Removed, la vita senza smartphone secondo Eric Prickersgill

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Removed è il titolo emblematico dell’ultimo progetto di Eric Prickersgill, fotografo statunitense che attraverso la sua opera ci mostra la solitudine e l’isolamento a cui ci costringono i social media, sensazioni amplificate dalla scelta dell’artista di rimuovere dalle mani dei suoi soggetti smartphone e tablet.

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Il progetto, rivela Prickersgill, non è un attacco nostalgico alle nuove tecnologie. L’intento non è quello di mettere in discussione i social network ma di mostrare, piuttosto, l’attenzione ossessiva che riversiamo verso i nostri cellulari.

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La serie fotografica, racconta l’artista, è stata ispirata da una famiglia in un caffè di New York fissa ad osservare il proprio device: «Erano disconnessi gli uni dagli altri, non parlavano fra di loro e sia il padre che le figlie guardavano lo smartphone mentre la madre sedeva poco lontano senza un telefono da controllare».

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La scena, così sorprendentemente comune, si è stampata nella mente del fotografo tanto che ha deciso di dedicare un intero progetto alle nuove tecnologie che, «mentre ci permettono di interagire con persone lontane da noi, ci costringe a non comunicare con chi ci è accanto».

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Per rappresentare visivamente questo straniamento Eric ha fotografato persone mentre, in un contesto quotidiano, utilizzano smartphone inesistenti per dimostrare come l’attenzione che dedichiamo ai nuovi dispositivi ci alieni completamente dalla realtà che viviamo.

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L’arte di chiedere perdono in Giappone

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Vestito di nero e con un’espressione seria, l’ex presidente della potente compagnia giapponese Toshiba, Hisao Tanaka, ha compiuto un gesto che difficilmente compie un uomo nella sua posizione: chiedere perdono pubblicamente, davanti a decine di telecamere e giornalisti, con un inchino durato diversi secondi.

L’atto finale della carriera di Tanaka, costretto a dimettersi per uno scandalo legato alla corruzione, non è frutto del caso, ma si innesta nella lunga tradizione del perdono che possiede la cultura nipponica. In concreto, il gesto dell’ex presidente della Toshiba si chiama saikeirei e molti manuali spiegano che si tratta di un’inclinazione di 90 gradi utilizzata per scusarsi per una colpa grave, generalmente associata a perdita di denaro o danni morali e personali.

spigheUn proverbio giapponese dice “chi si umilia, vince”, e un altro che recita: “le spighe, quando sono ricche di grano, chinano la testa; ma quando sono vuote, rimangono erette”. Questi due detti popolari danno l’idea dell’alto valore che assumono questi gesti di contrizione quotidiana.

I giapponesi non sopportano di deludere le aspettative degli altri. Per questo esistono varie classificazioni che catalogano i diversi modi di chiedere perdono, incluso il livello di inclinazione del corpo e il suo significato. Tra questi, l’esahuku, leggera inclinazione di 25 gradi che significa “scusa, è colpa mia”; il keirei, un po’ più pronunciata e sostenuta, che vuol dire “sì, l’ho rovinato, non succederà più”; e il già citato saikeirei.

In casi più estremi, i giapponesi utilizzano il dogeza, che alcuni classificano come l’inchino del pentimento per eccellenza. In questo caso, bisogna inginocchiarsi e inclinare il corpo in avanti con le mani a terra e la testa appoggiata sopra, come a dire “la legge può castigarmi ma non potrà cancellare il mio senso di colpa”.

Tanta è l’importanza data a questi gesti, che alcuni mesi fa il quotidiano giapponese “Daily Star” informava della nascita di varie “aziende del perdono” che, in cambio di una modica quantità di denaro, mettono a disposizione dei clienti professionisti che si scusino a loro nome. Secondo il quotidiano, i prezzi variano a seconda della natura dell’offesa e del modo che il cliente sceglie per scusarsi, e oscillano tra i 96 dollari per scuse telefoniche ai 240 per una richiesta di perdono faccia a faccia.

