17 cose che cambiano per sempre quando vivi all’estero

Che sia Londra o Madrid, Parigi o New York, chiudere la propria vita in una valigia e trasferirsi all’estero è una delle migliori decisioni che si possa prendere. Perché quando te ne vai, quando fai della tua vita un viaggio all’insegna dell’avventura, cresci. Affronti nuove sfide, scopri lati di te che non conoscevi, ti sorprendi e ti lasci sorprendere dal mondo. Impari e ampli i tuoi orizzonti. Migliori. Collezioni ricordi che non ti abbandoneranno mai. Se qualche volte hai vissuto lontano da casa per un periodo, ti identificherai sicuramente in queste 17 cose che cambiano per sempre quando vivi in un altro paese.

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1. L’adrenalina non ti abbandona.
Dal momento in cui decidi di partire, la tua vita diventa un coacervo di emozioni. Nuovi posti, nuove abitudini, nuove persone: la sensazione di iniziare da zero non ti spaventa, diventa come una droga che non ti fa chiudere occhio e ti fa vivere la massimo ogni esperienza. Al bando la parola routine, tutto è semplicemente adrenalinico, persino le nuove sfide e le incertezze quotidiane.

2. Al ritorno tutto è rimasto invariato
Quando torni per qualche giorno a casa ti sorprende che tutto sia rimasto invariato. La tua vita è cambiata a un ritmo frenetico ma il resto segue il proprio ritmo abituale. Gli altri continuano a districarsi tra le loro incombenze quotidiane e capisci che la vita non si ferma.

3. Ti mancano, e ti avanzano, le parole.
Quando ti chiedono “come va?” ti riesce difficile trovare le parole adatte per descrivere la tua nuova vita. Tutto è così eccitante che a un certo punto devi morderti la lingua per evitare di raccontare tutti gli aneddoti divertenti che ti vengono in mente, cosa che ti farebbe sembrare troppo arrogante e rischierebbe di annoiare chi ti ascolta.

4. Capisci che il coraggio è sopravvalutato.
Molti ti diranno che sei coraggioso, che anche loro vorrebbero andarsene però non si azzardano. E tu, anche se hai avuto un po’ di paura, sai meglio di chiunque altro che il coraggio conta forse solo il 10 per cento nelle grandi decisioni. L’altro 90 per cento lo fanno le motivazioni. Quando si tratta di fare grandi passi non ci sono coraggiosi e vigliacchi: accada quel che accada, vai avanti.

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5. E all’improvviso sei più libero.
È probabile che tu abbia la stessa autonomia di prima ma la sensazione di libertà, adesso, è diversa. Se sei scappato dalle comodità e sei riuscito a fare in modo che tutto funzioni a centinaia di chilometri di distanza da casa tua, senti che puoi fare qualsiasi cosa.

6. Smetti di parlare la tua lingua.
A volte ti scappa una parola in un’altra lingua, altre volte ti viene in mente il modo migliore per definire qualcosa ma non ci sono espressioni corrispondenti nella lingua che stai parlando. Quando parli una lingua stranieri, impari e disimpari contemporaneamente. Mentre interiorizzi espressioni e parolacce nella tua seconda lingua, ti eserciti a leggere nella tua lingua originaria affinché non si ossidi.

7. Impari a dire addio e a cogliere l’attimo.
Ti rendi subito conto che molte cose e persone sono di passaggio e che il valore della maggior parte delle situazioni è relativo. Perfezioni l’equilibrio tra creare legami e vivere tutto con distacco: una lotta eterna tra nostalgia e pragmatismo.

8. Possiedi tutto a doppio.
Due schede SIM, due tessere della biblioteca, due conti in banca, due tipi di moneta che, non si sa come, si mischiano quando vai a pagare.

9. Normale? Cos’è normale?
Vivere all’estero e viaggiare ti insegano che “normale” significa socialmente e culturalmente accettato. Così che quando ti immergi in una nuova società o cultura il tuo concetto di normalità si sgretola. Impari che si sono molti modi di fare le cose e tu stesso adotti quelle abitudini che prima sembravano impensabili. Inoltre, impari a conoscerti meglio perché scopri quali sono le cose nelle quali credi veramente e quali sono solo il frutto della tua educazione.

