social network via smartphone e tablet, verifica le impostazioni privacy e leggi le condizioni d’uso dei servizi. Per navigare sul web, inoltre, installa sempre – se disponibile – software di sicurezza anti-virus informatici o contro le intrusioni da parte di pirati telematici e ladri d’identità digitali. Quando usi connessioni wi-fi gratuite, ad esempio nei locali pubblici, verifica che la navigazione sia protetta con protocolli di scambio dati criptati».

APP-rova di privacy – «Se scarichi delle applicazioni, evita le fonti sconosciute e utilizza sempre i market ufficiali, a meno che tu non sia in grado di valutare autonomamente l’affidabilità della fonte. Una volta installata un’applicazione, verifica se richiede l’accesso a contenuti presenti sul tuo smartphone o sul tuo tablet (ad esempio, le tuo foto o i contatti in rubrica) e leggi con attenzione le condizioni d’uso del servizio».

Vuoi sempre far sapere dove sei? – «Smartphone e tablet hanno funzioni di geolocalizzazione, ma sei tu a decidere se, quando e chi può conoscere la tua posizione. Per disabilitare la geolocalizzazione, puoi disattivare il GPS o la connessione wi-fi quando non usi questi servizi o altri ad essi collegati. È bene, inoltre, controllare anche le impostazioni di geolocalizzazione dei servizi di social network che eventualmente utilizzi su smartphone o tablet. La scelta finale di far sapere o meno dove sei, in fin dei conti, è sempre la tua».

Nick D’Aloisio, milionario a 17 anni grazie a un’app per Yahoo!

Nick-D-AloisioNon ha neppure 18 anni, li compirà tra qualche mese, ed è già milionario. Il tutto grazie a un’app per smartphone acquistata da Yahoo!. Nick D’Aloisio, britannico dalle chiare origini italiane, ha venduto la sua applicazione al più grande portale americano per 30 milioni di dollari. La startup si chiama Summly, e riassume gli articoli di giornale per smartphone. Lanciata lo scorso anno, era stata già riconosciuta da Apple come una delle migliori app per iPhone nel 2012. Yahoo! ha davvero fatto il colpaccio e a confermarlo sono i numeri in Borsa: il titolo del colosso americano ha guadagnato, nella giornata di ieri, lo 0,52% a 23,38 dollari. Stamattina a Francoforte l’azione è salita dello 0,5 per cento, a 23,49 dollari.

COME FUNZIONA SUMMLY – Il baby milionario D’Aloisio, assunto nella sede londinese di Yahoo!, ha raccontato com’è nata l’app, che permette di visualizzare le notizie online, prelevandole da centinaia di siti e facendone un riassunto di circa 400 caratteri. L’idea è arrivata a D’Aloisio mentre si preparava per un esame di storia, facendo lunghe e dispersive ricerche sul web. «Capii che avevo bisogno di qualcosa che semplificasse e riassumesse queste ricerche» ha raccontato alla Bbc nel 2011. La tecnologia di Summly sarà ora integrata con i servizi di Yahoo!, che sta puntando al mondo del mobile per tornare a crescere. L’azienda spiega sul suo blog il motivo di tanto interesse: «La maggior parte di articoli e web pages sono formattati per la ricerca tramite mouse con i click. La possibilità di scorrerle su un telefono o un tablet può essere una grande sfida. Puntiamo a un modo più facile di identificare cosa è importante per noi».

PENSARE GIOVANE – La forza di questo «eccezionale pensatore», spiega Adam Cahan, vicepresidente di Yahoo!, sta nell’età oltre che nell’idea. Nick appartiene a una generazione «che non pensa first-mobile ma mobile-only». In pratica, è un ragazzino abituato ad usare solo telefonini e piccoli schermi ed è in grado di comprendere meglio di altri come i bisogni dei coetanei. «La mia intenzione con Summly era far arrivare la nostra tecnologia – afferma D’Aloisio – al maggior numero di utenti possibile. Con la reputazione di Yahoo! come portale, abbiamo l’opportunità di cambiare le modalità in cui il contenuto è usato».

PROMESSA DELL’INFORMATICA – Figlio di un dipendente della Morgan Stanley e di una mamma avvocato, Nick D’Aloisio ha da sempre avuto il pallino dell’informatica e i suoi genitori lo hanno sostenuto sin dall’età di 12 anni, quando ha cominciato a “codificare” i primi programmi online. Dalle vendite del primo gioco ha guadagnato 79 pound (120 dollari) e «la cosa mi ha motivato molto». I soldi, insomma, contano e quelli che D’Aloisio incasserà per la vendita di Summly verranno messi in un fondo di investimento finché Nick non avrà compiuto la maggiore età per amministrarli a suo piacimento.