Arriva Biro, il robot che fa risparmiare il 30% sulle bollette

Robot_BiroUn piccolo robot domestico che aiuta le famiglie a tagliare gli sprechi energetici e a risparmiare oltre il 30% sulle bollette. Si chiama Biro ed è frutto di un progetto che porterà nelle case degli italiani un automa intelligente in grado di analizzare le abitudini di consumo degli utenti e di indicare le soluzioni migliori per tagliare i costi casalinghi per l’energia. E il tutto in maniera “verde”, dato che Biro è dotato di pannelli fotovoltaici sulle spalle.

Ad un anno esatto dalla sua prima fase di sperimentazione, dotato di nuove e più aggiornate funzioni e tecnologie il piccolo umanoide salva-bollette si prepara per il mercato con un lancio ufficiale previsto per Natale 2015.

Come funziona – l’ideatore di BiroRobot è lo scienziato abruzzese Marco Santarelli, esperto di analisi delle reti e collaboratore storico di Margherita Hack. Si tratta di un umanoide alto appena 35 centimetri e provvisto di una scheda interna simile alla sim dei cellulari, sulla quale sono conteggiati i consumi pregressi della famiglia. Grazie ai raggi infrarossi negli occhi studia per 30 giorni il volume dei dati della casa.

Biro è in gradio di fare una diagnosi energetica dettagliata, monitorando tutti i consumi domestici, sarà capace anche di colloquiare con l’utente, leggere le bollette, valutare l’uso degli elettrodomestici. Alla fine la famiglia avrà a disposizione una mappa energetica completa della casa, che gli consentirà di ridurre le bollette di oltre il 30% l’anno. Per sottolineare la sua vocazione di robot “tuttofare”, Biro avrà anche il servizio Google Maps, con indicazioni stradali e funzione Street View. E ancora l’Autocomposizione, riferita ai contatti di famiglia, numeri telefonici, registro indirizzi e-mail, invio Sms e Mms e scrittura intuitiva. Biro Robot ha anche un nuovo vestito creato da Ecologina, di Progetto Manifattura.

bollette1Risparmio evidente – Marco Santarelli spiega: «Il robot fa una fotografia energetica dell’appartamento. Una diagnosi con l’obiettivo di capire in che modo è utilizzata l’energia, per individuare eventuali cause di sprechi e indicare quali interventi si possono attuare sia per valutare la fattibilità tecnica sia per quella economica delle azioni proposte, prevenendo gli atteggiamenti errati. Si tratta di un ospite prezioso basti pensare che la bolletta media della famiglia italiana potrebbe passare da 580 euro l’anno a 400, con un risparmio secco di 180 euro».

Biro per aziende – Le case degli italiani sono solo il primo passo per questa nuova tecnologia, che punta molto in alto: «Biro – sottolinea Marco Santarelli – è il primo progetto, dedicato alle famiglie e ai piccoli consumatori, a cui farà seguito quello più ambizioso che vuole arrivare alle aziende a cui fanno capo circa il 44% dei consumi elettrici nazionali. Per questo stiamo lavorando su un automa dalle forme umanoidi alto 1,61 metri pensato per monitorare i consumi energetici delle aziende, in grado di muoversi, parlare e accompagnare gli Energy Manager».

Per far conoscere meglio tutte le sue qualità e talenti, BiroRobot sarà presente a REbuild, l’evento dedicato alla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari che si svolge a Riva del Garda giovedì 25 e venerdì 26 giugno prossimi.

Adolescenti e cancro, un’associazione per affrontare insieme le sfide della malattia

logoMai più soli. È questo il motto dell’associazione Adolescenti e cancro, che offre supporto sociale ai ragazzi fra i 13 e i 24 anni che hanno o hanno avuto il cancro. Un’iniziativa nel settembre del 2014 nata dal desiderio di Rebecca Domino di offrire occasioni di confronto e di svago ai giovani afflitti da un male devastante, ma animati comunque da un grande coraggio e dal loro amore per la vita.