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10. Diventi un turista nella tua città.
Vai a visitare tutte le attrazioni della tua nuova città e presto diventi un esperto perciò, quando un amico viene in visita per pochi giorni e ti chiede qualche raccomandazione, è difficile scegliere poche attività: se fosse per te, gli raccomanderesti di visitare tutto.

11. Impari a essere paziente e a chiedere aiuto.
In un paese straniero, il compito più semplice può diventare una sfida. Inoltrare una richiesta, trovare la parola adatta, sapere quale autobus prendere. Ci sono sempre momenti di disperazione, ma ti armi subito di più pazienza di quanta ne abbia mai avuta e accetti che chiedere aiuto (sull’autobus, in strada, ai tuoi conoscenti) non solo è inevitabile ma è la cosa giusta da fare.

12. Il tempo si misura in attimi.
Come se guardassi dal finestrino di una macchina in corsa, in lontananza il tempo sembra trascorrere molto lentamente mentre da vicino i dettagli passano a una velocità impressionante. Da lontano ti arrivano notizie di come va la vita a casa: compleanni, persone che se ne vanno, date importanti che ti perdi. Al contrario, nella tua nuova città la vita quotidiana va di corsa. Il concetto di tempo si deforma tanto che impari a misurarlo in attimi, in una chiamata su Skype con gli amici di sempre e in una birra con i tuoi nuovi compagni.

13. La nostalgia ti coglie nel momento più inaspettato.
Un alimento, una canzone, un odore. Qualsiasi piccolezza basta a farti venire la nostalgia. Ti manca un dettaglio che non avresti mai immaginato (fare colazione nella cucina di casa tua) e daresti qualunque cosa per poterti ritrovare, anche solo per un istante, in quel posto. O per poter condividere questa sensazione con qualcuno che ti comprenda.

14. Però sai che non è dove, ma quando e come.
Quando torni a casa, a mancarti davvero non è il posto, ma la sua energia e le persone che hai conosciuto. I momenti di vita vera. Quando hai viaggiato, hai diviso la tua quotidianità con persone speciali, con le quali sei stato davvero felice. In ogni luogo in cui hai vissuto resta un pezzettino di te, ma a volte non basta tornare in quella città perché smetta di mancarti.

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15. Cambi
Si legge spesso che esistono viaggi che cambiano la vita. E, al di là dei cliché, vivere all’estero è un viaggio che ti cambia profondamente. Scuoti le radici, abbandoni le certezze, affronti le paure. Vivere a Madrid mi ha cambiato per sempre, in molti sensi, e se non fosse stato per quell’esperienza, adesso non sarei pronta a intraprendere un nuovo cammino. Non ci credi prima, non te ne accorgi durante. Ma un giorno lo vedrai chiaramente: viaggiare ti ha fortificato. Sei migliorato, le tue ferite si sono rimarginate, hai vissuto, sei cambiato.

16. La casa entra in una valigia.
Nel momento in cui metti la tua vita in una valigia, ciò che intendevi per “casa” non esisterà più. Quasi tutto ciò che possiedi è rimpiazzabile. Ovunque andrai, comprerai nuovi vestiti, nuove tazze, nuovi libri, ma arriverà il momento in cui, nella tua nuova città, ti sentirai veramente a casa. La casa è ciò che ti accompagna, chi ti lasci alle spalle, sono le strade dove trascorri le tue giornate. Casa sono anche gli oggetti che affollano il tuo nuovo appartamento, quelli che lascerai senza rimpianti quando arriverà il momento di andartene. Casa sono i ricordi, le conversazioni a distanza con famiglia e amici, un pugno di fotografie. Home is where the heart is.

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17. Non si torna indietro.
Ora sai cosa significa rinunciare alle comodità, iniziare daccapo e meravigliarti ogni giorno. E il mondo è così grande… come rinunciare a continuare a scoprirlo?

Hai vissuto all’estero? Cos’altro aggiungeresti a questa lista? Lasciaci un commento e raccontaci la tua esperienza!

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Madrid: bellezza, incanto e nostalgia

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Madrid. Una parola, migliaia di ricordi che affiorano alla mia mente. Volti, suoni, immagini e sapori nuovi. Una rinnovata gioia di vivere. Colta da un’improvvisa voglia di raccontare, accompagnata dalla nostalgia di giorni felici e ricchi di sole, mi accingo a scrivere questo post in un pigro pomeriggio di inizio dicembre.

