Sono esattamente dove non volevo essere. E sono felice. Come una decisione ti cambia la vita

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Ti svegli una mattina e sei a Roma. Dalla finestra scorgi in lontananza la Cupola di San Pietro, che si erge maestosa sulla capitale e la protegge con la sua ombra. Ogni passeggiata è un incontro con la storia e l’arte che hanno reso grande l’Italia nei secoli: la fontana di Trevi, i Fori Imperiali e il Colosseo, Villa Borghese con il suo parco e piccoli gioielli della cristianità, più o meno noti. Non è la città in cui volevi essere, ma è comunque un capolavoro.

È impressionante come il caso, il destino o la provvidenza – scegliete voi ciò in cui credere – cambino le carte in tavola e, in una sola mano, i tuoi progetti, i tuoi desideri, la tua vita si capovolgano presentandoti nuove avventure, nuove sfide a cui non avevi mai pensato.

Un biglietto aereo solo andata per Madrid si trasforma in un viaggio in auto verso Roma, complice una proposta di lavoro che non puoi rifiutare. E la tua vita prende una direzione completamente diversa da quella che avevi immaginato.

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Dopo un mese ancora non ti spieghi perché, ma sei sicuro che nulla accada per caso. Non sei uno di quelli che crede al destino, no. Tu pensi che ognuno costruisca il proprio destino con le scelte che compie ogni giorno, piccole o grandi che siano, e che ogni decisione porterà alla realizzazione di qualcosa di meraviglioso, parte di un disegno d’amore più grande.

E così, dopo una giornata di lavoro stressante, ti siedi soddisfatto alla scrivania, ansioso di scoprire cosa ha in serbo il futuro per te, quali sorprese la vita ancora ti regalerà. Perché sei certo che, anche se hai poggiato solo un paio di mattoni, la casa verrà su bene. Ci vorrà tempo, impegno e fatica ma tutto questo non ti spaventa. La ricompensa varrà la pena. E quello che hai lasciato non sarà un rimpianto ma semplicemente una strada che non ti avrebbe condotto alla meta a cui aspiri.

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Madrid: bellezza, incanto e nostalgia

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Madrid. Una parola, migliaia di ricordi che affiorano alla mia mente. Volti, suoni, immagini e sapori nuovi. Una rinnovata gioia di vivere. Colta da un’improvvisa voglia di raccontare, accompagnata dalla nostalgia di giorni felici e ricchi di sole, mi accingo a scrivere questo post in un pigro pomeriggio di inizio dicembre.

20140425_182448Il primo fotogramma è quello di casa mia – l’accampamento, come lo chiamavo allora – un enorme appartamento di nove stanze ubicato in calle Atocha, una delle strade principali della capitale spagnola. È un mestisaje di nazionalità e lingue, ci sono francesi, irlandesi e scozzesi, portoghesi, venezuelani e persino un vietnamita. All’inizio è dura convivere con tanta gente ma presto la diffidenza lascia il passo all’amicizia e niente è più bello che tornare a casa e sentire una voce amica che ti saluta e ti chiede come sia andata la tua giornata.

Siamo al quarto piano, sotto è tutto un via vai di gente, spagnoli indaffarati e turisti leziosi che si godono una passeggiata dal Parque del Retiro a Puerta del Sol, centro della vita e della movida madrilena. Poco più lontano sorge Plaza Mayor, con i suoi palazzi colorati e i portici pieni di locali in cui è possibile gustare piatti tipici della tradizione spagnola.

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Non manca la paella, classico intramontabile della cucina iberica, ma la 2014-12-01_18.53.27sorpresa più piacevole sono le tortillas rellenas, frittate con patate ripiene di ogni condimento, accompagnate da gustose salsine. E per i più golosi, caramelle, dolci e yogurt gelato a volontà.

Non c’è bisogno di camminare molto per arrivare al Mercado de San Miguel, mercato gastronomico che offre le migliori specialità spagnole ed europee. E, parlando di mercato, impossibile non citare il famoso Rastro, il mercatino delle pulci che si svolge ogni domenica alla Latina, il quartiere più colorato ed esuberante di Madrid.

Tra le bellezze architettoniche, camminando ancora un po’, si trovano Palacio Real e la Catedral de la Almudena, il cui altare maggiore è stato affrescato pochi anni fa da Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale.

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Chi ama l’arte ha un’ampia scelta: il Padro, il Reina Sofia, la Fundacion Thyssen sono solo alcuni dei musei in cui è possibile ammirare capolavori di tutti i tempi, come la Maya Desnuda di Goya e la Guernica di Picasso.