Partendo dal fatto che l’adolescenza è di per sé un momento difficile nella vita di una persona, Adolescenti e cancro s’impegna per offrire occasioni di aggregazione sia online sia di persona fra giovani italiani che hanno o hanno avuto il cancro. L’associazione non è a scopo medico e mette al primo posto l’aspetto sociale, d’interazione e di scambio fra i ragazzi.

«Il nostro obiettivo è essere qui per i ragazzi che ne hanno bisogno – racconta Rebecca Domino – Adolescenti e cancro è gestito in maniera informale: siamo una piccola realtà e per questo i rapporti che si vengono a formare sono sinceri, come quelli di un gruppo di amici. Vogliamo che i ragazzi sappiano di poter contare su di noi e sugli altri giovani coinvolti, e siamo qui per accompagnarli nel loro percorso e per imparare da loro, in uno scambio volto ad arricchire entrambe le parti».

collageL’associazione vuole offrire occasioni di supporto sociale, confronto e amicizia fra coetanei a tutti i ragazzi che in Italia sono o sono stati ammalati di cancro: non importa la regione in cui abitano, se sono attualmente in cura o in remissione o il tipo di reparto in cui sono o sono stati curati. «Pensiamo che ogni singolo ragazzo abbia il diritto di condividere questo viaggio con altri giovani in situazioni simili per supportarsi, confrontarsi, aiutarsi ma anche per ridere insieme, fare nuove esperienze e stringere nuove amicizie».

A questo scopo, Adolescenti e cancro offre supporto on-line tramite un gruppo chiuso su Facebook e uno su whatsapp, che permettono ai giovani di tutta Italia di connettersi con gli altri ragazzi in tempo reale e di farsi nuovi amici. Propone inoltre giornate di svago che permettono ai ragazzi di incontrarsi di persona e di vivere nuove esperienze tutti insieme. Inoltre, attraverso l’invio di pacchi sorpresa gratuiti contenenti regalini a misura di adolescente, si impegnano a donare un sorriso e un po’ di distrazione ai ragazzi.

«Stiamo anche lavorando al primo break in Toscana (gratuito) per i ragazzi maggiorenni della nostra associazione – spiega la fondatrice – un break di 3 giorni/2 notti per permettere ai ragazzi di “staccare la spina”, visitare le bellezza della Toscana, provare nuove attività e fare amicizia con altri giovani che vivono situazioni simili».

Un’altra iniziativa portata avanti da Adolescenti e cancro è la mostra fotografica internazionale “Sei bellissima”. L’associazione, inoltre, sì impegna anche nella sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo, in collaborazione con la sezione dell’ADMO di Livorno.

Unirsi all’associazione è semplicissimo. Basta inviare una mail o un messaggio privato al gruppo facebook per ritrovarsi immersi in un mondo più colorato, dove il cancro non è più una sfida da affrontare da soli ma un’avventura da condividere con altri ragazzi. Inoltre, è possibile supportare il lavoro di Adolescenti e cancro attraverso gli acquisti solidali o le donazioni da effettuare direttamente sul sito.

Un ponte per Anne Frank: la Shoah e il dovere di non dimenticare

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«Il Diario di Anne Frank ha sempre avuto uno spazio speciale nel mio cuore. Chissà, forse perché è il primo scritto sulla Shoah che ho letto, o forse perché sono sempre riuscita a identificarmi in Anne, così tanto da sentirla parte della mia famiglia. Sin da piccola sono sempre stata interessata alla Shoah e a volerne scoprire di più. Crescendo la stessa domanda si ripeteva nella mia mente; “Perché? Perché tutte quelle persone innocenti, ebrei ecc. sono morte?” Oggi non ho ancora trovato una risposta».