20140425_182448Il primo fotogramma è quello di casa mia – l’accampamento, come lo chiamavo allora – un enorme appartamento di nove stanze ubicato in calle Atocha, una delle strade principali della capitale spagnola. È un mestisaje di nazionalità e lingue, ci sono francesi, irlandesi e scozzesi, portoghesi, venezuelani e persino un vietnamita. All’inizio è dura convivere con tanta gente ma presto la diffidenza lascia il passo all’amicizia e niente è più bello che tornare a casa e sentire una voce amica che ti saluta e ti chiede come sia andata la tua giornata.

Siamo al quarto piano, sotto è tutto un via vai di gente, spagnoli indaffarati e turisti leziosi che si godono una passeggiata dal Parque del Retiro a Puerta del Sol, centro della vita e della movida madrilena. Poco più lontano sorge Plaza Mayor, con i suoi palazzi colorati e i portici pieni di locali in cui è possibile gustare piatti tipici della tradizione spagnola.

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Non manca la paella, classico intramontabile della cucina iberica, ma la 2014-12-01_18.53.27sorpresa più piacevole sono le tortillas rellenas, frittate con patate ripiene di ogni condimento, accompagnate da gustose salsine. E per i più golosi, caramelle, dolci e yogurt gelato a volontà.

Non c’è bisogno di camminare molto per arrivare al Mercado de San Miguel, mercato gastronomico che offre le migliori specialità spagnole ed europee. E, parlando di mercato, impossibile non citare il famoso Rastro, il mercatino delle pulci che si svolge ogni domenica alla Latina, il quartiere più colorato ed esuberante di Madrid.

Tra le bellezze architettoniche, camminando ancora un po’, si trovano Palacio Real e la Catedral de la Almudena, il cui altare maggiore è stato affrescato pochi anni fa da Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale.

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Chi ama l’arte ha un’ampia scelta: il Padro, il Reina Sofia, la Fundacion Thyssen sono solo alcuni dei musei in cui è possibile ammirare capolavori di tutti i tempi, come la Maya Desnuda di Goya e la Guernica di Picasso.

20140718_234943Ma Madrid non è solo monumenti e arte. Madrid è vita. La primavera è solo un breve fiorire, l’estate e il caldo secco la fanno da padrone fin da subito. Illuminato dai lucenti raggi del sole, tutto ha un colore nuovo. Il buio, che in Italia ci colpisce già alle otto e mezzo di sera nei giorni più lunghi, nella capitale spagnola arriva soltanto alle dieci passate, regalando tanta luce e tanta allegria in più. La gente ha voglia di godersi la città e tutto ciò che può offrire. Ce n’è per tutti i gusti e la notte sembra non voler arrivare mai.

Una delle cose che mi ha stupito appena arrivata è stata la vita notturna. Non quella dei giovani in cerca di locali in cui far baldoria, ma quella dei madrileni che alle due di notte portano tranquillamente a spasso il cane o si fanno una passeggiata con gli amici.

IMG-20140630-WA0003Presto inizio a non fare più caso a tutte queste novità, che diventano parte della mia quotidianità, come inizio a non far caso ai gay che si tengono per mano o si scambiano effusioni in strada, che in Spagna è la normalità.

Il senso di sicurezza che provo camminando da sola a orari improbabili è unico. Nessuno si avvicina a una bella ragazza tutta in tiro, né la molesta né le rivolge complimenti. Mi sento completamente a mio agio, anche se poche settimane dopo il mio arrivo subisco il furto del portafogli. Questo non avviene di notte, ma la mattina di ritorno da una serata in discoteca, mentre la città ancora dorme.

I ritmi degli spagnoli sono molto più lenti rispetto a quelli degli italiani, benché neppure noi brilliamo per efficienza. I negozi aprono tardi e la giornata lavorativa raramente inizia prima delle 9. Io ho la fortuna di lavorare in un posto bellissimo, all’interno della stazione Atocha, dove sorge un invidiabile giardino con tanto di vasche piene di tartarughe. Il Progetto Leonardo Da Vinci mi ha portato negli uffici di Autogrill, mi occupo di risorse umane, e intanto arricchisco la mia vita con nuove conoscenze.