20140718_234943Ma Madrid non è solo monumenti e arte. Madrid è vita. La primavera è solo un breve fiorire, l’estate e il caldo secco la fanno da padrone fin da subito. Illuminato dai lucenti raggi del sole, tutto ha un colore nuovo. Il buio, che in Italia ci colpisce già alle otto e mezzo di sera nei giorni più lunghi, nella capitale spagnola arriva soltanto alle dieci passate, regalando tanta luce e tanta allegria in più. La gente ha voglia di godersi la città e tutto ciò che può offrire. Ce n’è per tutti i gusti e la notte sembra non voler arrivare mai.

Una delle cose che mi ha stupito appena arrivata è stata la vita notturna. Non quella dei giovani in cerca di locali in cui far baldoria, ma quella dei madrileni che alle due di notte portano tranquillamente a spasso il cane o si fanno una passeggiata con gli amici.

IMG-20140630-WA0003Presto inizio a non fare più caso a tutte queste novità, che diventano parte della mia quotidianità, come inizio a non far caso ai gay che si tengono per mano o si scambiano effusioni in strada, che in Spagna è la normalità.

Il senso di sicurezza che provo camminando da sola a orari improbabili è unico. Nessuno si avvicina a una bella ragazza tutta in tiro, né la molesta né le rivolge complimenti. Mi sento completamente a mio agio, anche se poche settimane dopo il mio arrivo subisco il furto del portafogli. Questo non avviene di notte, ma la mattina di ritorno da una serata in discoteca, mentre la città ancora dorme.

I ritmi degli spagnoli sono molto più lenti rispetto a quelli degli italiani, benché neppure noi brilliamo per efficienza. I negozi aprono tardi e la giornata lavorativa raramente inizia prima delle 9. Io ho la fortuna di lavorare in un posto bellissimo, all’interno della stazione Atocha, dove sorge un invidiabile giardino con tanto di vasche piene di tartarughe. Il Progetto Leonardo Da Vinci mi ha portato negli uffici di Autogrill, mi occupo di risorse umane, e intanto arricchisco la mia vita con nuove conoscenze.

2014-12-01_19.04.06Madrid è anche la capitale del calcio, con ben due squadre a sfidarsi per la finale di Champions League. Una città in festa per oltre una settimana, con le celebrazioni per la vittoria della Liga da parte dell’Atletico, prima, e i festeggiamenti per la conquista della Coppa Campioni da parte del Real, poi. Io c’ero in entrambe le occasioni.

Un’altra parte importante della mia quotidianità madrilena è rappresentata dal Cammino. Ho la fortuna di vivere a pochi passi da una delle parrocchie più ricche della capitale e con la comunità vivo esperienze straordinarie, come l’incontro con Kiko a Valencia e il matrimonio di due fratelli. Ma, soprattutto, trovo una nuova famiglia che mi fa sentire veramente a casa.

20140504_191333Quattro mesi sono tanti e descrivere ogni esperienza in un post sarebbe impossibile, ma ogni istante di quella meravigliosa avventura è custodito nel mio cuore come un ricordo prezioso. Le persone innanzitutto. Poi i luoghi che ormai mi erano diventati familiari, così come la lingua che, senza saperlo, ho sentito mia fin da piccola.

Un’esplosione di vita, Madrid, una vita che è stata mia per un tempo troppo breve e che resta lì, tra le pagine più belle della mia storia.

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Toledo, la città delle tre culture: cosa vedere

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Un giorno a Toledo è imprescindibile per chi visita la Spagna. A 70 chilomentri da Madrid, è definita la “cittè delle tre culture” perché in essa convergono elementi della tradizione storica e artistica cristiana, ebrea e musulmana.

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è affascinante non solo per le sue stradine ricche di sorpresa ma anche perché conserva intatto l’aspetto che aveva in Età Medievale.

20140517_113617Tra le bellezze della città, la piazza di Zacodover, punto di incontro per i cittadini toledani, dove si celebrano feste, corride di tori e giochi.

L’Alcazar de Toledo, sede attuale del Museo dell’Esercito, è situata nel punto più alto della città. Di época romana, è stato ristruttarato più volte nel corso dei secoli e durante la Guerra Civile fu protagonista di un sanguinoso assedio.

Il Museo de Santa Cruz, antica sede di un osservatorio astronomico prima, e di un ospedale poi, ospita oggi collezioni temporali, mostre, reperti archeologici.

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La Catedral de Toledo, costruita a partire dal 1227, è in stile gotico di ispirazione francese e ocupa uno spazio privilegiato all’interno della città.

Le Terme Romane, invece, sono state scoperte solo nel 1986 e testimoniano l’importanza della città all’epoca dei romani, che fecero di Toledo una delle loro roccaforti in terra spagnola.