Con queste parole, Sofia Domino racconta i primi passi che l’hanno portata alla pubblicazione di un libro sulla Shoah e, in seguito, alla fondazione di un’associazione che si impegna a coltivare la memoria delle stragi operate dai nazisti e a promuovere la pace e il rispetto verso il prossimo, incoraggiando a cancellare ogni forma di discriminazione, violenza, intolleranza, ingiustizia e indifferenza.

logoL’associazione UN PONTE per ANNE FRANK, con sede in provincia di Livorno, è nata il 2 settembre 2014 ispirandosi agli ideali e alla vita di Anne Frank, diventata famosa per la sua triste storia di segregazione e sofferenza, affidata alle pagine di un diario divenuto il simbolo mondiale della Shoah e della speranza.

Il primo obiettivo dell’associazione è diffondere la memoria della Shoah, affinché tali atrocità non si ripetano e affinché non siano commessi gli stessi errori, insegnando a lottare per un mondo migliore, privo di discriminazioni, violenze, ingiustizie, intolleranza e indifferenza, e a migliorare atteggiamento verso noi stessi e verso il prossimo.

Tanti sono i modi in cui UN PONTE per ANNE FRANK promuove i propri valori: realizzando incontri nelle scuole, organizzando o partecipando a eventi mirati, ideando iniziative esclusive, campagne di sensibilizzazione e viaggi, come il Treno della Memoria 2015. Con partenze a febbraio e a marzo, grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale Terra del Fuoco, l’Associazione UN PONTE per ANNE FRANK invita i cittadini a compiere un importante viaggio nel passato, e a visitare alcuni dei più toccanti e profondi luoghi della memoria, quali il campo di concentramento e sterminio nazista Auschwitz-Birkenau. Fondamentale l’incontro con i superstiti dei lager.

campo«Siamo l’ultima generazione a poter essere in contatto con dei sopravvissuti alla Shoah, o con dei liberatori – spiega Sofia Domino – poi spetterà a noi tramandare le loro testimonianze di generazione in generazione, affinché tali atrocità non siano ripetute».

Con lo sguardo rivolto al passato e la mente protesa verso il futuro, l’associazione si batte per i diritti umani e per la difesa dei bambini. Lotta contro la discriminazione di genere e permette a sempre un maggior numero di bambini che abitano in Paesi in via di sviluppo di ricevere un pasto al giorno e di poter frequentare la scuola, aiutandoli attraverso l’istruzione a fuggire a una vita di miseria. Ha inoltre all’attivo una raccolta di materiale destinata ai bambini della Siria, e alle loro famiglie, vittime della guerra.

« I bambini, che sono i più vulnerabili, hanno uno spazio particolare nella nostra associazione. Ci battiamo per loro, lottiamo per loro, cercando di regalar loro un futuro migliore, una vita. Ci occupiamo dei bambini orfani e affamati che vivono in Paesi in via di sviluppo, e anche dei bambini della Siria, vittime della guerra».

Sofia Domino è soddisfatta del lavoro svolto da UN PONTE per ANNE FRANK ma ha ancora tanti progetti per il futuro: «Siamo aperti da poco tempo e abbiamo già ricevuto numerose soddisfazioni. Non solo è un onore essere supportati da Buddy Elias, cugino di Anne Frank, ma abbiamo già instaurato importanti collaborazioni con fondazioni nazionali e internazionali, e anche con sopravvissuti alla Shoah, che supportano pienamente i nostri ideali e quello che facciamo». Ma per continuare a crescere, sottolinea la fondatrice dell’associazione, «è fondamentale il sostegno della cittadinanza italiana», che può supportare UN PONTE per ANNE FRANK attraverso donazioni da effettuare direttamente sul sito.