2014-12-01_19.04.06Madrid è anche la capitale del calcio, con ben due squadre a sfidarsi per la finale di Champions League. Una città in festa per oltre una settimana, con le celebrazioni per la vittoria della Liga da parte dell’Atletico, prima, e i festeggiamenti per la conquista della Coppa Campioni da parte del Real, poi. Io c’ero in entrambe le occasioni.

Un’altra parte importante della mia quotidianità madrilena è rappresentata dal Cammino. Ho la fortuna di vivere a pochi passi da una delle parrocchie più ricche della capitale e con la comunità vivo esperienze straordinarie, come l’incontro con Kiko a Valencia e il matrimonio di due fratelli. Ma, soprattutto, trovo una nuova famiglia che mi fa sentire veramente a casa.

20140504_191333Quattro mesi sono tanti e descrivere ogni esperienza in un post sarebbe impossibile, ma ogni istante di quella meravigliosa avventura è custodito nel mio cuore come un ricordo prezioso. Le persone innanzitutto. Poi i luoghi che ormai mi erano diventati familiari, così come la lingua che, senza saperlo, ho sentito mia fin da piccola.

Un’esplosione di vita, Madrid, una vita che è stata mia per un tempo troppo breve e che resta lì, tra le pagine più belle della mia storia.

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La città più divertente del mondo? Berlino. Ecco la top ten

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Qual è la città più divertente del mondo? Difficile dare una risposta che sia condivisa da tutti. Ognuno di noi ha un differente concetto di divertimento ed è alla ricerca di stimoli diversi per sentirsi appagato. Tuttavia, esistono una serie di parametri oggettivi che ci permettono di scegliere la meta delle nostre vacanze, come la presenza di discoteche, locali, pub, ma anche concerti ed eventi all’aperto.

Berlino capitale del divertimento – Sono più o meno questi i criteri di giudizio adottati dai portali del turismo europeo GetYourGuide (in inglese) e GoEuro (in tedesco), che hanno lavorato insieme per stilare una speciale classifica, quella delle città più divertenti al mondo. La vincitrice? Berlino. A sorpresa la capitale tedesca ruba la medaglia d’oro a Londra, che nell’immaginario comune rimane la capitale del gusto e delle tendenze non solo europee, e s piazza sul gradino più alto del podio. Al secondo posto c’è proprio la capitale britannica, seguita da Parigi. Passate in rassegna oltre 1.800 città in tutto il mondo, valutate su fattori quali il costo di una pinta (o lattina) di birra, la qualità e gli orari del trasporto pubblico, così come di bar e locali, le attività proposte e le zone (e i prezzi) dello shopping, i concerti e le attività all’aperto.

Londra 2010 276Il podio – A determinare la vittoria di Berlino, che già da alcuni anni è la meta prediletta dagli under-30, sono l’enorme offerta culturale e musicale, che varia dal rock al pop fino alla musica classica e operistica, i tanti luoghi di ritrovo, lo shopping, l’intrattenimento per adulti, i club sportivi, metropolitana e autobus disponibili 24 ore su 24 e con una diffusione capillare, e il bassissimo costo della birra, solo 82 centesimi, contro gli oltre 2 euro di Londra. Il costo della birra, unito all’orario ridotto della Tube, penalizzano la capitale inglese che ha tra i suoi punti di forza l’offerta musicale. Anche Parigi soffre dell’orario sotto il profilo del trasporto pubblico, con la metro che serra i cancelli alle due di notte.

Roma Unica italiana nella top 25 – L’unica italiana nella top 25 è Roma, preferita a Milano che pure rappresenta la capitale della moda, dello shopping e della vita notturna del Bel Paese. Roma viene scelta soprattutto per una cultura che ha pochi eguali al mondo, con centinaia di musei e mostre, mentre fatica sui trasporti pubblici, sullo shopping (piuttosto costoso nelle vie del centro) e sul tema concerti.