Las Cuevas de Hércules, le grotte di Ercole, rappresentano un’altra importante testimonianza di época romana, quando servivano come deposito di acqua ed erano incorporate nella rete idraulica di Toledo.

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Il Museo del Greco è l’unico monumento in Sapgna dedicato alle opere del celebre pittore. Proprio di fronte, si trova la casa in cui visse l’artista, dando ulteriore prestigio alla città.

Tantissimi altri i monumenti interessanti da visitare a Toledo, ma altrettanto affascinante è camminare per le sue stradine, lasciandosi incantare dalle creazioni in oro toledano realizzate dai maestri orafi o ammirando la bellezza dei coltelli e delle forbici, per i quali la città è famosa.

Aranjuez, Palazzo Reale e giardini tutti da visitare

Palazzi, giardini, chiese. Aranjuez è un piccolo gioiello poco fuori Madrid, sede di uno dei tanti palazzi che hanno ospitato i reali di Spagna nei secoli.

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E proprio dal Palazzo Reale parte la nostra visita, che si snoda tra i suontuosi saloni e le stanze reali, ognuna diversa nel suo genere ma tutte affascianti. Stanze adornate con quadri, sculture di Luigi IV e Maria Teresa d’Austra, mobilio risalente all’epoca di Isabella II, decorazioni in oro e porcellana, elementi tutti che contribuirono a rendere maestoso l’edificio. Tra tutte le stanze, quella più suggestiva è sicuramente il Gabinete Arabe, una piccola sala ispirata all’Alhambra di Granada che, con le sue decorazioni evocative è capace di trasportarti nel mondo delle fantasia. In puro stile Mille e una notte.

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I giardini reali sorprendono per la loro perfetta combinazione di stile spagnolo e italiano. Le aree verdi sono perfettamente geometriche e alternate da fontane e monumenti adornati da fiori.

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Nel 2011 l’Unesco dichiarò i giardini di Aranjuez Patrimonio dell’Umanità. Tra essi, quello che maggiormente mi incantano, sono i Giardini de la Isla, così chiamati perché racchiusi entro il Palazzo Reale e il percorso del fiume Tajo.

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I Giardini del Principe rapprensentano una delle principali attrazioni turistiche di Aranjuez, per il loro patrimonio naturale e monumentale. Al loro interno sono presenti numerose varietà di alberi e fiori ed è possibile ammirare la Casa del Labrador, il Museo de Falùas, il giardino cinese, le sculture e l’embarcadero.

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Proprio di fronte al Palazzo Reale, sorge la Chiesa di Sant’Antonio, particolare soprattutto per la sua cupola.

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El oso y el madroño: perché un orso è il simbolo di Madrid?

oso y madroñoPasseggiando per Madrid è impossibile non imbattersi nel famoso monumento del Oso y el Madroño, collocato a Puerta del Sol, la zonoa più turística di tutta la capitale spagnola. Situato nella zona orientale della piazza, di fronte all’ingresso di Calle Alalá, è uno dei simboli di Madrid, dove tanti turisti si fermano a fare foto. Ma perchè la capitale spagnola ha come símbolo un orso – anzi, più precisamente, un’orsa – che si arrampica su un albero di corbezzolo?

La statua fu realizzata dallo scultore Antonio Navarro Santafé e venne inaugurata nel 1967 e fu promossa dalla sezione della cultura del Comune di Madrid che volle così rappresentare il simbolo araldico della città. La prima apparizione del simbolo dell’orso rampante e del corbezzolo coi frutti inserito nello scudo cittadino è datato XIII secolo. Precedentemente si rappresentava solo un orso in movimento.

Il cambio avvenne per ragioni politiche. Nel 1222 Re Alfonso VII – in seguito ai dissapori tra Clero e il Consiglio della città, che non riuscivano a spartirsi equamente le terre circostanti – fu costretto ad intervenire dando al Clero la gestione dei foraggi e alla città quella del legname e la selvaggina. Da quel momento fu aggiunto al simbolo di Madrid un albero, il Madroño, che cresceva abbondante nelle terre che circondavano la città.

La scultura del Oso y el Madroño  è sempre stata a Puerta del Sol, fin dal momento della sua inaugurazione nel 1967, ma è stata spostata diverse volte. Inizialmente fucollocata nella zona occidentale della piazza, di fronte all’edificio di Tio Pepe. Quando la piazza fu rimodernata, nel 1986, la statua fu spostata di fronte a Calle del Carmen. E, finalmente, con la nuova configurazione di Puerta del Sol, nel settembre del 2009, ritornò nella zona orientale, dov’è ancora attualmente. Realizzata in pietra e bronzo, pesa 20 tonnellate ed è alta circa quattro metri.