L’automobile? Meglio acquistarla usata e online

autoDevi acquistare una nuova auto? Cercala usata e comprala online. E’ questa, secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi, la tendenza degli automobilisti italiani in fatto di cambio auto, che vede il mercato dell’usato crescere in modo costante. Soprattutto, aumenta la percentuale di utenti che si rivolge al web. Stando ai dati, infatti, ben il 31% si affida a internet per la ricerca dell’automobile usata, preferita dal 72% degli italiani. Solo 3 su 10, quindi, continuano a propendere per il nuovo.

Lo scenario – Se guardiamo i dati relativi al periodo gennaio-novembre 2014 sono stati registrati 3.869.104 trasferimenti di proprietà di autovetture usate, con una variazione di +1,97% rispetto allo stesso periodo gennaio-novembre 2013, durante il quale ne furono registrate 3.794.325. Gli ultimi dati mensili relativi al mese di novembre mostrano un trend in crescita del 7,34% rispetto a novembre 2013, in particolare il volume globale delle vendite di autovetture del mese di novembre 2014 è stato di 480.908 autovetture, di cui il 22,45% auto nuove e per il 77,55% auto usate (dati 1 dicembre 2014 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti)

La parola ai diretti interessati – “Sì, comprerei un auto usata”. Così rispondono sette automobilisti italiani su 10 (72%) intervistati dall’Osservatorio Linear dei Servizi. Il restante 28% non si fida di una vettura usata e propende per l’acquisto di un’auto nuova. Ma qual è il motivo che spinge questa scelta? Presto detto: il 59% degli intervistati sceglie l’usato per motivi di risparmio, il 37% risponde che usato è una scelta intelligente, un 4% afferma che è anche di moda.

Il contesto online – Il web sembra essere l’alternativa alle concessionarie per la ricerca dell’auto usata: ben il 31% degli italiani intervistati infatti conferma di utilizzarlo, in particolare il 12% afferma di aver già trovato e successivamente acquistato l’auto usata utilizzando Internet, il 19% invece cercherà sul web ma utilizzando solo siti specializzati. Un 36% infine strizza l’occhio a questa alternativa e dichiara che forse si avvarrà dell’online per l’acquisto della nuova auto. Come si muovono gli italiani per la ricerca dell’auto nuova invece? Il 3% dichiara di averla trovata sul web, il 17% utilizzerà solo siti specializzati, il 32% forse la cercherà online mentre un 30% rimane fedele alla tradizione recandosi di persona dai concessionari. Infine un 17% del campione intervistato dichiara di non avere dubbi: “del web non mi fido”.

Gli optional a cui gli italiani non rinunciano – Che sia nuova o usata l’automobile scelta deve possedere determinati optional, ecco cosa vogliono gli italiani: per il 56% degli intervistati l’auto deve avere necessariamente il climatizzatore, il 17% lo cerca poi bi-zona, il 36% sceglie un’auto dotata di sensori di parcheggio, il 29% la vuole con il navigatore satellitare integrato, il 21% sceglie la soluzione cambio automatico, il 20% i fari led, il 16% la cerca con il cruise control.

Felice 2015: ventimila volte grazie ai nostri lettori

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20mila volte grazie. Grazie a chi anche nel 2014 ci ha seguito con costanza e passione. Grazie a quanti ci hanno scelto nell’immensa giungla di internet, ci hanno letto, condiviso e commentato.

Grazie a tutti i 20mila lettori che nell’anno appena trascorso hanno cliccato Alla scoperta del mondo.

A ognuno di voi auguriamo un 2015 ricco di sorprese e di avventure che vi facciano battere il cuore e vi diano la voglia di sorridere. Vi auguriamo che possiate conservare sempre la capacità di stupirvi ed emozionarvi, anche per le piccole cose.

Da parte nostra, ci impegnamo ad arricchire le vostre letture con nuovi contenuti e nuove scoperte affinché possiate trovare in noi una piccola finestra sul mondo, vasto e immenso tanto fuori che dentro di noi.

Felice 2015!!!

Alla scoperta del mondo