La top tenNew York, dove è vietato bere all’aperto, arriva solo alla quarta piazza forte di una metropolitana che non chiude praticamente mai, anche se durante la notte alcune linee sono ferme. Svetta tuttavia per quanto riguarda le attività e, anche in questo caso, incassa il massimo del punteggio per l’offerta musicale, senza contare i teatri e gli spettacoli. Al quinto posto si piazza Tokyo. Anche nella capitale giapponese i trasporti non chiudono mai. Tra i punti di forza, la qualità dei suoi bar e dello shopping, soprattutto tecnologico, mentre non brilla per le di attività a disposizione dei turisti.
La Germania conquista anche il sesto posto con Amburgo, grazie al costo ridotto del boccale e all’ottimo servizio di trasporti. Chiudono la classifica delle dieci città più divertenti del mondo Vienna (premiata per intrattenimento e cultura), Barcellona (attività per i giovani e servizi a disposizione) e Istanbul (shopping e attività diurne e notturne), mentre si classificano in posizioni più basse altre città dal grande valore turistico, come Amsterdam e Las Vegas, che si posizionano rispettivamente all’undicesimo e sedicesimo posto.

Toledo, la città delle tre culture: cosa vedere

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Un giorno a Toledo è imprescindibile per chi visita la Spagna. A 70 chilomentri da Madrid, è definita la “cittè delle tre culture” perché in essa convergono elementi della tradizione storica e artistica cristiana, ebrea e musulmana.

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è affascinante non solo per le sue stradine ricche di sorpresa ma anche perché conserva intatto l’aspetto che aveva in Età Medievale.

20140517_113617Tra le bellezze della città, la piazza di Zacodover, punto di incontro per i cittadini toledani, dove si celebrano feste, corride di tori e giochi.

L’Alcazar de Toledo, sede attuale del Museo dell’Esercito, è situata nel punto più alto della città. Di época romana, è stato ristruttarato più volte nel corso dei secoli e durante la Guerra Civile fu protagonista di un sanguinoso assedio.

Il Museo de Santa Cruz, antica sede di un osservatorio astronomico prima, e di un ospedale poi, ospita oggi collezioni temporali, mostre, reperti archeologici.

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La Catedral de Toledo, costruita a partire dal 1227, è in stile gotico di ispirazione francese e ocupa uno spazio privilegiato all’interno della città.

Le Terme Romane, invece, sono state scoperte solo nel 1986 e testimoniano l’importanza della città all’epoca dei romani, che fecero di Toledo una delle loro roccaforti in terra spagnola.

Las Cuevas de Hércules, le grotte di Ercole, rappresentano un’altra importante testimonianza di época romana, quando servivano come deposito di acqua ed erano incorporate nella rete idraulica di Toledo.

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Il Museo del Greco è l’unico monumento in Sapgna dedicato alle opere del celebre pittore. Proprio di fronte, si trova la casa in cui visse l’artista, dando ulteriore prestigio alla città.

Tantissimi altri i monumenti interessanti da visitare a Toledo, ma altrettanto affascinante è camminare per le sue stradine, lasciandosi incantare dalle creazioni in oro toledano realizzate dai maestri orafi o ammirando la bellezza dei coltelli e delle forbici, per i quali la città è famosa.

Segovia, cosa visitare e dove mangiare

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Catedral de Segovia

A solo mezz’ora di treno da Madrid, Segovia è una città che incanta per le sue bellezze storiche e architettoniche, ma anche per la sua cucina tipica.

Patrimonio dell’Umanità UNESCO, Segovia offre scorci davvero interessanti, panorama mozzafiato e stradine tutte da scoprire. Tra i monumenti più famosi ci sono l’Acquedotto romano e l’Alcazar, antica residenza reale.

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Acquedotto romano

La visita parte proprio dalla piazza antistante l’Acquedotto, dove si diramano una serie di strade. Percorrendo Calle Real e passando per il mirador de la Canaleja, si arriva alla bella piazza Medievale di San Martín, con la sua spettacolare Chiesa Romanica.

Continuado a camminare, e tenendo sulla sinistra il barrio de la Judería, si giunge a Plaza Mayor, dove è ubicata la famosissima Catedral de Segovia.

Alcazar de Segovia

Alcazar de Segovia

Scendendo ancora, si passa per il barrio de las Conongías, fino ad arrivare all’imponente castello, l’Alcazar de Segovia, dal quale si gode di una vista spettacolare sul paesaggio circostante.