Madrid: una passeggiata al Parco del Retiro

Viali alberati, distese di erba profumata, monumenti e laghetti. Siamo al Parco del Retiro, in pieno centro a Madrid, una delle principali attrazioni della capitale spagnola. Qui la gente viene a godersi il sole e le belle giornate. C’è chi passeggia, chi corre, chi prende in fitto una barchetta a remi per un romantico giro sul lago.

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L’estanque e il suo monumento sono dedicati ad Alfonso XIII, ma nel parco si possono ammirare anche la fontana dell’Angelo Caduto, la fontana del Carciofo e la fasmosa Rosaleda, il roseto, uno degli angoli più belli, colorati e profumati di tutto il parco.

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Passeggiare per il Parco del Retiro è un vero piace, sedersi e lasciarsi coccolare dal sole, godersi un gelato in uno dei tanti punti di ristoro. Particolarmente suggestivo il Palacio de Cristal, dove spesso vengono allestite mostre ed esposizioni.

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Nei meandri più nascosti si possono trovare angoli davvero deliziosi. E per chi ama lasciarsi trasportare indietro nel tempo c’è il Bosque del Recuerdo, con alti cipressi che si levano fino al cielo, anello di congiunzione con chi ormai non c’è più.

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Basta avventurarsi dove il sole non batte per trovare sorprese straordinarie.

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Alcuni alberi hanno una forma davvero sorprendente.

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Dimmi chi sono – Julia Navarro

Il giovane giornalista Gulliermo Albi viene incaricato dalla zia Marta di ricostruire la storia della sua bisnonna, Amelia Garayoa, di cui non si hanno più notizie da molti anni. E’ il pretesto per narrare l’affascinante vita di una donna bella e coraggiosa, dall’apparenza fragile ma dotata di una forza e una risolutezza fuori dal comune.
Amelia nasce nel 1917 a Madrid e, alla vigilia della guerra civile spagnola, non esita a lasciare marito e figlio per seguire l’attraente  Pierre e l’ideologia comunista. La sua fuga la porterà da Barcellona in Russia, passando per Parigi, Buenos Aires e il Messico. Nell’Unione Sovietica dominata da Stalin, Amelia perderà per sempre la sua ingenuità, politica e sentimentale.
Una nuova avventura la porterà, questa volta in compagnia del giornalista americano Albert James, a viaggiare tra Londra, New York e Berlino, dove l’ascesa del nazismo e il fanatismo di Hitler preoccupa i tedeschi non meno delle potenze alleate. E’ qui che decide di diventare una spia dei servizi segreti britannici e si lega a Max von Schumann, ufficiale dell’esercito tedesco che cerca di combattere il nazismo dall’interno.
La nuova missione porta Amelia a Varsavia, dove la donna verrà arrestata e rinchiusa in un campo di prigionia. Dopo la liberazione, ottenuta grazie all’intervento di Max, Amelia si reca a Roma dove non esita ad uccidere a sangue freddo un’ufficiale delle SS. Questo, e l’attentato ad un convoglio militare ad Atene, le costeranno la detenzione in un campo di concentramento, dove subirà ogni genere di tortura e mutilazione. Anche questa volta, l’intervento di Max la salverà.
I due resteranno insieme per il resto della vita, nella Berlino Est controllata dai sovietici. Con il crollo del muro termina anche la storia di Amelia, ormai ultrasettantenne, che per la prima volta in vita sua sperimenterà la libertà.
Julia Navarro costruisce un romanzo ricco di avvenimenti  che attraversa tre continenti e quasi un secolo di storia. Dalla Spagna piegata dalla guerra civile, alla Russia stalinista, alla Germania nazista, il conflitto mondiale e l’utilizzo di un’intricata rete di spionaggio, fino agli anni del dopoguerra e alla caduta del muro di Berlino; uno sfondo storico di gran spessore, elaborato e raccontato con cognizione di causa e rigore documentaristico. Pur trattando una gran mole di argomenti, la trama è lineare e ben strutturata e riesce a tenere il lettore incollato alla pagina. Tutti gli elementi del romanzo si fondono in una narrazione fluida ed equilibrata, ricca di suspense e colpi di scena.
Impossibile non rimanere affascinati dalla protagonista, Amelia, una ragazza idealista e sentimentale che viene indurita dalle sofferenze della vita, che la porteranno ad essere scaltra, audace, fredda, senza mai perdere la sua generosità e l’amore per la vita. Amelia è un’eroina per caso, una ragazza qualunque che compirà delle scelte libere ma spesso inconsapevoli che la porteranno a vivere avventure straordinarie per una donna dell’epoca e la segneranno per sempre.