Panorama dall'Alcazar

Panorama dall’Alcazar

Non solo monumenti ma anche gastronomia. Segovia è famosa per il suo cochinillo asado, il maialino arrosto, che si può assaggiare in uno dei tanti ristoranti che si incontrano per le strade della città. Noi abbiamo scelto il ristorante El Redebal. Tipico anche il lechazo, una varietà di agnello pregiato. E a chi non sa rinunciare al dolce, consigliamo il ponche segoviano, altra specialità del luogo.

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Aranjuez, Palazzo Reale e giardini tutti da visitare

Palazzi, giardini, chiese. Aranjuez è un piccolo gioiello poco fuori Madrid, sede di uno dei tanti palazzi che hanno ospitato i reali di Spagna nei secoli.

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E proprio dal Palazzo Reale parte la nostra visita, che si snoda tra i suontuosi saloni e le stanze reali, ognuna diversa nel suo genere ma tutte affascianti. Stanze adornate con quadri, sculture di Luigi IV e Maria Teresa d’Austra, mobilio risalente all’epoca di Isabella II, decorazioni in oro e porcellana, elementi tutti che contribuirono a rendere maestoso l’edificio. Tra tutte le stanze, quella più suggestiva è sicuramente il Gabinete Arabe, una piccola sala ispirata all’Alhambra di Granada che, con le sue decorazioni evocative è capace di trasportarti nel mondo delle fantasia. In puro stile Mille e una notte.

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I giardini reali sorprendono per la loro perfetta combinazione di stile spagnolo e italiano. Le aree verdi sono perfettamente geometriche e alternate da fontane e monumenti adornati da fiori.

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Nel 2011 l’Unesco dichiarò i giardini di Aranjuez Patrimonio dell’Umanità. Tra essi, quello che maggiormente mi incantano, sono i Giardini de la Isla, così chiamati perché racchiusi entro il Palazzo Reale e il percorso del fiume Tajo.

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I Giardini del Principe rapprensentano una delle principali attrazioni turistiche di Aranjuez, per il loro patrimonio naturale e monumentale. Al loro interno sono presenti numerose varietà di alberi e fiori ed è possibile ammirare la Casa del Labrador, il Museo de Falùas, il giardino cinese, le sculture e l’embarcadero.

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Proprio di fronte al Palazzo Reale, sorge la Chiesa di Sant’Antonio, particolare soprattutto per la sua cupola.

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El oso y el madroño: perché un orso è il simbolo di Madrid?

oso y madroñoPasseggiando per Madrid è impossibile non imbattersi nel famoso monumento del Oso y el Madroño, collocato a Puerta del Sol, la zonoa più turística di tutta la capitale spagnola. Situato nella zona orientale della piazza, di fronte all’ingresso di Calle Alalá, è uno dei simboli di Madrid, dove tanti turisti si fermano a fare foto. Ma perchè la capitale spagnola ha come símbolo un orso – anzi, più precisamente, un’orsa – che si arrampica su un albero di corbezzolo?

La statua fu realizzata dallo scultore Antonio Navarro Santafé e venne inaugurata nel 1967 e fu promossa dalla sezione della cultura del Comune di Madrid che volle così rappresentare il simbolo araldico della città. La prima apparizione del simbolo dell’orso rampante e del corbezzolo coi frutti inserito nello scudo cittadino è datato XIII secolo. Precedentemente si rappresentava solo un orso in movimento.

Il cambio avvenne per ragioni politiche. Nel 1222 Re Alfonso VII – in seguito ai dissapori tra Clero e il Consiglio della città, che non riuscivano a spartirsi equamente le terre circostanti – fu costretto ad intervenire dando al Clero la gestione dei foraggi e alla città quella del legname e la selvaggina. Da quel momento fu aggiunto al simbolo di Madrid un albero, il Madroño, che cresceva abbondante nelle terre che circondavano la città.

La scultura del Oso y el Madroño  è sempre stata a Puerta del Sol, fin dal momento della sua inaugurazione nel 1967, ma è stata spostata diverse volte. Inizialmente fucollocata nella zona occidentale della piazza, di fronte all’edificio di Tio Pepe. Quando la piazza fu rimodernata, nel 1986, la statua fu spostata di fronte a Calle del Carmen. E, finalmente, con la nuova configurazione di Puerta del Sol, nel settembre del 2009, ritornò nella zona orientale, dov’è ancora attualmente. Realizzata in pietra e bronzo, pesa 20 tonnellate ed è alta circa quattro metri.